SOFA SURFING o L'ODISSEA DEI DIVANI

Redazione

Tutti i segreti del nuovo turismo giovanile low cost

Viaggiare senza dar fondo ai propri risparmi? Sembra impossibile, eppure…un modo esiste! Non si tratta di una formula magica, né di dormire esposti alle intemperie come moderni esploratori senza paura. Bisogna semplicemente essere pronti a cavalcare l'onda ben più confortevole ed emozionante del nuovo turismo alternativo.

Tutto ha avuto inizio nel 1998 in California, la calda terra del surf, grazie all'intraprendenza di un giovane web designer di 25 anni,Casey Fenton, che è divenuto in breve il guru di questa innovativa filosofia di viaggio: il couch surfing, letteralmente "surf tra i divani".

Deciso a visitare l'Egitto in compagnia di un amico ed ormai stanco di vagabondare attraverso miriadi di ostelli più o meno decenti, questo abbronzato ragazzone della west coast americana ha trovato un'alternativa ben più economica e sicura. Forte della sua straordinaria padronanza delle tecnologie telematiche, acquisita da autodidatta, è riuscito, con una geniale intuizione, ad applicare la tecnologia del peer to peer alle vacanze estive. Ne è derivato un nuovo modo di concepire i viaggi che fa propria la logica della condivisione e rompe con le consolidate tradizioni dei backpackers e degli altri viaggiatori anticonforrmisti.

Già da tempo esiste, infatti, la possibilità di mettere a disposizione la propria casa, in cambio di un'altra, situata nel luogo prescelto per la vacanza, tramite l'iscrizione a pagamento ad associazioni che si occupano di garantire la buona riuscita della trattativa. Una sorta di gemellaggio temporaneo che mette in contatto persone interessate a visitare i reciproci paesi senza affidarsi ai tradizionali villaggi vacanze. Nel caso del couch surfing, tuttavia, lo scambio viene radicalizzato ed applicato ai sofà.

In altri termini, le migliaia di giovani che in poco tempo hanno aderito a questo movimento, sono pronti a mettere a disposizione tutti i divani della propria abitazione, certi di poter ricevere come risarcimento un piccolo aiuto nelle faccende domestiche e un'analoga ospitalità da parte dei loro stessi ospiti. Il tutto avendo la possibilità di risparmiare il denaro, altrimenti destinato all'accomodazione, e di investirlo esclusivamente nel divertimento.

Un'opportunità difficile da ignorare che è stata colta al volo da numerossi viaggiatori, abituali e non, i quali hanno dato vita ad una community non solo virtuale e che ha come punto di riferimento il sito ufficiale del fondatore: www.couchsurfing.com. Qui è possibile trovare informazioni per ottimizzare i propri viaggi, valutazioni sulla qualità e la pulizia dei diversi ospiti, profili e racconti dei diversi couch surfers e una miriade di trucchi e consigli di ogni sorta.

Ancora poco conosciuto nel nostro paese, il coach surfing si appresta a divenire una valida alternativa ai disagi del soggiorno negli ostelli e al costante aumentare dei costi richiesti da tutti gli altri impianti di ricezione turistica. Esso è in grado di coniugare sapientemente la voglia di avventura delle giovani generazioni, non più disposte a piegarsi alla logica di monopolizzazione del divertimento dei viaggi organizzati, con il crescente bisogno di sicurezza ; l'aspirazione cosmopolita e indipendente dei ragazzi del nuovo millennio con l'emozione di fare nuove amicizie.

Il risultato è una totale riscoperta delle gioie di una vita nomade senza limiti né preoccupazioni. Forse la rinascita della poetica figura del vagabondo, tanto cara all'arte del romanticismo.

Silvia Conte

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