Marigliano, nel volontariato evitiamo la confusione tra farisei e pubblicani!

Vincenzo Serpico

Il vasto panorama del volontariato è ricco di
esempi edificanti di impegno gratuito. Le recenti vicende del tragico
terremoto abruzzese ne sono la controprova. Ma senza scomodare altri
territori, soffermiamo la nostra attenzione all'ambito mariglianese.

Per volontariato intendiamo riferirci a quelle organizzazzioni che, a
costo zero, fanno servizio verso il prossimo in difficoltà, a favore
dell'ambiente, a favore della cultura, a favore degli animali e cosi
via. Si scartano, cosi, tutte quelle associazioni che utilizzano
"fondi" di vario genere, strutturando servizi che, pur validi ed utili,
non sono più riconducibili al volontariato.

 Ciò significa che a Marigliano molti "Pseudovolontari" sono "prezzolati" interpetri di
manifestazioni pubbliche, di sagre, di spettacoli culturali. Quanti
fondi sono all'origine della creazione di questa o quella associazione?
Benemeriti ipocriti quelli che ancora oggi, in pubblici consessi
parlano di azione volontaria e gratuira: Volontaria e gratuita di chi?
di che cosa?

Sarebbe opportuno una operazione di umiltà, adottata da
quelli che, potendolo, facciano pulizia di quelle organizzazioni che
soltanto per statuto si definiscono associazioni di volontariato, anche
le prossime amministrative siano motivo di attenzione e di
discernimento, liberando il campo dal falso volontariato e sapendo
collocare "negli organismi giusti" le fondazioni da un lato, le
cooperative da un altro, le associazioni finanziate da un'altro ancora:
evitiamo la confusione tra farisei e pubblicani!

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