RUSSO: È LA COSA PIÙ GRAVE CHE MI POTESSERO FARE

Redazione

Sorpreso. Allibito. Indignato. Anzi no: "Indignatissimo". Paolo Russo, deputato e commissario cittadino di Forza Italia, commenta così l'avviso di garanzia.

E spiega: "Quando mi è stato notificato sono caduto dalle nuvole, ma questa non è una vicenda politica, quindi dell'inchiesta parla il mio avvocato". Lui, il parlamentare, dice solo che queste sono accuse "inimmaginabili", la cosa "più grave che mi si potesse fare", ipotesi di reato "dalle quali non ritengo neppure di dovermi difendere". Nessuno scontro con la Procura però, ché "sono costituzionalmente abituato a rispettare il lavoro dei magistrati. Io, da parte mia, proseguo perla mia strada. E continuerò l'esercizio della mia attività politica".

Immediate le reazioni di Forza Italia. Nicola Cosentino, coordinatore regionale, si dice "certo dell'estraneità di Paolo Russo alle ipotesi investigative", esprime "fiducia e stima all'amico" e attacca: "Indagano su una vicenda marginale, ben altro ci aspettiamo dalla magistratura. E ci aspettiamo, soprattutto, che ci dica chi ha mal governato".

Commenta Vincenzo Maiello, il penalista che assiste il parlamentare: "Non conosciamo natura e consistenza dei fatti, ma siamo comunque sereni, perché l'operato dell'onorevole Paolo Russo è trasparente. Dimostreremo nelle sedi competenti che tutto ciò che eventualmente il pubblico ministero possa ipotizzare come materia di reato rappresenta in realtà fatti privi di ogni connotazione di rilevanza penale. C'è una sproporzione tra l'ipotesi di reato contestata e le ordinarie dinamiche che presiedono i rapporti in una competizione elettorali, resta il rammarico che atti a tutela dell'indagato possano alimentare giudizi sommari di colpevolezza".

19 maggio 2007 dal Corriere Del Mezzogiorno una parte dell'articolo di Gianluca Abate

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