LA CASTA: IL LIBRO CHE "DEVI!" LEGGERE

Redazione

Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d’oro da scuderie di cavalli.

Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. “Rimborsi” elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più “virtuose” moltiplicati per tredici volte in venti anni.

Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati “trombati” consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l’autoblu.

La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l’intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti nel reportage di due famosi giornalisti.

Questo libro corrosivo e documentatissimo spiega come la classe dirigente del Paese sia diventata una casta di intoccabili, pronti a sguazzare negli sprechi e nei privilegi delle principali istituzioni statali e delle amministrazioni locali.

Racconta il business siciliano delle cliniche private e gli appalti per lo smaltimento delle scorie nucleari russe, le scandalose rendite di posizione dei sedicenti rappresentanti dei pensionati e delle casalinghe e l'indecente e matematico riciclaggio dei trombati alle elezioni. Senza guardare in faccia a nessuno, Stella e Rizzo vogliono suscitare quella sana indignazione da cui dovrebbe nascere la necessaria ribellione dei cittadini.

Ecco il commento di un internauta:
I folli costi di una certa politica e la spregiudicatezza con cui i responsabili li pongono a carico della collettività nazionale sono senz' altro i primi elementi che emergono dalla lettura de "La Casta" e ne hanno decretato popolarità, diffusione ed echi. Tuttavia, una lettura di secondo livello (ovvero più distaccata e critica) consente di mettere a fuoco un ulteriore elemento: lo sconcertante motivo per cui il malcostume descritto, pur essendo sotto gli occhi di tutti, prolifera a dismisura. Il motivo consiste nell' inadeguatezza del senso civico con cui gran parte dei cittadini del bel Paese si ritiene esente dall' obbligo di controllare quale uso (ma, spesso, è un abuso) venga fatto delle deleghe che essa conferisce ai politici.

Da tempo immemorabile, a causa delle infinite invasioni ed occupazioni del territorio nazionale succedutesi nell' arco di millenni e, conseguentemente delle dominazioni che hanno costantemente annacquato il senso di nazione, il connazionale medio ha atavicamente imparato non a rispettare il potere ma a difendersene, non a censurarlo apertamente quando esso deflette dai popri obblighi ma a cercare di ingraziarselo, non ad esporre apertamente opinioni sottoscritte ma a borbottare nell' anonimato di una massa indistinta, non a rivendicare la nobiltà delle deleghe conferite esigendo che siano onorate ma ad esigere la contropartita dell' autorità che ha conferito nel proprio nome. Finchè nel Paese sarà vincente la cultura degli individui esperti nei propri diritti e bramosi di privilegi prima che ligi ai propri doveri, aggregati da comuni inimicizie più che dalla coesione verso valori di interesse comune e superiore, spocchiosamente disinteressati alla politica a meno che questa (o la sua degenerazione) non serva a castigare gli avversari e favorire gli amici, intellettualmente predisposti ad attribuire le colpe agli altri ed i meriti a sè stessi, "La Casta" avrà gioco sempre più facile. E ci sarà poco di che lamentarsi ed ancora meno di che stupirsi.


La redazione di Marigliano.net ti invita a riflettere e a partecipare. È palese. È dimostrato: e nessuno di "loro" ha avuto il pudore di smentirlo! Essi abusano di noi! Questi usano noi per il loro verognoso lusso, lasciando solo le briciole dei loro privilegi e dei loro lucrosi, loschi traffici. E mentre chiedono a noi i sacrifici: bisogna allungare l'età pensionabile... il lavoro "deve" essere flessibile e senza garanzie, creando "schiavi moderni" come li chiama Peppe Grillo nel suo nuovo libro... loro si "abboffano", si ingrassano con privilegi, stipendi e pensioni vergognosi, immeritati e fuori da ogni logica lavorativa.

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