CONSIGLIERE DI AN CACCIATO DALL'UNIVERSITÀ

Redazione

NAPOLI - Il consigliere alla V Municipalità di Alleanza Nazionale Andrea Fonsmorti, nella mattinata di oggi, 29 OTTOBRE, ha subito intimidazioni ed è stato cacciato dal Palazzo Giusso, sede occupata dell'Università degli Studi l'Orientale di Napoli. Il gravissimo gesto compiuto da parte di frange estreme di occupanti e contestatori della legge Gelmini, non ha visto per il momento, individuati i responsabili.

Il consigliere giovanissimo, studente dell'Orientale, verso le ore 12 si trovava, come spesso accade quasi ogni giorno, nel cortile di palazzo Giusso dopo essersi intrattenuto nella sede dell'Associazione universitaria di cui fa parte. Fonsmorti viene circondato da un gruppo di una ventina di persone che, citando quanto accaduto il giorno prima all'Assemblea di Giurisprudenza gli intima di andar via.

Dopo ciò, Andrea Fonsmorti in compagnia di un gruppo di amiche, dichiara di non essere disposto ad abbandonare l'edificio e dopo essere stato definito "uno studente non normale" a causa del suo impegno in politica e negli enti locali. Al termine di una pacata discussione Fonsmorti è stato portato di peso all'esterno del Palazzo contro la sua volontà con la motivazione dichiarata dagli occupanti che la protesta in atto non ha nessuna intenzione di divenire trasversale o condivisa.

Il consigliere Fonsmorti racconta:"Non stavo assolutamente facendo o dicendo nulla di politico, ero a Palazzo Giusso come tutti gli studenti ma ho capito che proprio io lì sono personaggio scomodo. Il fronte della protesta immediatamente dopo si è spaccato perchè ai ragazzi all'interno, la motivazione ovviamente mistificata che è stata data, è stato che il sottoscritto apparterrebbe ad infiltrazioni di Forza Nuova e che sarebbe stato tra gli aggressori di Giurisprudenza.

Chi mi conosce, e cioè più della metà degli studenti dell'Ateneo sa che non posso nemmeno aspirare a definirmi "neofascista" per ovvie ragioni anagrafiche e che la violenza non appartiene ai miei modi. La verità è che all'interno di movimenti di protesta, anche sani e spontanei, si annidano frange estreme dei centri sociali e dei Collettivi universitari che non vedono l'ora di creare strumentalizzazioni. A gettare benzina sul fuoco, inoltre, ci sono alcune particolari categorie di docenti, che nonostante grosse prebende dagli Atenei, vedono l'istituzione del Concorso unico come la fine di una casta.

Dal canto mio ho preparato un esposto alla Procura della Repubblica per mettere in luce quanto avvenuto e soprattutto sono convinto che questo potrà solo aiutare tutti i miei colleghi studenti che anche se vogliono protestare hanno tutto il diritto al "fare democratico" che ci separa dagli anni di piombo. Ad ogni modo condanno ogni azione violenta accaduta nelle università negli ultimi tempi e sarà da oggi mio impegno denunciare i Rettori che permettono che le università divengano luoghi di parte e di violenze invece che luoghi di cultura".

Marco Altore

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