GRAZIELLA CAMPAGNA UCCISA DUE VOLTE

Redazione

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto e ottenuto la sospensione della fiction "La vita Rubata", che doveva andare in onda su Raiuno il 27 novembre scorso. La fiction è stata sospesa perché, pare, la messa in onda avrebbe potuto turbare la serenità dei giudici della Corte d'Assise di Appello che si riuniranno proprio dal prossimo 13 dicembre. In essa si racconta la terribile storia di Graziella Campagna uccisa a 17 anni perché testimone oculare di un delitto mafioso.

Commenta indignato Beppe Fiorello: qui c'è una ragazza uccisa in modo barbaro per aver avuto la sfortuna di vedere un delitto di mafia e c'è un fratello, Pietro, che ha dedicato la vita a ridare dignità alla propria famiglia. Questo film poteva essere un modo per aiutare i Campagna, invece, e parlo da cittadino non da attore, offriamo ulteriori garanzie a questi assassini che da oltre 20 anni la scampano.

Dal canto suo il ministro della Giustizia ha dichiarato di aver ricevuto, nei giorni passati, alcune lettere con le quali è stato informato dal presidente della Corte d'Assise d'Appello di Messina della possibile coincidenza della messa in onda della fiction Rai con lo svolgimento del processo d'Assise d'Appello che sarà deciso da una giuria composta non solo da giudici togati ma anche da giudici popolari. E che si è solo limitato a trasmettere, per opportuna conoscenza e per eventuali iniziative di competenza, al Vice Presidente del CSM, Nicola Mancino, al Presidente della Commissione Vigilanza Rai, Mario Landolfi e al Direttore Generale della Rai Claudio Cappon, tali lettere.

Il fratello Pietro Campagna, intervenendo qualche settimana fa al convegno sulla legalità nell'ambito del Saturno Film Festival ad Alatri dice: "Graziella aveva appena 17 anni e lavorava in una tintoria per portare soldi alla famiglia. Non aveva grilli per la testa , non sognava di diventare un ingegnere o un avvocato, il suo unico sogno era guadagnare qualche lira per comprare il corredo. Venne trovata, 3 giorni dopo la sua morte, tra montagne orribili e desolate sfigurata da cinque colpi di lupara. Gli esecutori furono arrestati ma nonostante il processo vennero liberati. Il mio avvocato ha lavorato gratuitamente e alla sentenza ha pianto. In questi casi tutti dovrebbero seguire il suo esempio".

Poi Pietro Campagna continua: "Mi chiedo dov'era il ministro della Giustizia Mastella quando il giudice della Corte d'assise di Messina ha ritardato il deposito della sentenza di condanna di Gerlando Alberti, accusato della morte di mia sorella, consentendo in questo modo la sua scarcerazione. L'indulto doveva essere per i piccoli criminali, ma ne ha beneficiato anche Alberti. Mi chiedo - aggiunge Campagna - se Mastella si preoccupa di una povera ragazza uccisa innocentemente, o per una famiglia distrutta dal dolore e per un film che ricostruisce ciò che è accaduto in tanti anni di depistaggio e non per la giustizia. Ritengo che il tribunale giudica sulle prove dell'accusa. Se non ha nulla da temere non c'era motivo di fare tutto ciò".

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