PANE AL PANE...

Redazione

(diamo alle parole il loro significato)
Oggi stiamo assistendo ad un cambiamento epocale, una mutazione genetica dei significati delle parole che vengono modificati, travisati, stravolti, creando neologismi ad uso e consumo dei media che ce li ridanno in pasto opportunamente mascherati, edulcorati, contraffatti, tanto che ci convinciamo che il reale significato sia quello posticcio. E allora sorge spontanea la domanda: ma perchè?

Occupandomi di ambiente e (per fortuna o purtroppo) di "monnezza", le domande non possono che essere calate nel contesto, e quindi...
  • Ma perché continuano a chiamarle "ecoballe"?
  • Ma perché continuano a chiamarli "CDR"
  • Ma perché continuano a chiamarli "termovalorizzatori"?
  • Ma perché si continua a parlare di "emergenza" rifiuti?
  • Perché, come detto, a furia di chiamare le cose con un nome diverso dal loro (balle, impianti di imballaggio, inceneritori, affare), si svuotano di significato le parole, si creano immagini fuorvianti della realtà, si porta all'assuefazione ad una terminologia ingannevole e deviante e si instaura nel cittadino la sensazione di normalità che con il "normale" non ha propio nulla a che vedere!

    Se invece di "ecoballe" si utilizzasse un termine diverso (magari "balle di rifiuto tal quale" o "munnezza") forse la cittadinanza si renderebbe conto di cosa stanno preparando quegli impianti (i "CDR") che non funzionano, di cosa stanno stoccando (ossia ammassando ordinatamente) qua e là in giro per la Campania, di cosa vogliono bruciare in quegli ecomostri (i "termovalorizzatori") che producono inquinanti noti (diossine, furani, ecc.) e meno noti (nanoparticelle) con impatti sulla salute umana noti e meno noti.

    Se invece di "CDR" (acronimo che dovrebbe significare Combustibile Derivato dai Rifiuti) si utilizzasse un termine diverso (impianti di imballaggio), forse si capirebbe che quegli impianti sono fuorilegge (e non lo dico io, ma un Giudice), producono "cose" (le suddette "balle") non a norma, che non possono essere smaltiti negli ecomostri.

    Se invece di "termovalorizatori" si utilizzasse il termine giusto, "inceneritori" (e non lo dico io ma una nota della Commissione Europea che vieta l'utilizzo del temine "termovalorizzatore" per quegli impianti), forse si capirebbe che quegli impianti non "termovalorizzano" un bel niente, perchè valorizzare termicamente qualcosa significa esaltarne le capacità calorifiche: considerato che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, bruciando quelle balle (anche se fossero "eco") si potrebbe SOLO ottenere un piccolo recupero energetico (dell'energia necessaria per bruciare e del potere calorifico del rifiuto) e NON una "valorizzazione".

    Se poi si andassero a vedere gli impatti noti e meno noti sulla salute umana, i bilanci di massa in termini di rifiuti residui (scorie tossiche e nocive, fumi, polveri), allora probabilmente si capirebbe che quegli impianti probabilmente sono inutili se si realizza una riduzione dei rifiuti a monte e ena raccolta differenziata spinta.

    Se invece di "emergenza" rifiuti, si parlasse con termini più realistici (affare, per esempio), si potrebbe, forse, avere contezza di come siano stati "bruciati" (e non termovalorizzati) 2 miliardi di euro (4000 miliardi delle vecchie lire) in 14 anni di Commissariato Rifiuti (istituito in data 11/02/1994), di come oggi ci siano centinaia di lavoratori LSU pagati per (di fatto) non lavorare, di come sull'affare abbiano lucrato ditte di varie parti d'Italia, di come l'inceneritore di Acerra sia ancora in costruzione, di come ben tre gare per l'appalto e la gestione dell'inceneritore stesso siano andate deserte, di come le balle siano state portate come garanzia bancaria dalla ditta (FIBE) che ha vinto l'appalto per la gestione rifiuti e con la quale di recente è stato rescisso il contratto, di come il Governo Prodi abbia erogato il contributo CIP6 (che viene pagato con i soldi della nostra bolletta ENEL) anche agli impianti di incenerimento per smaltire quelle balle che in tali impianti non dovrebbero mai entrare, ecc.

    Se tutto questo rientra nella normalità...
    Una volta si diceva "Pane al Pane, Vino al Vino"... ridiamo alle parole il loro significato!

    Sebastiano Pesce

    Discuti l'Argomento sul Blog

    RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


    Leggi tutti gli articoli di Redazione >>




    Articoli correlati



    Altro da questo autore