L'ACQUA NON TORNA AFFATTO PUBBLICA

Redazione

L'acqua non torna affatto pubblica, e la riforma del Ministro Tremonti, sui servizi locali pubblici è fra quelle più smaccatamente di stampo liberista, che salvaguarda i poteri forti. Se pure nel decreto legge del 25 Giugno 2008 il comma 5bis dell'art.23bis in teoria "liquida" entro il 31/12/2010 tutte le società a cui è stato dato per affidamento diretto la gestione del SII, quindi compresa la GORI, è vero anche che non sappiamo cosa succede dopo, cioè si andrà a nuove assegnazioni in moltissimi ATO, ed il ricorso alla gestione in "HOUSE", sempre grazie a Tremonti, è reso ancora più difficile e giustificato solo se : "...per situazioni che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento non permettono un efficae ed utile ricorso al mercato ...".

La parte più vergognosa di tali disposizioni, è quella relativa al comma 5Ter, infatti, se in termini generali, i soggetti gestori a cui è stato affidato il servizio in modo diretto (Spa in House o miste) non potranno acquisire la gestione di ulteriori servizi nemmeno in altri ambiti teritoriali, tutto questo non vale per le Spa miste "quotate in borsa" . Complimenti a Tremonti e W la democrazia.

L'intero impianto di tali disposizioni esprime una volontà forte di privatizzare qualsiasi forma di servizio pubblico in sintonia perfetta con quelle politiche neoliberiste capaci di ridurre ogni sorta di condivisione di beni comuni ad una mercificazione selvaggia della vita, a quel rapporto di domanda e offerta a cui nemmeno l'acqua, fonte di vita per tutti, si sottrae. Il pericolo serio è che presto ci troveremo difronte a processi di privatizzazione più estesi di quelli che abbiamo conosciuto finora.

Le vertenze territoriali per la gestione pubblica dell'acqua seguono un'impostazione ben definita. Poichè le disposizioni dell'art.23-bis sono riferite ai servizi pubblici locali di rilevanza economica, gli sforzi e l'impegno dei Comitati e del FNMA è proteso a far passare il servizio idrico come un servizio privo di rilevanza economica e quindi non soggetto alla legislazione nazionale.

A partire da questa considerazione si capisce che la lotta per un governo pubblico dell'acqua, è tutt'altro che vinta e anche se a Marigliano è successo qualcosa di importante, almeno dal punto di vista locale, per dare forza e sostanza alla delibera c'è bisogno dell'impegno concreto di tutti ed in particolare del sindaco che dovrà far valere le ragioni della delibera in sede ATO, e soprattutto coordinarsi con quei 18 /20 sindaci dell' ATO3 che con forza stanno chiedendo la fuoriuscita dalla GORI.


Per quanto concerne le "plateali manifestazioni di piazza" sarebbe auspicabile organizzarsi in tal senso proprio per ricercare quella "visibilità" che gli organi di informazione ufficiali, impegolati come non mai nei meandri e nei rami dei poteri forti, si ostinano a nascondere e ad ignorare.
"Il wisky è per bere, l'acqua è per combattersi" - Mark Twain

Antonio Molli

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