CAMORRA E POLITICA A MARIGLIANO

Redazione

Che a Marigliano sia presente e agisca la camorra non c'erano dubbi. Leggiamo continuamente sui giornali arresti e omicidi delle famiglie attive sul nostro territorio. Basta pensare che a poco più di 2 anni fa risale l'omicidio di un pregiudicato legato al clan Capasso avvenuto in pieno centro mari-glianese.

Tuttavia questo è solo l'aspetto più evidente ed eclatante del fenomeno camorristico, il quale preferisce restare in ombra insediandosi in maniera occulta nella gestione dell'economia e della politica nelle realtà locali. Finalmente, con il blitz dell'11/05/07, le forze dell'ordine hanno sferrato un duro colpo contro l'or-ganizzazione malavitosa nostrana. Grazie alla maxi-retata sono stati arrestati 89 personaggi e smantellati ben 7 clan operanti a Nola, Brusciano, Mariglianella, Marigliano, Castello di Cisterna, Som-ma Vesuviana e Pollena.

Dagli arresti è stato possibile verificare l'effettivo intreccio tra camorra e politica più volte denunciato e mai debellato. Questa volta sembra quella buona. Le manette infatti sono scattate per un noto imprenditore mariglianese Giovanbattista Mautone, già sorpreso negli anni '90 in un appartamento di Marigliano in compagnia di un camorrista della cosca Alfieri. Fratello dell'ex assessore alla pubblica istruzione nella giunta di centro-destra del precedente sindaco Nappi, Mautone ricopriva all'epoca l'incarico di capo dell'ufficio anagrafe, in seguito poi si dedicò all'attività edilizia. Oggi viene considerato dagli investigatori il punto di contatto tra camorra e poli-tica a Marigliano.

In effetti è accusato di aver cercato di pilotare le consultazioni elettorali comunali e regionali dell'aprile 2005 promettendo pagamenti in danaro in cambio di voti e minacciando li-cenziamenti nel caso in cui i suoi operai non avessero votato per i candidati da lui sostenuti, i quali dopo le elezioni avrebbero dovuto naturalmente favorire le sue aziende. I politici appoggiati da Mautone alle amministrative 2005 erano il fratello Felice (candidato nella lista di Forza Italia esclu-sa dalla competizione per una serie di vizi formali) e il cugino Francesco Raia, candidato a sindaco per il centro-destra.

Spuntano i nomi di Russo e Barbato Ma ecco che dalle intercettazioni spunta il nome di Paolo Russo (il deputato mariglianese di Forza Italia). Stando all'inchiesta giudiziaria Russo ha chiesto a Mautone di minacciare un soggetto che non aveva votato per le persone da lui indicate servendosi dell'espressione: "Cambiagli i connota-ti!". Inoltre dalle intercettazioni risulta che Mautone spiega che Paolo Russo, in cambio di voti assicurati al cugino Ermanno Russo (candidato di Forza Italia alla Regione nel 2005 e oggi consigliere regionale), avrebbe fatto in modo di far nominare assessore al Comune di Marigliano suo fratello, Felice Mautone. Al deputato Russo è stato contestato anche il reato di concorso esterno in associazione mafiosa data l'indagine su una società di certificazione delle imprese - di cui sia lui che Mautone venivano considerati soci occulti -, organo preposto a rilasciare le autorizzazioni per i lavori pubblici di importo superiore ai 150 mila euro che sarebbero stati affidati alle aziende della camorra. Nonostante la recente richiesta di archiviazione di questa accusa da parte del pm, il deputato continua ad essere indagato per turbativa elettorale aggravata dal fine camorristico.

E siccome a Marigliano non c'è Russo senza Barbato - i due rappresentanti dominano la politica lo-cale indirizzando le scelte elettorali del "Mariglianese D.O.C." - nelle indagini compare anche il nome del senatore dell'Udeur, all'epoca dei fatti candidato alla Regione e poi eletto consigliere re-gionale. In un'intercettazione Mautone riferisce al fratello di aver contattato Tommaso Barbato per incontrarlo perché non vuole che candidi il cognato del fratello Felice. Poi rassicura il fratello di-cendo che il cognato non verrà candidato e che ha promesso a Barbato di fargli avere i voti: "Quello ci ha fatto la cortesia, io mi metto a disposizione con gli operai e glieli faccio dare alla Regione". Tra l'altro nel periodo appena successivo alle elezioni due degli arrestati del maxi-blitz sono stati pedinati dagli investigatori fino alla sede dell'Udeur di Marigliano dove i due hanno avuto un appuntamento con Barbato allo scopo di ottenere un impiego per un proprio ingegnere di fiducia.

Le indagini segnalano il partito dell'Udeur in ulteriori 2 occasioni. Uno degli arrestati, Domenico La Manna, è esponente di punta dell'Udeur e candidato alle recenti ammininistrative del Comune di Visciano nella lista Udeur-Margherita, mentre l'imprenditore indagato Michele La Marca avrebbe dovuto incontrare il politico Regino Brachetti(Udeur) per ottenere con Mautone e un costruttore romano degli appalti in Umbria.

Da questa grande inchiesta della magistratura, tuttora in corso, è stato possibile quindi scoprire i tentativi che la camorra ha messo in atto per controllare la politica mariglianese e avere mano libera nei più svariati campi. Si pensi al voto di scambio, al controllo degli appalti, e al ruolo che essa in generale ricopre nella gestione di attività lecite (imprese edili, fabbriche, alberghi, ciclo dei rifiuti) e illecite (racket e ecomafia).

Infine si noti che i partiti menzionati sono essenzialmente 2: Forza Italia e Udeur. Ciò ci fa com-prendere che i suddetti hanno avuto la capacità di attirare su di sé l'attenzione della camorra a causa dei loro atteggiamenti e programmi politici. La conclusione del discorso può essere in ultimo affidata a un'attenta analisi dei dati delle elezioni a Marigliano negli anni 2005 (regionali) e 2006 (nazionali) in cui saltano agli occhi gli spostamenti in blocco di voti da una parte all'altra.

In particolare si registra come l'Udeur passa da 4581 voti delle regionali 2005 ai 2043 delle nazionali 2006 mentre Forza Italia sale dai 1699 voti delle regionali ai 5328 delle nazionali: si tratta di un vero e proprio travaso. È molto probabile allora che nel 2005 Forza Italia, e/o coloro che la sostenevano, abbia voluto favorire la candidatura di Barbato. A voi i rispettivi pareri.

Pubblicato su El Fuser - Dicembre 2007 -
a cura del Partito della Rifondazione Comunista -
Circolo Che Guevara di Marigliano.
A firma PAOLO ESPOSITO MOCERINO.

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