JA SAJE: DA PERSEGUITATI A PERSECUTORI

Redazione

Indignati, amareggiati ma soprattutto stanchi di essere al centro di polemiche, accuse assurde ed offensive i proprietari del locale "Ja saie", nella persona del suo legale rappresentante Angelo Vivolo, nonché cittadino di Marigliano, risponde all'ennesimo colpo. Questa volta sorpreso ancor di più in quanto accusato direttamente o indirettamente dall'ex sindaco Esposito Corcione Felice, persona da me stimata ma con la quale non ho mai avuto il piacere di un colloquio diretto.

Con la presente voglio evidenziare in quali perversi meccanismi politici un semplice cittadino, con la voglia di lavorare dignitosamente e crearsi un futuro nel rispetto proprio e altrui, può ritrovarsi invischiato. Tutta la "tragedia" è iniziata con una semplice richiesta di occupazione di suolo pubblico in un territorio dove sono già presenti analoghe occupazioni temporanee e permanenti e in cui, non esiste ad oggi una regolamentazione precisa al riguardo.

Dopo aver fatto la richiesta di occupazione di suolo pubblico permanente mi è stato risposto che avrei potuto avere un permesso di occupazione del suolo pubblico temporaneo. L'area in questione tuttavia è soggetta a parcheggio e quindi sarebbe risultato difficoltoso far rimuovere le autovetture quotidianamente nell'orario di apertura del ristopub. Fatto presente, a chi di dovere, che non era possibile fattivamente un occupazione di suolo pubblico temporaneo, è iniziata l'odissea.

La richiesta è divenuta occasione di discussioni e screzi fra la classe politica e l'amministrazione comunale, a pagarne le pene sono stato io che cercavo semplicemente di lavorare onestamente ed ero preoccupato di riuscire ad ottenere le autorizzazioni in merito per non trovarmi in difetto dal punto di vista legislativo. L'accusa che mi rivolge indirettamente l'ex sindaco è quella che alcuni consiglieri avrebbero fatto pressioni, sotto mia spinta, per l'ottenimento dell'autorizzazione. Invece i consiglieri in questione avevano semplicemente intuito che ero vittima di un perverso giochetto politico ed essendo la mia richiesta legittima, hanno perorato la mia causa.

Faccio presente che sono stato giustamente multato per occupazione di suolo pubblico abusivo prima di avere il permesso, l'ingiustizia sta nel fatto che nello stesso momento e sullo stesso territorio, erano in atto altre occupazioni abusive, da me segnalate ma ignorate da chi di dovere. Non sono il persecutore che qualcuno vuole farmi apparire ma perseguitato da un perverso meccanismo politico e sociale, da anni il cancro di Marigliano. Il motivo del mio silenzio fino ad ora è stato semplicemente la paura che tutto si ritorcesse ancor di più sulla mia attività e quindi sul mio futuro.

Ma ora basta! A parlare ora è il cittadino, non il commerciante, che si ribella a questo stato assurdo in cui si trova il nostro paese da tanti anni, dove anche la richiesta di cose che spetterebbero di diritto sembrano siano diventate straordinarie e oggetto di scambio di favori da parte dei nostri governanti. Approfitto della presente anche per discolparmi dell'accusa di aver inquinato il nostro paese che per "ironia della sorte" mi è stata rivolta nello stesso periodo in cui era in corso la bufera della richiesta di occupazione.

Per chi non ricordasse, sono state trovate, in una strada secondaria, delle buste d'immondizia chiaramente identificabili con il nostro locale. Lo smaltimento non è mai stato un problema nonostante la cattiva gestione e organizzazione della differenziazione dei rifiuti per gli esercizi pubblici, perchè potevamo smaltire a Brusciano dove abbiamo un altro locale di nostra proprietà e in cui la differenziata è iniziata dopo il ritrovamento delle buste di cui sopra.

Inoltre non siamo così sciocchi da abbandonare dei rifiuti così chiaramente riconducibili al nostro locale. Concludo, sperando che la mia esperienza possa servire a farvi riflettere, rubando una frase che l'ex sindaco ha usato nel suo articolo "Adesso bisogna andare alle elezioni: i cittadini di Marigliano sanno cosa fare."

Angelo Vivolo

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