L'ACQUA TORNA SOTTO GESTIONE PUBBLICA

Redazione

L'emendamento n. 23.011.64 al decreto legge n. 118 del 25 giugno 2008 dispone la cessazione delle concessioni relative al servizio idrico integrato rilasciate con procedura diversa dall'evidenza pubblica al 3 dicembre 2010.

"Le concessioni relative al servizio idrico integrato rilasciate con procedure diverse dall´evidenza pubblica cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell´ente affidante".

La disposizione è parte integrante del decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008 all'esame delle Commissioni Bilancio e Finanza della Camera dei Deputati, al quale è stato aggiunto dietro presentazione di un emendamento da parte della Lega Nord ( l'informazione è data dalla stampa accreditata a seguire kl'attività parlamentare).

L'art. 23-bis di detto decreto, introdotto per impartire "disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria" disciplina l'affidamento e la gestione, esclusivamente per evidenza pubblica, di tutti i servizi pubblici. La conversione in legge del decreto rimetterà in discussione l'affidamento del servizio idrico integrato in "Ambito Territoriale Vesuviano Sarnese (ATO3) avvenuto per trattativa privata dopo che era andata deserta la precedente gara.

L'evento segnerà la fine di una gestione che si è rivelata fallimentare, caratterizzata solo da azioni intimidatorie e vessatorie nei confronti dei contribuenti, con maggiorazioni pretestuose del canone, tra l'altro non regolamentato da alcun contratto. Il dibattito in Consiglio comunale del 3 luglio ultimo scorso ha evidenziato l'inefficienza del servizio reso dalla società di gestione, tant'è che l'assise elettiva ha deliberato, all'unanimità, la sospensione dell'attività sul territorio comunale della Gori S.p.A. che però, dopo il pronunciamento del Consiglio comunale, la GORI è quanto mai presente in città. Il deliberato del Consiglio comunale accoglie le istanze dei cittadini che esprimono un profondo dissenso per una scelta, quella della privatizzazione del servizio idrico integrato, che non ha prodotto alcun beneficio, ma solo aggravio di costi. L'acqua continua a mancare, specialmente nelle periferie, ma non solo: nei piani alti l'approvvigionamento è garantito solo laddove sono installati serbatoi e autoclave.

Il Consiglio comunale, constatata la mancata osservanza degli impegni assunti, ha deliberato, all'unanimità:

  • 1) che sia sospesa l'attività della GORI S.p.A. in attesa di una verifica degli impegni assunti e non mantenuti;
  • 2) che sia sospeso il termine di pagamento del canone relativo al secondo semestre 2007;
  • 3) la non applicazione delle maggiorazioni del canone per il secondo semestre 2007, arbitrariamente imposte dalla GORI S.p.A.
  • 4) la messa in opera di azioni, in concorso con altri Comuni, perché attivino procedure che riportano la gestione delle acque sotto controllo degli Enti pubblici;
  • 5) la possibilità affidare la gestione del servizio idrico integrato a società Municipalizzata.


  • Il risultato cui è pervenuto il civico consesso è dovuto anche all'azione del Comitato di lotta per l'acqua pubblica, che ha posto in essere diverse iniziative, volte ad informare e a sensibilizzare l'opinione pubblica, che hanno prodotto risultati concreti per la loro efficacia. Il Comitato, sia pure con le modeste risorse di cui dispone, ha svolto una efficace azione di coinvolgimento, promuovendo iniziative che di certo non sono passate inosservate, senza ricorrere a plateali manifestazioni di piazza alla ricerca di visibilità, ma agendo con ponderazione con il solo e precipuo intendo di difendere i diritti dei cittadini.


    Sebastiano Monda
    Coordinatore del Comitato di Lotta per l'acqua pubblica

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