LA GORI: COME SI CHIAMA?

Redazione

Perché la Gori vuole i nomi di chi chiama per sapere se l'acqua è potabile?

Anche se la crisi idrica che ha colpito alcuni comuni dell'area vesuviano sembra rientrare, di seguito è riportato molto brevemente quanto è accaduto in alcuni di questi comuni.

L'A.S.L. NA 5 in data 16/10/2007 con provvedimento n. 1478, ha espresso giudizio sfavorevole di qualità all'uso idropotabile dell'acqua in alcune aree dei comuni di Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano (ad esclusione della zona posta a valle di Via Manzoni e traverse), e Torre del Greco. E' quanto è emerso dall'avviso della GORI, la S.p.A. che attualmente gestisce il Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) n° 3 Campania.

I cittadini di questi comuni, sono quindi stati invitati a non utilizzare per fini potabili, l'acqua erogata. La gravità della situazione è stata oltremodo appesantita dalla posizione assunta dalla GORI S.p.A. verso i cittadini che hanno chiamato al numero verde per avere informazioni a proposito. Difatti, a fronte della richiesta di informazioni circa lo stato della potabilità dell'acqua, gli operatori della GORI S.p.A. hanno richiesto a chi chiamava le proprie generalità (nome, cognome e indirizzo). Alla perplessità dell'interlocutore e al suo rifiuto di fornire le proprie generalità, è seguita la seguente risposta: la GORI S.p.A. non da informazioni a meno che il richiedente non fornisca i suoi dati.

E' assurdo che un cittadino non solo venga privato del proprio diritto all'acqua potabile ma debba anche sentirsi "schedare" solo per sapere se possa o meno tornare a bere l'acqua del proprio rubinetto di casa! L'illegittimità della richiesta dei dati al cittadino che chiama al numero verde della GORI S.p.A. per avere informazioni è stata confermata anche dai carabinieri.

La non potabilità dell'acqua e le modalità di gestione dell'emergenza da parte della GORI S.p.A. rappresenta una condizione grave che meriterebbe una mobilizzazione forte da parte di istituzioni, cittadini e comitati civici. Tra gli aspetti inquietanti della vicenda ne spicca uno in particolare: è quantomeno singolare che un siffatto invito rivolto ai cittadini a non utilizzare per fini idropotabili l'acqua, giunga il 17 ottobre, vale a dire immediatamente dopo la pubblicazione sul B.U.R.C. n. 54 del 15 ottobre 2007 della Deliberazione n. 1617 che recepisce il D.M. 03/07/2007 recante deroga al valore massimo ammissibile del parametro fluoro contenuto nelle acque destinate al consumo umano nei Comuni del vesuviano.

Da ciò, viene difatti da pensare che l'acqua non fosse potabile da ben più lungo tempo e che al riguardo non se ne sia data alcuna informazione. Si pensiai bambini e a tutte le persone che hanno bevuto acqua dannosa alla salute, dando per scontato di essere tutelati e garantiti dagli organismi preposti. Riteniamo pertanto che di questa vicenda se ne debba dare la massima diffusione sia a livello regionale che nazionale, al fine di porre l'attenzione sull'importanza dell'acqua in quanto bene pubblico che deve essere di gestione pubblica e lì dove la gestione pubblica è passata al privato deve necessariamente tornare tale.

Vicende come questa sono inammissibili specialmente per un paese che si definisce democratico, così come è inaccettabile il fatto che una condizione tanto grave sia stata trattata in modo pressoché velato dai media. L'acqua è il bene primario per eccellenza e per questa ragione non può essere gestito con logiche private e di mercificazione! A questo punto tutti coloro che subiranno questa prepotenza da parte della Gori SpA possono presentare un esposto ai carabinieri e al garante della privacy. Trovere tutte le info sul sito http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp

Antonio Molli

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