PROTEGGIAMO IL CREATO : A P P A R T I E N E A TUTTI

Redazione

Associazione Difesa Ambiente

Tale documento è tratto dal quotidiano nazionale "La Stampa" del 2 Gennaio 1990.

Durante la Messa, celebrata dal Papa nella Basilica di S.Pietro, il giorno di Capodanno 1990, Giovanni Paolo II ha pronunciato parole di pace anche per la natura, con un vero e proprio appello alla "coscienza ecologica", destinata a divenire un impegno etico dell'umanità per il nuovo millennio.

Il comandamento "non uccidere" e l'invito a non distruggere l'ambiente naturale, sono stati riaffermati con forza dal Papa durante la Messa da lui stesso celebrata in San Pietro. (…) Dopo aver affermato che << la nascita di Dio è aperta all'uomo di tutti i tempi >>, il Papa ha detto che se la Chiesa ha celebrato ieri la giornata mondiale della pace è perché esiste in questo fatto << una profonda logica di fede in quanto la pace esige una particolare responsabilità dell'uomo per l'intero creato >>.

Il messaggio del Vangelo della pace - ha proseguito il Papa - si richiama costantemente e sempre di nuovo al comandamento di "non uccidere". Non uccidere un altro uomo, non uccidere sin dal momento del suo concepimento nel grembo della madre, non limitare l'esistenza umana sulla Terra con il metodo della lotta, della violenza, del terrorismo, della guerra, dei mezzi di sterminio di massa (es. l'inquinamento).

<< Non uccidere perché ogni vita umana è eredità comune di tutti gli uomini. E anche: non uccidere, distruggendo in diversi modi il tuo ambiente naturale. << Questo ambiente - ha proseguito Giovanni Paolo II - appartiene pure alla comune eredità di tutti gli uomini, non soltanto alle generazioni passate e contemporanee, ma anche a quelle future. Sii fautore, non distruttore della vita !>> Al momento della << preghiera dei fedeli >> il Pontefice ha pregato << perché i singoli, i popoli, gli Stati e la comunità internazionale, con l'aiuto dello Spirito, si impegnino a costruire la vera pace nel rispetto e nella conservazione dell'ordine dell'universo >> e << perché i lavoratori della Terra e i responsabili della pianificazione urbana, consapevoli delle necessarie trasformazioni che devono operare nel territorio, si sentano umili collaboratori del Creatore e proteggano e rispettino ogni ambiente >>.

Sempre nella giornata di ieri, ai numerosi pellegrini radunati in piazza San Pietro per la recita dell'<< Angelus >> il Papa ha detto: << Vogliamo essere operatori di pace perché riconosciamo nel creato i segni della sapienza di Dio e vogliamo vivere in pace accogliendo il dono della creazione come cosa buona, come segno e sacramento dell'amore perenne di Dio verso tutti coloro che abitano questo pianeta >>.

(…)
RIFLESSIONI: a cura di Giovanni Campagna (Associazione Difesa Ambiente)


E' dunque palese che la fede religiosa, richiamando alla coscienza la "presenza di Dio nella natura", può offrìre ulteriori motivazioni per l'impegno contro il degrado ambientale.

E' ovvio allora, che ci si impegna in difesa dell'ambiente "se" si è mossi da determinati valori (che l'uomo deve riconoscere) e non altri come "inquinare":un' azione eticamente riprovevole e frutto di egoismo che provocando il degrado ambientale, altera i delicati equilibri bio-ecologici che permettono "la vita" sulla terra…., provocando sofferenza agli esseri viventi, senza che ve ne sia alcuna necessità e va contro gli uomini soprattutto i più deboli (causa ogni anno centinaia di migliaia di morti ,determina una scadente qualità della vita ,minaccia l'esistenza del genere umano ) .

Se si impara a cogliere la "sacralità della natura", e puntare sui diritti degli animali, sulla compassione per le altre specie viventi, sull'amore per la natura, sulla sua bellezza che deve essere tutelata, si avrà ulteriore motivazione per impegnarsi nel suo studio e nella sua difesa.

" Quando si osserva la diversità della natura è difficile non lasciarsi sopraffare da sentimenti di meraviglia,stupore, ammirazione e incanto alla vista di ciò che può essere interpretato così facilmente come perfezione. Occorre ricordare che la capacità di meravigliarsi e ammirare, sono caratteri tipici della nostra biologia !" Evoluzione, quindi .

Infatti, come ha affermato - Gennaro Matino - Facoltà Teologica - Napoli " (…) Alla concezione di una creazione uscita finita e perfetta dalle mani del Creatore si alterna una concezione secondo la quale la Creazione viene vista in una prospettiva del continuo suo farsi, giacchè essa da Dio ha ricevuto solo il suo inizio, le leggi che ne finalizzano l'evolversi… …, ma secondo un disegno iscritto dal Creatore nella creazione stessa e tale da guidare il procedimento evolutivo del creato. In questo movimento evolutivo, l'uomo viene immesso come in una posizione primaria, legata alla sua natura intellettivo-spirituale. Egli << è stato scelto dal Creatore perchè si inserisse attivamente nel processo dell'evoluzione e la facesse progredire, dandole una direzione per cui le cose divenissero fattori positivi per il perfezionamento dell'umanità >>. L'uomo scopre così la sua vocazione in ordine al creato: vocazione di signore, partecipe della signoria di Dio, corresponsabile del cammino evolutivo del cosmo, ma anche corresponsabile delle dimensioni positive che l'evoluzione deve realizzare. Non l'uomo schiavo di un cosmo indomabile, ma - l'uomo responsabile - di un cosmo da dominare e da condurre a perfezionamento: questa è la visione (antropocentrica) biblica e questo il senso del << dominum terrae >>".

E' ovvio che "se" si ignora che esiste l'inquinamento, come è possibile impegnarsi per ridurlo? La limitatezza delle nostre conoscenze e la complessità delle questioni ambientali rende impossibile fare previsioni degli effetti delle nostre azioni sull'ambiente. E' necessario quindi fare acquisire le conoscenze essenziali sulle questioni ecologiche (fattori causali e soggetti in gioco,ecc.), altrimenti non si potranno operare scelte in grado di affrontare il degrado ambientale.

Come il teologo Thomas Berry che ha sostenuto: " Finchè ci illudiamo di conoscere tutto ciò che è positivo per la Terra e per noi stessi, allora continueremo la nostra strada attuale, con le sue devastanti conseguenze sull'intera comunità terrestre … Bisogna invece ascoltare quanto la Terra ci sta dicendo… …è giunto il momento in cui o ascolteremo, o moriremo ". Guidati dal ricordo di George Bernard Shaw che diceva che << l'indifferenza è l'essenza della disumanità >>, sono convinto che questa consapevolezza è necessaria e sufficiente per un impegno fattivo nei confronti dei problemi ambientali oggi presenti.

" Non fare agli altri quello che non vorresti che gli altri facessero a te ". Auguri di Buon Anno.

Associazione Difesa Ambiente

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