PROPOSTE NEL "CANTIERE PER L'UNITÀ DEI COMUNISTI"

Redazione

Di seguito all'assemblea di giovedì 15.05 si è tenuta a Nola (NA) sabato 17 un incontro di lavoro (non a caso i compagni organizzatori lo hanno chiamato "Cantiere per l'unità dei comunisti") che si è protratto per l'intera giornata entrando anche più concretamente nel merito dei principali problemi che il percorso costituente comporta. Erano presenti numerosi compagni, sia del Pdci, sia "senza partito"; pochi i compagni del Prc.

Provo a riassumere i contenuti delle conclusioni che sono state condivise da tutti i partecipanti:

  • 1. Esistono oggi in campo diverse ipotesi e differenti iniziative tutte volte all'unità dei comunisti attraverso percorsi "costituenti": occorre operare per ricondurli ad unità attraverso il dibattito e l'iniziativa concreta per non disorientare i compagni e dar forza e concretezza alla prospettiva;
  • 2. Il percorso costituente è e deve restare esterno ad entrambi i partiti (Prc e Pdci) e svincolato dalle loro dinamiche interne, anche se - ovviamente - tale dinamica non è estranea al percorso costituente che deve osservarla con attenzione e operare perché si evolva nella giusa direzione;
  • 3. Prc e Pdci sono, dunque, sopravvivenze temporanee che organizzano ancora molti compagni che - e in tal senso bisogna operare - è necessario che confluiscano nel percorso costituente;
  • 4. In tale prospettiva è auspicabile che i congressi dei due partiti
    - che sono soltanto uno dei momenti iniziali del percorso costituente
    - si concludano lasciando dichiaratamente aperta la soluzione di una ricomposizione unitaria dei comunisti in una nuova formazione politica che nascerà al termine di un percorso sufficientemente lungo e articolato da affrontare avviare a soluzione i tanti e seri problemi insoluti; sarebbe ridicola e ingannatrice ogni ipotesi di realizzare la "costituente" comunista nei congressi (o in diretta conseguenza di essi) con diverse collocazioni di gruppi dirigenti e di sparuti manipoli di militanti;
  • 5. Nel corso del percorso costituente sarà necessario marcare una netta discontinuità con il passato, nelle concezioni, nei metodi, nei contenuti, nei gruppi dirigenti mettendo la massima cura in questo rinnovamento sostanziale da ancorare nuovamente alle categorie e all'esperienza del marxismo;
  • 6. Sarà necessario riflettere in modo rigoroso, senza pre-giudizi o intenti salvifici e con onestà politica aperta ad una effettiva autocritica sull'esperienza dei comunisti, a partire da quella più recente;
  • 7. Nelle prossime settimane ci si adopererà per favorire ovunque riunioni e assemblee per la costituente comunista, a partire, possibilmente, da luoghi di lavoro e da realtà popolari; occorre lavorare per preparare un'assemblea provinciale o regionale entro la prima decina di giugno) ed un incontro nazionale; intanto saranno contattati gli organismi e le realtà in cui è rifluita la militanza dei compagni che non sono organizzati nei partiti;
  • 8. Bisognerà andare al più presto a formare strutture stabili (denominati "comitati" per la costituente, o altro) che siano trasversali e in cui organizzare, in forma di "laboratori" (che facciano dibattito, ma anche iniziative) a cui partecipino i comunisti, a prescindere anche dalla loro appartenenza temporanea ad un partito; questi comitati dovranno individuare le forme e i modi di un loro temporaneo collegamento;
  • 9. Oggetto di tutto questo impegno è dichiaratamente ed esclusivamente il percorso della costituente comunista e non dell'"unità della sinistra";
  • 10. L'impegno dei comitati dovrà essere quello di sviluppare anche proposte praticabili ed iniziative politiche concrete, non soltanto dibattito;
  • 11. Occorrerà per questa esigenza di operare, quindi, che i comitati si diano rapidamente gli strumenti operativi strettamente necessari; al momento sono stati individuati come possibili: sedi disponibili, sito web, mailing list e, probabilmente, un foglio a stampa;
  • 12.È stato ribadito che la costituente comunista deve essere affiancata da un serio e rigoroso lavoro di carattere culturale volto a ricostruire l'identità teorica dei comunisti e a recuperare appieno le categorie marxiste che rendono possibile l'analisi della realtà contemporanea e, dunque, la proposta di percorsi e iniziative concrete in cui le masse operaie e popolari possano riconoscersi e, dunque, consentire un recupero di quel legame con la classe operaie e con le classi subalterne senza del quale ogni sforzo e desiderio dei comunisti diventa irrealtà velleità, finzione e inganno;
  • 13. Questo tipo di impegno - assolutamente centrale e irrinunciabile, autonomo e parallelo - deve mirare alla costruzione di un vero e proprio "circuito culturale" nazionale che costituisca la spina dorsale, l'ossatura portante della costituente comunista;
  • 14. Questo circuito dovrà impegnarsi su più fronti: una rilettura autocritica dell'esperienza comunista, un recupero delle categorie marxiste con la loro applicazione all'analisi del mondo contemporaneo, la formazione di quadri destinati a costituire i nuovi gruppi dirigenti, un'opera di alfabetizzazione e di informazione a livello di massa per contrastare la attuale dittatura mediatica e formativa;
  • 15. Per questi scopi è necessario utilizzare e coordinare le intelligenze, gli strumenti e le strutture già esistenti e disponibili (intellettuali, centri e associazioni culturali, case editrici, etc.) e individuare e costruire quelli ancora mancanti; occorrerà favorire la creazione di nuclei locali di questo circuito anche nelle periferie; una attenzione privilegiata dovranno averla le iniziative legate alla memoria e alla condizione della classe operaia;
  • 16. Il rapporto con altre realtà e la definizione di un programma nazionale di questo circuito culturale è essenziale: esistono importanti rapporti e possibilità che occorre sviluppare da subito su un progetto comune;
  • 17. La necessità di radicarsi nuovamente nella classe e quella - altrettanto urgente - di non lasciare né alla deriva dell'opportunismo e del consociativismo confederale né a quella della frammentazione economicistica e radicaleggiante del sindacalismo autonomo o autoorganizzato le lotte e l'organizzazione dei lavoratori in ambito economico impongono che, accanto alla costituente comunista, si avvii il percorso - anche questo autonomo e parallelo - di una "costituente sindacale" volta alla formazione di un sindacato unitario di classe;
  • 18. A questo scopo bisogna organizzare e favorire ovunque - nei luoghi di lavoro o, anche, su base territoriale - incontri e riunioni con lo scopo non di consumare lo scontro sterile tra sigle e bandiere, ma di realizzare, attraverso il confronto tra proposte e iniziative, l'unità di fatto, nella lotta, dei lavoratori;
  • 19. La costituente sindacale è percorso altrettanto lungo e complesso e, sebbene innervato direttamente nei luoghi di lavoro, deve avere anche momenti di riflessione più generale che vedano comunque protagonisti i lavoratori: bisognerà prestare attenzione, collaborazione e partecipazione ad iniziative che si stanno già costruendo a livello nazionale (e che potranno avere momenti di preparazione a livello locale), e, in particolare a due convegni di tipo politico: il primo su "i comunisti e la questione sindacale" e, il secondo su "il controllo operaio e popolare";
  • 20. Infine, è stata avanzata la proposta di organizzare un confronto dei lavoratori campani - anche di quelli non iscritti alla CGIL - con Giorgio Cremaschi.
  • RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


    Leggi tutti gli articoli di Redazione >>




    Articoli correlati



    Altro da questo autore