I LEGAMI DELLA CAMORRA

Redazione

Se è vero che le forze dell’ordine e la magistratura hanno tratto conclusioni, che hanno portato all’operazione dell’altra notte che ha inflitto un colpo alle organizzazioni Mazzarella e Sarno, dalla ricostruzione di alcuni fatti di sangue chiaramente inquadrabili in un contesto di matrice camorristica, non si può escludere che nel corso del tempo, pur non essendo state ancora rese note le risultanze delle indagini, abbiamo focalizzato l’attenzione su alcune vicende non direttamente riconducibili all’attività della malavita, forse impliciti segnali di cambiamenti vari.

E’ evidente che alcuni agguati, tra cui quello dell’agosto dell’anno 2003 in cui perse la vita Antonio Esposito detto o’ pele (un tempo vicino ad Antonio Capasso, soprannominato o’sfaldista, capo clan di Marigliano ed artefice di un’alleanza del 1995 con Giuseppe Orefice di Sant’Anastasia) alcune sparatorie in centro come quella organizzata per colpire un fiorista ed altre non sempre note alle forze dell’ordine e verificatesi soprattutto nella 219 sono frutto di movimenti di camorra finalizzati al conseguimento di nuovi equilibri ed al controllo delle attività illecite sul territorio.

Meno evidente è che la lunga mano della camorra si sia intravista in alcune azioni che nel convincimento di qualche residente sono state perpetrate a danno di personaggi legati alla vita politico – amministrativa della, città da soggetti che attualmente sono considerati vicini alle organizzazioni interessate dell’operazione della notte tra il 17 ed il 18 luglio.

Negli ultimi anni è stata esplosa una bomba carta fuori la sede di una impresa edile di un consigliere comunale, sono stati esplosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo della vettura, una volta in movimento una volta in sosta, di altri due consiglieri e successivamente di un’assessore, è stata data in pasto alle fiamme l’auto di un terzo consigliere comunale, è stata fatta pervenire una busta contenente un proiettile ad un ragioniere a scavalco del Comune. Si è verificato tutto in un paio di anni. E’ vero che in alcuni dei citati casi sono stati rilevati, attraverso le attività d’indagine, errori sui destinatari o moventi futili e privati, ma è altrettanto vero che se non quelle realmente colpite altre persone erano nel mirino.

In altri casi, sono mancati, invece, riferimenti agli esiti delle indagini. Nonostante nessuno ne parli apertamente, non è pensabile che certi accadimenti del tutto nuovi per la realtà mariglianese non siano stati frutto di logiche diverse da quelle pregresse che hanno generato un nuovo contesto socio – culturale all’interno del quale, evidentemente, la camorra ha, comunque, cercato di ritagliarsi degli spazi.

Non preme parlare del legame stretto tra la camorra di strada e la camorra dei colletti bianchi o focalizzare l’attenzione sulle occasioni di sviluppo che per la circolazione di ingenti somme di denaro potrebbero fare gola alla malavita, ma solo far notare che anche dove ci sono stati errori c’erano evidentemente dei destinatari di azioni armate.

Loredana Monda

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