Italiani protestano in moldavia contro il regime comunista

Redazione

Anche giovani italiani sono stati in Moldavia a protestare contro gli abusi del regime comunista del Presidente Voronin. Ha appena fatto ritorno, infatti, la "missione" politica ed associazionistica di giovani di centrodestra napoletani guidata dal giovane consigliere municipale di Napoli, Andrea Fonsmorti, che nel periodo pasquale ha deciso di impegnarsi nell’attivismo e si è recato in visita tra Moldavia e Romania per unirsi alle proteste e manifestazioni di migliaia di giovani che sono scesi in strada contro i denunciati brogli ad opera del partito comunista sospettato di aver fatto votare 130.000 morti e di aver creato condizioni non agevoli al voto. In tutte le piazze romene e moldave sono scesi in strada migliaia di giovani che agitando il vessillo europeo attendono un intervento quanto meno politico dei paesi Ue e vogliono che il bottino di guerra dei territori moldavi fatto alla Russia anni fa diventi nuovamente romeno.

"La guerra fredda sembra non essere finita in quelle zone – afferma Fonsmorti –, il governo ha vinto le elezioni il 5 aprile e da quel giorno sono scomparse quasi 300 persone. Quei pochi che hanno fatto ritorno a casa erano in feretri perché ammazzati di botte dalla polizia e dai servizi segreti che ha ovviamente attribuito i decessi ai lacrimogeni. 

Mentre tutto ciò avveniva, venivano rapiti numerosi giornalisti che nel migliore dei casi sono stati rilasciati dopo torture e minacce. Al momento il Governo ha indetto una farsesca riconta dei voti mentre nelle carceri moldave giacciono ancora detenuti numerosi ragazzi, anche minorenni, a spese dei genitori che affogano nel panico e nella disinformazione artificiosa.

 La presenza di cittadini moldavi in Italia è massiccia ed il problema è sentitissimo ed è per la difesa dei diritti umani e per proseguire la lotta anticomunista che ci attiveremo in raccolte di firme per sensibilizzare il sostegno al Popolo Moldavo e proporremo in diversi consessi istituzionali ordini del giorno di solidarietà. Proprio qualche mese dopo l'uscita del film scandalo Katyn nei cinema, che narra del genocidio polacco compiuto dal regime sovietico, altre stragi ideologiche vanno fermate specialmente se alle porte dei confini europei, non può essere solo la Palestina il tema estero predominante in Italia.

Mi chiedo – termina Fonsmorti – per quale motivo i "soliti contestatori" non abbiano organizzato nulla su quanto vergognosamente avviene in Bessarabia in questi giorni a differenza di quanto ha fatto giustamente l'Unicef con altre organizzazioni internazionali".

Marco Altore

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