LA MINALE BIG BAND: PATRIMONIO DI MARIGLIANO

Redazione

Una cosa rara. Almeno per questo paese che la musica la tiene nel sangue. E se lo meritava. L'occasione l'ha data la prima festa Popolari Udeur che per un paio di giorni ha movimentato Marigliano, offrendole anche momenti del livello raggiunto sabato sera 10 settembre. Serve anche questo per mettere d'accordo cuore e tasca.
La piazza traboccante sta lì a dimostrarlo: crisi, euro, ristrettezze economiche sono acidi che non intaccano l'anima. I momenti di allegria sono indispensabili e se sono costruiti con arte sublime, vanno giù profondi.
Non si è dovuto certo andare molto lontano per tirare fuori dal cilindro una sorpresa che non ha sorpreso nessuno. Già perché lo sanno tutti chi sono i Minale, la loro band, la loro orchestra, la loro musica. L'esibizione è solo l'ultimo sorso di una bottiglia di champagne millesimato: il migliore, legato al rimpianto della trasparenza totale. Dov'era chi non c'era? In verità erano molto pochi quelli che non c'erano e forse lo stanno ancora rimpiangendo. Musica? Troppo generico, semplicistico. "Musica" è solo un parametro di un'equazione senza incognite, che ha un solo risultato finale, prevedibile: il successo incondizionato scaturito dall'incanto del coinvolgimento.
Ventiquattro specialisti guidati da "sassofono pazzo" e col remote control del Maggiore per un'operazione di routine. Molto semplice, ma solo per loro, per molti altri sarebbe stato impossibile.
La "gang" Minale sono una proprietà privata di questo paese, che a volte se lo dimentica ma che quando li sente se "li sente" e certo si chiede, perché non ancora, perché non di più, perché non più spesso? Mannaggia!!!
Salvatore Arcella

La foto è stata gentilmente offerta da Cine Foto Enzo

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