MASSIMO D'ALEMA, UN GRANDE STATISTA

Redazione

In questi primi mesi di governo del centro-sinistra diversi sarebbero gli argomenti che meriterebbero analisi e approfondimenti, ma c'è un campo, quello della Politica estera, sul quale mi sembra doveroso spendere qualche parola anche su uno spazio come questo che tratta prevalentemente tematiche di rilievo locale.

In questi pochi mesi di lavoro il ministro D'Alema ha intrapreso contatti con tutte le principali diplomazie mondiali, ha avviato relazioni con l'Iran, volte in qualche modo a contribuire ad attenuare la pericolosità di questo Paese che oggi rappresenta senza dubbio la minaccia maggiore per l'ordine mondiale, è andato negli Stati Uniti e, uno fra i pochissimi esponenti di governo, ha avuto il coraggio di dire con chiarezza a Bush che il carcere di Guantanamo va chiuso perchè in palese violazione dei diritti umani.

Il ministro ha delineato inoltre una strategia di politica estera, concretizzatasi in una mozione già approvata alla Camera, che prefigura un ruolo profondamente innovativo per l'Italia sulla scena internazionale rispetto al recente passato, soprattutto in relazione alla crisi irachena e alla situazione afgana. Una novità non adeguatamente valorizzata a causa di alcuni esponenti di quella sinistra cosiddetta radicale che con la loro irresponsabilità stanno creando danni enormi di credibilità all'intero Governo. Da ultimo, il protagonismo che l'Italia sta avendo nella preoccupante crisi medio orientale è davvero straordinario.

L'Italia è stato il primo Paese al mondo ad avanzare ed applicare la proposta di aprire un corridoio umanitario in Libano per alleviare le sofferenze della popolazione civile ed ha organizzato per questa settimana a Roma una importantissima conferenza di pace sulla crisi israelo-palestinese con gli esponenti dei Paesi coinvolti , con il presidente dell'ONU e la responsabile della politica estera USA Condolica Rice. Se dunque esiste un piccolissimo filo di speranza che possa essere trovata una possibile via di uscita ad una crisi che sta tenendo il mondo intero con il fiato sospeso questo dipenderà, sia pure ovviamente in maniera non esclusiva,da quello che accadrà a Roma.

Insomma, dopo la politica estera del precedente Governo che aveva ridotto il nostro Paese al ruolo di semplice ratificatore delle scelte, molto spesso sciagurate, del Governo degli Stati Uniti, il ministro D'Alema ha restituito all'Italia un ruolo di protagonista sulla scena internazionale che ci era sconosciuto da tempo. Un successo che neanche il capo dell'opposizione Silvio Berlusconi ha potuto negare.

A conferma del consenso molto vasto che l'attuale politica estera italiana sta riscuotendo, voglio citare il giudizio di un valido giornalista notoriamente di destra come Buttafuoco, il quale nel corso di una trasmissione televisiva, non ha nascosto la sua ammirazione per l'attivismo del governo sulla scena internazionale, dicendo che era dai tempi di Bettino Craxi che l'Italia non aveva una politica estera così autorevole. Insomma, l'Italia sta contribuendo, nell'unica maniera seria e proficua possibile, al grande obiettivo da tanti invocato della costruzione della pace nel mondo, attraverso una politica volta a prevenire e allentare i conflitti mondiali.

Che dire? Speriamo che anche negli altri settori questo governo, se durerà, sarà all'altezza delle difficilissime sfide che attendono il nostro Paese.

Gaetano Bocchino

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