Presente e passato di una democrazia in pericolo

Redazione

Le parole del ministro Brunetta, gli appellativi che ha rivolto ai giovani di quell' "Onda" studentesca che si è nuovamente riversata in piazza per protestare contro i tagli alla scuola e all'università, sono quanto di più disprezzante si possa esprimere nei confronti di giovani cittadini che esercitano liberamente il loro diritto di associazione e di manifestazione spontanea.

La nostra Costituzione, che per il governo vale carta straccia, è così nuovamente oggetto di una indifferenza che la rende sempre meno attuale e sempre più definibile come un oggetto di un passato che, in effetti, non può essere gradito a chi ha condiviso i piani della Loggia massonica Propaganda 2 di Licio Gelli, avendone la tessera 1816. E non essendo il solo dell'attuale compagine governativa ad esserne stato parte...

Già esclusivamente per questo, si potrebbe tranquillamente dire che un governo di questa natura è per forza delle cose in regime di assoluta illegalità, perchè tradisce il giuramento di "essere fedele alla Repubblica" prestato nelle mani del presidente Napolitano. Non si può essere fedeli alle idee ispiratrici del "Piano di Rinascita" di Gelli e, al contempo, ai valori espressi dalla carta costituzionale.

Tutto questo viene oggi rimosso e si parla delle dichiarazioni dei ministri con un cenno di folklore, quasi ci si stesse raccontando delle barzellette gli uni con gli altri, e quasi il ministro Brunetta abbia scherzato dicendo che sì, magari gli studenti proprio guerriglieri non sono, ma che sono dei ragazzacci violenti, che altro non hanno in mente se non compiere gesti eclatanti, comunque di danno e non di protesta e che, pertanto, le limitazioni al diritto di manifestazione (il cui protocollo è stato firmato anche dalla Cgil...) sono una misura di salute pubblica che va sempre più estesa.

 Sembra quasi che l'ateneo più famoso della capitale sia il ricettacolo di un nucleo di sovversivi pronti a rovesciare le istituzioni o, in qualche modo, a scagliarsi contro lo Stato proprio come facevano quei colleghi del ministro citato, che però erano "fedeli" in pubblico allo Stato mentre in privato armeggiavano con piani e scambi di cartelle su come organizzare un colpo di Stato per affidare a qualche generale compiacente la guida della Repubblica fedele prima agli imprenditori e alla Nato piuttosto che alla volontà del suo popolo.

Ecco, io credo che ogni giorno, davanti alle dichiarazioni, agli atti e alle decisioni di un governo come quello attuale, che sovverte quotidianamente la Repubblica, che fa di lei uno strumento di coercizione invece che una forma democratica di amministrazione della società, noi dovremmo riagganciarci a qualche episodio del passato per capire meglio, per avere un termine di paragone e stabilire così un giudizio non viziato da una mera antipatia per il Cavaliere nero di Arcore, ma basato su una critica politica che abbia nel confronto storico la bussola per evitare davvero gli errori del passato con chi tentò allora, senza averne il potere diretto, di fare man bassa della Costituzione e di soffocare la nascente Repubblica democratica.

Capirete bene che, oggi, avendo pure una investitura popolare, questa possibilità si fa notevolmente concreta, ad un passo - un pericolosissimo passo - dalla sua realizzazione. Con buona pace del venerabile maestro che appare anche in tv per raccontare quella sua vita tutta dedicata alla libertà... sì: da chi l'ha sempre difesa, per la quale è morto e che oggi si pretenderebbe di equiparare a chi, invece, visse e anche morì per lo status quo fascista.
Le differenze sono sempre una ricchezza: e, in questo caso, sono una verità della Storia che non può essere ignorata.

 

Nello Di Palma

Cantieri Comunisti

 

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