MARIGLIANO: LE RAGIONI DELLA PROTESTA

Redazione

I cittadini di Marigliano, liberi da qualsiasi schieramento o fazione politica, ribadiscono le ragioni della protesta e della ferma opposizione alla decisione di costituire un "impianto di stoccaggio" (in pratica una discarica) di rifiuti nella zona di Boscofangone (Marigliano - Nola). Le motivazioni della protesta sono fondate su elementi molteplici, di seguito illustrati, legati agli aspetti tecnici, ambientali e medici del Piano commissariale.

In particolare, oltre alla mancata caratterizzazione delle matrici ambientali del sito e delle aree circostanti (acqua, suolo, aria), alla mancata esibizione di un qualsiasi elaborato progettuale tecnico per la messa in sicurezza dell'area di "stoccaggio", non viene fatto alcun riferimento né alle modalità e tempistica di deposito dei rifiuti che eventualmente dovessero essere stoccati, né tantomeno alle modalità e tempistica di rimozione degli stessi, alla bonifica del sito ed al ripristino dei luoghi (a tal proposito De Gennaro si è dichiarato "non competente in materia"), alla destinazione dei rifiuti non differenziati che si continueranno a produrre in Campania e nella Provincia di Napoli in particolare.

I timori (o le certezze) che nascono sono legati proprio a tali lacune: una volta individuato il sito di Boscofangone come "sito di stoccaggio" (in pratica una discarica), quale soggetto istituzionale (considerato anche il momento politico) potrà assicurare ai cittadini di Marigliano, Nola e Comuni limitrofi che non verrà sversato altro rifiuto? La protesta è motivata, quindi, da molteplici ragioni, di cui di seguito si esplicitano le principali.

Il piano DE GENNARO, piano a termine (scad. 12 maggio dopo 120 giorni di mandato), prevede che i rifiuti ora presenti nelle strade di diverse città campane (in primis Napoli), vengano rimossi e portati in discariche o in siti individuati dal Commissariato stesso (nota del 11/01/2008). Il "Piano De Gennaro" non può considerarsi un Piano (nel senso tecnico del termine) in quanto:

  • Si riferisce alla sola rimozione dei rifiuti giacenti per le strade;
  • Individua delle "soluzioni" temporanee e non definitive (tra l'altro non contemplate dalle specifiche norme in materia ambientale, quali i "siti di stoccaggio temporaneo");
  • È ambiguo circa la tipologia di rifiuti da "stoccare" (tal quale, balle, eco-balle);
  • Non definisce la destinazione dei rifiuti prodotti durante la gestione commissariale, né quella dei rifiuti prodotti dopo la gestione commissariale fino all'entrata in esercizio dei sistemi di smaltimento finale (termovalorizzatori, impianti di compostaggio, ecc.);
  • Non indica i tempi e le modalità di rimozione dei rifiuti dai siti di "stoccaggio temporaneo" né tantomeno i tempi e le modalità per il ripristino dei luoghi e la relativa bonifica;
  • Non definisce norme o azioni sia per l'attuazione del Piano che per la gestione della fase post-commissariale.


  • Il sito in esame è situato geograficamente in un'area a confine tra il territorio Mariglianese e quello Nolano, in prossimità degli insediamenti produttivi dell'ASI di Nola, del CIS, dell'interporto di Nola e del nuovo centro commerciale "Vulcano Buono". A circa un chilometro in linea d'aria vi sono le frazioni di Polvica (Nola) e di Faibano (Marigliano), dove risiedono migliaia di persone.

    L'area in questione è attualmente sede di un impianto di depurazione, realizzato dalla ex Cassa per il Mezzogiorno, nell'ambito del sistema di depurazione della piana Campana (ex PS3), che comprende 6 grandi impianti tra cui quello in esame (definito "Nola-Marigliano"). L'impianto in questione serve 34 comuni e le aree ASI di Nola e Marigliano, per un totale di circa 452000 abitanti equivalenti ed una portata in ingresso di circa 25720 m3/giorno, mentre la potenzialità di progetto è di 435000 abitanti equivalenti, per una portata in ingresso di 24752 m3/giorno: attualmente l'impianto è sottodimensionato rispetto agli abitanti serviti. L'impianto, oltre a depurare le acque fognarie, attualmente tratta anche circa 100 m3 (100000 litri) di percolato al giorno, prodotto dalle discariche campane.

    I dati che è possibile evincere dalle "analisi e stime sui carichi inquinanti" (fonte: ENEA: "PROGETTO REGI LAGNI" analisi di specifiche situazioni di degrado della qualita' delle acque in campania, in riferimento ai casi che maggiormente incidono negativamente sulle aree costiere, Febbraio 2002), rappresentano un quadro generale del sistema dei carichi inquinanti e degli scarichi abbastanza allarmante: circa il 30% degli inquinanti prodotti nell'intera area non viene collettato in fognatura e, di conseguenza, depurato.

    Le analisi effettuate sulle acque superficiali nell'ambito del progetto ENEA, in corrispondenza della sezione di Ponte dei Cani (a valle dello scarico del depuratore Nola-Marigliano) e gli ulteriori dati sulla qualità delle acque superficiali (fonte: ARPAC, "Acqua - il monitoraggio in Campania 2002-2006", Dicembre 2007), hanno fatto classificare lo stato ambientale delle acque come "pessimo".

    Analogamente, i dati sulla qualità delle acque sotterranee (fonte: ARPAC, cit.), mediante analisi effettuate su numerosi pozzi della Piana, di cui 8 immediatamente a ridosso dell'area di Boscofangone (CIS di Nola e l'area industriale), hanno permesso di classificare le acque sotterranee in classe 4, la peggiore ("impatto antropico rilevante con caratteristiche idrochimiche scadenti") ai sensi del D.Lgs. 152/99, con ritrovamenti di altri inquinanti che rientrano tra quelli da individuare per la classificazione di sito contaminato da bonificare ai sensi del D.M. 471/91). Anche le considerazioni espresse da altri tecnici (es. Periti Agrari di Nola) indicano che i terreni e le falde acquifere non possono sopportare ulteriori carichi inquinanti.

    Analoghe constatazioni, purtroppo, possono essere espresse in merito alla salute dei cittadini (con riferimento particolare alle incidenze delle malattie tumorali ed epatiche) residenti nell'area definita, non a caso "triangolo della morte". Il sito individuato, inoltre, è sottoposto a sequestro giudiziario dal 2004 dal GIP della Procura della Repubblica di Nola (ord.11111/04) per uno sversamento di fanghi tossici provenienti dallo stesso. Infine, il sito in esame è uno degli otto siti che la protezione civile, in uno studio dettagliato su tutto il territorio regionale Campano, individua come siti da BONIFICARE, per i quali non può essere messa in atto alcuna ulteriore attività prima della bonifica, e per il quale non è mai stata avviata alcuna azione di bonifica.

    Riteniamo pertanto, che il cosiddetto Piano De Gennaro non è che una mera operazione di pulizia delle strade (alcune), anche dettato dall'incombenza delle sanzioni della Comunità Europea: per le ragioni sopra esposte, i cittadini lo contestano nella sua logica oltre che nella sua attuazione. Da più parti si è sbandierata la solidarietà che tutti i cittadini, le Regioni ed i Comuni d'Italia devono fornire all'emergenza rifiuti in Campania: coloro che non vogliono l'ubicazione di siti di smaltimento sul proprio territorio vengono tacciati di "egoismo" o "localismo" in quanto non contribuiscono alla risoluzione dell'emergenza. In questo senso Marigliano (con i Comuni limitrofi e Nola in particolare) già fornisce il proprio contributo sotto due aspetti: da un lato, attuando una raccolta differenziata ad alto livello (superiore al 50-55%) riducendo, in tal modo la massa di rifiuti da smaltire, da un altro garantendo la depurazione dei liquami provenienti da varie discariche campane e impianti CDR nell'impianto di Boscofangone (Nola-Marigliano).

    Basta con i "supercommissari", che hanno dimostrato di non conoscere e non poter risolvere i problemi del territorio, gravando solo sulle finanze pubbliche con i loro compensi ed i costi della "gestione commissariale". C'è bisogno che la politica si faccia carico di trovare soluzioni possibili, a breve e a lungo termine, ripensando il PIANO REGIONALE che in 14 anni ha dimostrato di essere una soluzione fallimentare. Soluzioni tampone non servono, creano solo altre emergenze e sfiducia nelle istituzioni, oltre a distruggere risorse che potremo usare diversamente e bene.

    Come cittadini, come società civile, chiediamo il ripristino della legalità, il rispetto della Costituzione, e il rispetto della dignità della persona umana. Basta con i diritti negati, con il dileggio, con la cattiva informazione di un servizio pubblico incapace di informare sui fatti andando alle fonte, imbavagliato o peggio al servizio del potere. Sia fatta un'opera di giustizia e di verità, si ricerchino e si puniscano le responsabilità, si faccia luce sui rifiuti tossici e su quanto attiene all'allarme sociale circa le patologie che riguardano la nostra terra, con equilibrio e rigore scientifico, evitando inutili strumentalizzazioni o peggio letture personalistiche o funzionali a propri o altrui interessi.

    Ing. Sebastiano Pesce

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