LA VERITÀ SULL'ACQUA

Redazione

Mi ero preparato per dire la mia sulla questione della privatizzazione del Servizio Idrico Integrato, nella seduta del Consiglio monotematico che si è tenuto il 20/Luglio, da me chiesto nelle precedenti assemblee, dove si è messo il dito nella piaga come d'altronde si presumeva. È significativa l'affluenza dei cittadini per il delicato argomento, palesemente contro le decisione del Sindaco che si ostina a difendere interessi privati.

Questa seduta del Consiglio comunale è servita a capire se sono fondate le voci per cui questa maggioranza favorisce la GORI in cambio di posti di lavoro: dalla discussione che si è avuta il 20/Luglio, pare proprio che lo scambio sia reale. Con queste premesse si è consumato il primo atto di una commedia triste e già vista, dove gli attori (i consiglieri dei partiti di maggioranza) non hanno il coraggio di battersi il petto facendo il mea culpa, come quella volta sui rifiuti: allora il Sindaco fu lesto a scaricare le colpe di quel fallimento ad altri (Assessore Luigi Amato, Margherita) dichiarandosi inesperto della politica.

Questa volta non si è potuto nascondere e la Margherita nella prima parte la ha punito, accusandolo di aver prodotto atti e accordi illegittimi con la società GORI senza passare per il Consiglio comunale, opponendosi di fatto alla privatizzazione guadagnando addirittura gli applausi dei presenti. Ma poi, dopo una "piccola pausa di riflessione" il ripensamento e l'accordo per la linea dura, ma efficace del Sindaco. Tutto ciò è servito quanto meno per dire al primo cittadino che non deve agire più di testa sua e che non basta il mandato della sola Giunta per schiaffeggiare o tradire i suoi elettori, privatizzando un servizio che nessuno vuole sia privatizzato.

Adesso a parte il ridicolo, era necessario secondo il mio parere, votare una delibera di Consiglio, tracciando una linea precisa e programmatica e non inventare le solite promesse: ammodernamento dell'impianto fognario e della rete idrica, questo è falso come è stata falsa la discussione in consiglio comunale del 20/Luglio. Questa maggioranza farebbe bene a ricordare che il Consiglio comunale è l'organo che rappresenta tutti i cittadini di Marigliano e quindi non si può passare la gestione pubblica di un servizio così importante ad un soggetto privato, chiusi in una stanzetta con i soliti personaggi che hanno la pretesa di decidere tutto.

Questa è una oligarchia, che noi non accettiamo. Difendiamo la democrazia conquistata con il sacrificio dei nostri nonni! Avvisare i cittadini che sono obbligati a farsi sostituire i misuratori, ordinando loro che chiunque non consentirà l'installazione dello stesso, si intenderà che abbia rinunciato ad usufruire del servizio e pertanto gli sarà interrotta l'erogazione dell'acqua potabile e sarà operato il distacco della fornitura, questo cari signori, significa toccare il fondo.

Ai cittadini, che non accettano la vostra imposizione, gli sarà chiuso il rubinetto e non avranno diritto ad un bene comune e prezioso quale è l'acqua? Nosostante la legge Galli obblighi tutti i comuni all'Ambito Territoriale Ottimale, i cittadini del Comune di Marigliano non intendono accettare la GORI che si nasconde dietro la prevalenza pubblica: gli azionisti formano il 49% del privato, tanto è vero che nel suo statuto, l'amministratore delegato deve essere nominato solo ed esclusivamente dal socio privato di maggioranza che è l'ACEA, capofila di varie società che formano circa il 27% del privato.

Ma vi rendete conto di quanti a Marigliano sono costretti ad usare l'autoclave e le pompe perché l'acqua arriva con il contagocce? A Pontecitra ci sono interi quartieri che non hanno l'acqua negli ultimi piani, gli stessi isolati a torre nel quartiere 219 sono alimentati dagli autoclave. Se la GORI con i suoi contatori misura anche le enormi perdite della montante idrica, che voi tutti sapete esistono, chi pagherà tutta questa eccedenza?

Il mio invito è di ritornare sulle vostre decisioni nel rispetto dei cittadini che non condividono le vostre scelte che sono la maggioranza. Non servono le sceneggiate di un altro Consiglio comunale per modifiche o integrazioni agli atti, basta un atto di coraggio e il senso di responsabilità di ogni consigliere di maggioranza, per tenere lontano gli interessi privati e pretendere la gestione di una società a totale capitale pubblico.

Noi della lista Pontecitra, Alleanza Nazionale e l'U.D.C. abbiamo chiesto l'annullamento degli atti stipulati dal Sindaco con la GORI perchè li riteniamo illegittimi in quanto non c'è il parere del Consiglio Comunale, abbiamo inoltre promesso che invieremo il tutto alla Procura delle Repubblica.

Consigliere Comunale
Agostino Ricciardi

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