CAROLINA, FATA DEI GHIACCI

Redazione

Come in una favola…Scene di vita della giovane Kostner, portabandiera italiana alle Olimpiadi di Torino 2006.

Potrebbe cominciare con il "C'era una volta…" d'obbligo in tutti i racconti per bambini. E di certo la vita della giovanissima pattinatrice Carolina Kostner non ha nulla da invidiare alle fiabe che da poco, 18 anni appena compiuti, si è lasciata alle spalle per correre a testa alta verso il futuro.

Nata nel 1987 da papà difensore di hockey e mamma pattinatrice, la sua è la storia di una carriera preannunciata. Già a quattro anni, infatti, il padre le porta in dono un grazioso completino da pattinaggio dalla Finlandia. Per la piccola Carolina è l'inizio di un sogno. Nel momento in cui prova il vestito e sale per la prima volta sui suoi minuscoli pattini da bambina, diventa a tutti chiaro quale sarà la sua strada: essere una pattinatrice…La pattinatrice.

Da quel momento comincia per lei una vita fatta di grandi impegni ripagati da immense soddisfazioni. Prima i corsi di pattinaggio all' Ice Club di Ortisei. Poi, a sei anni, le prime gare. Sono anni di crescita atletica e personale in cui Carolina si divide tra scuola, allenamenti sul ghiaccio e corsi di danza. Ma nel 1999 una frana distrugge il palazzetto dello sport in cui si allena e l'ormai dodicenne Carolina è costretta a viaggiare ogni giorno fino a Bolzano per perseguire il suo sogno.

A 14 anni la scelta di frequentare il liceo a Oberstdorf, in Baviera, le cambia la vita. Il precoce allontanamento dalla famiglia le permette, però, di conoscere quelli che diverranno da allora il suo allenatore e la sua coreografa: Michael Huth e la moglie Megan. Sono loro che, per primi, assistono alla nascita di una stella. Già nel 2002, infatti, conquista un quarto posto al Grand Prix Junior di Pechino. Nel 2003 ottiene il terzo posto ai Campionati del mondo Junior.

Nel 2004 è quinta ai mondiali in cui invece, nel 2005, si classifica terza. A 2006 appena iniziato riporta per la prima volta dopo 26 anni il nostro paese sul podio vincendo un bronzo agli europei. Ed è solo l'inizio.

Silvia Conte

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