MARIGLIANO: DONNE CORAGGIOSE

Redazione

Domenica 2 marzo,ore 10:00. L'Aula Consiliare, ancora occupata, era vuota. In fondo solo due donne che evidenziavano con un pennarello una frase: "la partecipazione del sindaco" sui manifesti da affiggere. Sono la signora Rosa De Rosa, giovane donna, che insieme al marito è parte attiva del Comitato che opera l'occupazione dell' Aula Consiliare: ha passato, come stabilito dai turni, la notte al Comune.

Perché?
Perché? Lo sento un mio dovere. Ho visto morire mio suocero di tumore. Le assicuro non è la stessa cosa che sentire: è morto quel signore di tumore. Solo chi ha avuto una disgrazia del genere in famiglia capisce il vero significato di ciò che sto dicendo e comprende il mio stato d'animo, il mio comportamento.

Più in là, intenta allo stesso lavoro, la signora Orsola Allocca, la donna coraggio per eccellenza, che sotto i manganelli dei celerini a Boscofangone, mostrando un cartellone con le foto della nipote malata di leucemia, esclamò: "Vuje 'e tenite 'e figlie? E che ce facite cu 'sti manganielle mmane? Jatevenne!".

E voi?
Ho visto morire quattro amici ultimamente di tumore, uno per cancro ai polmoni, e non ha mai fumato, uno per tumore al fegato, e non ha mai bevuto, un altro per cancro al cervello e l'altro per un tumore al rene. Quando ho sentito quel dottore Greco, che in televisione rideva compiaciuto e diceva che il triangolo della morte è un'invenzione, ho fatto la nottata chiara chiara. Lo vorrei avere tra le mani per pochi momenti.

Non è il caso.
E' vero, non ne vale la pena. Ma lo stato mi manganella, perché civilmente voglio difendere il mio territorio. Non solo, adesso mi vuole denunciare perché ho mostrato la foto di mia nipote malata di leucemia: ho violato la sua privacy. Gesù c'è da non crederci. Uno Stato, che se ne frega se il mio territorio è inquinato, avvelenato o radioattivo e manda 98000 tonnellate di rifiuti "tal quale"; uno Stato che non si preoccupa di finire di avvelenare mia nipote, ma si interessa della sua privacy. Questi sono numeri. O forse mi vuole denunciare perché ho fatto vedere la cruda verità di una bambina che soffre? Eh si, vedere fa male. Vedere non è come raccontare. Vedere, poi, le sofferenze di una bambina malata di leucemia fa male al cuore. Ti fanno sentire una schifezza. Ti fanno sentire colpevole.

Queste sono le semplici voci che vivevano L'aula Consialiare. Voci disperate di fronte all'ultima offesa del Governo (ordinanza n. 3657 del 20 febbraio 2008), che non saranno mai mute davanti alle ingiustizie, mai spente.

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