DAL VESUVIO ALLE ANDE LA SOLIDARIETÀ SI FA CONCRETA

Redazione

Mercoledi 23 maggio alle 10,30 nella sala del Consiglio Provinciale a Santa Maria La Nova, l'Associazione Sott'e'ncoppa per un commercio equo e solidale, presenta: il progetto di solidarieta' internazionale con il perù
MINKA: LAVORO COMUNE CON SCAMBIO DI BENI

Tra i criteri principali del commercio equo c’è la relazione diretta con i produttori del sud del mondo. Per questo Sott’e’ncoppa, ha deciso di ascoltare la richiesta di aiuto lanciata dal gruppo Minka nel 2006, ed attivare un canale d’importazione diretta di artigianato dal Perù.

Non si tratta di una normale importazione, bensì di uno STOCK di magazzino accumulato dai produttori a causa della concorrenza sleale, effetto perverso dello sviluppo di un mercato globale. Ben 21.670 pezzi che i produttori sarebbero stati costretti a svendere sul mercato locale, a causa degli intermediari che sfruttano le condizioni di povertà, ma anche dei grandi importatori del Commercio Equo, perché si tratta, appunto, di uno stock e quindi “fondi di magazzino”.

Il progetto riguarda soprattutto gli artigiani della terracotta e dell’Alpaca, il piccolo camelide simile ad un lama, che vive sulle Ande.
La lana di alpaca, estremamente pregiata, è da tempo oggetto delle mire delle grandi multinazionali, con molteplici conseguenze negative. I graziosi animali dal manto colorato ( le industrie tessili hanno riconosciuto 22 tipi di sfumature, dal marrone al grigio scuro), stanno infatti gradualmente scomparendo. La causa risiede nell’interesse delle imprese ad effettuare una vera e propria selezione di razza, destinando al macello gli alpaca non bianchi, per offrire sul mercato altri colori e assecondare così i gusti occidentali che non corrispondono alla lavorazioni tradizionali peruviane. Per non parlare dei danni alla produzione artigianale, quasi interamente sostituita da quella meccanica!

L’importazione vuole essere solo la prima fase di un progetto più ampio, che contempla la produzione di un documentario sulla realtà delle zone rurali peruviane e la promozione del turismo responsabile quale forma di conoscenza e precisa scelta di vita.


Minka


In dialetto quechua (uno dei tanti del Perù), MINKA significa “lavoro comune con scambio di beni”. Dal 1977 Minka favorisce e sostiene le organizzazioni artigianali che sorgono dal basso, svolgendo attività formative, fornendo consulenza, sviluppando analisi di mercato e curando la commercializzazione dei prodotti artigianali. Per questa ragione, é membro propulsore ed attivo dalla Federazione Internazionale per il Commercio Alternativo (IFAT) fin dalla sua creazione nel 1991.

Oggi giorno MINKA lavora con circa 3.000 artigiani, la maggioranza donne, ubicati sugli altopiani di Puno e Cusco, nonché nella zona di Piura e nei bassopiani tropicali di Tarapoto, dove viene coltivato il cotone organico tipico del Perù di epoca precolombiana e preincaica, che lentamente sta sostituendo la coltivazione della foglia di coca in una zona marginale e lontana dal “mondo che conta”. Minka e gran parte delle 31 organizzazioni partner dislocate in tutto il territorio peruviano, promuovono anche il turismo responsabile al fine di offrire ai visitatori ed ai produttori l’opportunità di conoscersi.

Associazione Sott’e’ncoppa


Sott’e’ncoppa nasce dall’esigenza di sensibilizzare il territorio approfondendo i temi del commercio equo e solidale, del consumo critico e dello sviluppo sostenibile. Dal 1999 l’associazione propone alla cittadinanza un nuovo modello di società fondato su un’equa ridistribuzione delle risorse e la conseguente riduzione del divario tra Nord e Sud . Divenuta un utile strumento di divulgazione, Sott’e’ncoppa agisce affinché nessuno dia per scontata l’attuale rappresentazione del mondo che evidenzia un occidente imperante, la suddivisione in centro e periferia, la dipendenza schiacciante tra paesi poveri e ricchi. Preferisce piuttosto un pianeta capovolto, sottosopra, sott’e’ncoppa appunto, come quello di cui si carica il piccolo Atlante del logo.

Le attività che da quasi nove anni coinvolgono circa 40 volontari, hanno come obbiettivo principale proprio quello di sostenere i lavoratori di ogni nazionalità, contadini, artigiani, impiegati ed operai, che portano sulle spalle il peso dei nostri errori e dei quali la società non potrebbe fare a meno. Nell’era di Internet e della globalizzazione, chi partecipa alle attività di Sott’e’ncoppa vuole riscoprirsi soggetto, non più oggetto dei rapporti sociali, prendendo coscienza del valore dei propri gesti quotidiani.

Per maggiori informazioni
Giovanni Russo 333-4244660

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