Marigliano, “ 'O Presebbio” della Collegiata.

redazione.

Seppure con qualche posticipo rispetto alla data tradizionale (è usanza, infatti, che il Presepe venga allestito il giorno dell’Immacolata) anche a Marigliano, in Collegiata, una bella rappresentazione presepiale è stata realizzata. Pure in questa chiesa ogni fedele potrà adesso contemplare il Mistero dell’Incarnazione, sostando dinanzi alla Natività, qui devotamente e con maestria preparata da un parrocchiano volontario, Antonio Esposito, che ogni anno donando il suo talento e il proprio tempo, s’impegna per la comunità cristiana e, puntualmente, esegue semplici ma ammirevoli realizzazioni artistiche.

Dopo alcuni anni in cui il Presepe è stato collocato prima nella cappella di sant'Alfonso e poi sotto la cantoria, quest’anno esso è tornato alla sua vecchia ubicazione e cioè nell’ala destra del transetto, ai piedi del presbiterio; soluzione, quest’ultima, che meglio si presta a dare visibilità e risalto all’opera, precedentemente posizionata forse in luoghi della chiesa più nascosti e fuori vista.

Con materiale povero, cartoni e qualche pezzo di legno, Antonio Esposito anche per questo Natale ha messo su un presepio benfatto, dalle caratteristiche tipicamente napoletane, non privo d’espressione artistica, piccolo, essenziale ma non per ciò disadorno e privo di particolari originali (come il raggio di luce blu che "a sorpresa" illumina la grotta santa o l’attenta sistemazione degli angeli disposti lungo una lenza invisibile, procedenti dall’alto del cielo stellato verso il basso dell’abitato), reso ancor più prezioso dalla presenza di pregevoli pastori in terracotta e stoffa.

Queste belle statuine furono acquistate per la chiesa Collegiata verso la metà degli anni ‘8o dall’allora parroco mons.Rinaldi, presso la rinomata bottega napoletana "Campobasso" in via San Biagio dei Librai. Tra esse stanno la "Lavannara", gli Zampognari, il "Ciccibacco", l’Oste. Le figure di maggiore preziosità e bellezza, però, sono quelle della Madonna e di San Giuseppe, autentiche opere d’arte, originali dell’800, con abiti cuciti su misura in tessuto, dall’espressioni del volto "realistiche", disegnate con arte da una fine mano artigiana del XIX secolo.

L'intero Presepe splende e acquista grande valore soprattutto per questi meravigliosi manufatti, vantati nel numero delle molteplici preziosità artistiche di cui la Collegiata è custode.
Continua così a vivere tra noi la tradizione di fare il presepe, la radicata usanza di rappresentare l'ambiente che duemila anni fa accolse il Bambinello: la grotta, le costruzioni, la gente, gli animali di quel mondo che per una notte divennero culla sacra del Cristo.

Quella del Presepe è una tradizione che va protetta, difesa, così come si farebbe con un importante bene materiale. Essa è parte del nostro corredo culturale, non va rinnegata né barattata con altri simboli natalizi, i quali, pur rientrando nel complesso delle consuetudini e delle usanze del nostro Natale, non devono sostituirsi al presepe, vero emblema della Natività di Cristo ed autentico "condensatore antropologico" che tiene uniti in sè la memoria, la credenza, i costumi di un popolo.
 

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