Marigliano, quale futuro per gli “ isolati “ di Pontecitra?

Vincenzo Serpico

La periferia mariglianese annovera la frazione di Pontecitra, gioia e dolore delle Amministrazioni, visto lo spessore di alcune problematiche che attanagliano i residenti. Una di queste è rappresentata dalla presenza di quei grandi condomini, che nella toponomastica sono indicati con un numero progressivo da 1 a 9 e con la denominazione di “ isolati “.

Enormi caseggiati sorti all’indomani del terremoto del 1980, al cui interno risiedono “ legittimi ed abusivi “ assegnatari. Una verifica di questi edifici è stata effettuata nel 2006, da un gruppo di esperti mandati dal Ministero delle Infrastrutture, al fine di operare un pubblico monitoraggio sulla staticità in virtù del fatto che Marigliano è un Comune classificato nella “ zona di rischio B “ per la sismicità.

 L’architetto Alessandro Martelli in una relazione agli atti dell’ufficio tecnico dell’Ente locale, ha scritto che gli edifici non rispondono ai criteri di sicurezza antisismica e che risulta impossibile un loro adattamento, se non attraverso un’opera di abbattimento e di ricostruzione totale. Senza alcun allarmismo l’Osservatorio sul quartiere, voluto dall’associazione L’Albatros, sta preparando un documento di monitoraggio complessivo sulla situazione socio-ambientale di Pontecitra ed in esso anche quanto scritto sarà riportato e pubblicizzato al Sindaco ed agli Assessori competenti al ramo.

Ci chiediamo se i residenti di questi caseggiati saranno tutelati a pieno nella loro sicurezza abitativa e se non continueranno ad essere, a loro volta, “ isolati “ dal resto del contesto. Ci auguriamo che le “ persone giuste “ sappiano “ muovere le giuste energie “ verso un quartiere degno di considerazione e di rispetto.

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