Marigliano, meeting dei “Lions” sull’influenza A.

redazione.

La pandemia influenzale da virus A, in corso durante la presente stagione, sta ovunque scatenando una generale apprensione. Dubbi e timori circolano in tutti gli ambienti della società, tra la gente non si fa altro che parlare e interrogarsi sul contagio, sulle misure più giuste da intraprendere nella profilassi antiepidemica. C’è perplessità sulle esortazioni che lo Stato rivolge ai cittadini, c’è tanta voglia di capire, di sapere , di ricevere adeguate e rincuoranti informazioni.

 Tanti sono i genitori che si sentono disorientati mentre non sanno se far vaccinare o no i propri bambini, tanti gli anziani spaventati dai possibili effetti collaterali dei vaccini, ipotetici effetti dannosi paventati anche da certi “segmenti” della comunità scientifica. Allarmarsi, tuttavia, non è mai d’aiuto. La più indicata e conveniente condotta da adottare sarebbe quella di non darsi al panico ma prepararsi adeguatamente, cautelarsi con intelligenza prendendo consigli non da chi vuole solo ed esclusivamente sobillare e infuocare gli animi, dai media confusionari, dai moniti dei chicchessia che circolano in rete, ma da chi , invece, risulta essere acclaratamente un esperto, dai medici informati e competenti, dalle organizzazioni della Sanità.

 Ed è proprio in questo solco di adeguata informazione, di sensibilizzazione a prevenire e a salvaguardare ragionevolmente la propria salute senza allarmismi che è stato organizzato dal Club “Lions” di Castello di Cisterna - Vesuvio Nord un convegno dal titolo “Rischio pandemia influenzale da virus A, non allarmismo ma informazione.” In occasione dell’inaugurazione dell’anno sociale-associativo 2009/2010, cogliendo l’occasione contingente del bisogno da parte della comunità territoriale di ricevere indicazioni sicure sulle misure da adottare contro la Suina, l’associazione internazionale volontaria dei “Lions” sez. Castello di Cisterna , ha pensato bene di invitare eminenti personalità mediche al meeting divulgativo tenutosi giovedì 12 novembre presso il “San Nicola Park Hotel” di Marigliano.

L’incontro si è aperto con una breve presentazione degli organizzatori e dei più importanti membri del lionismo presenti in sala, dopodiché la parola è passata subito ai due relatori convenuti: il prof. Giulio Tarro, virologo di fama internazionale, primario emerito di Virologia all’ospedale D. Cotugno di Napoli e il dott. Raffaele Palombino, responsabile epidemiologico dell’Azienda Sanitaria Locale Na3 Sud. Entrambi gli esperti si sono brevemente soffermati sulla storia delle influenze pandemiche avutesi a partire dal XIX secolo fino ai giorni d’oggi. In particolare, il prof. Tarro s’è soffermato sulla descrizione della “Spagnola”, la pandemia influenzale che tra il 1918 e il 1919 uccise circa 50 milioni di persone nel mondo. Non a caso il Virologo ha voluto parlarne.

L’attuale influenza Suina ha in comune con la “Grande Influenza” il virus A/N1H1, da cui entrambe traggono origine. Sovente, durante questi giorni di preoccupazione, si sente dire in giro che inevitabilmente anche l’attuale influenza, come la Spagnola, si evolverà in una ecatombe a scala mondiale. E’ vero, ha sostenuto il Professore, che la non prevedibilità del virus, l’impossibilità di conoscere una sua possibile mutazione rimangono fatti attualmente impossibili da controvertere , ma bisogna pure tenere presente che oggi i mezzi di prevenzione, le misure di sicurezza, l’esistenza degli antivirali, dei vaccini e degli altri farmaci sono nettamente superiori e più efficaci di quelli di inizio ‘900. E ancora per tranquillizzare gli animi, i due medici hanno spiegato ai presenti qual è la precisa accezione con cui va inteso il termine pandemia, parola che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha usato nel giugno scorso per dichiarare il mondo intero in fase epidemica.

“Pandemia significa espansione globale, non indica la gravità”, ha dichiarato il prof. Tarro. E’ bene, pertanto, ha esortato il Professore, che nessuno si faccia impressionare dal parolone poiché, come ha anche più volte negli ultimi tempi ribadito il sottosegretario italiano alla Salute, Ferruccio Fazio, il termine pandemia è legato non alla gravità clinica dei sintomi della nuova influenza umana, bensì alla grande diffusibilità del suo virus. Nel corso del convegno, si è più volte ribadito che vaccinarsi è importante. L’ideale è avere il 40 % di vaccinati per spezzare la catena epidemica. Più la gente è vaccinata, più il virus viene arginato. I maggiormente vaccinati siano gli anziani e i giovani. L’influenza, infatti, colpisce essenzialmente le prime età della vita e le persone avanzate negli anni.

 Questo accade perché, ha precisato il dott. Palombino, nei bambini e nei ragazzi gli organismi hanno una memoria immunologica non ancora ben “equipaggiata”, ancora incapace di “ricordare” un precedente contatto con un antigene e di reagire ad un successivo contatto con esso più prontamente e con maggiore intensità. Negli anziani, invece, i rischi di complicanze aumentano soprattutto a causa delle malattie croniche o di altri problemi di salute di cui i soggetti di età avanzata già sono affetti. A chi chiede d’essere rassicurato sull’innocuità del vaccino, il dott. Palombino ha risposto che non esistono vaccini che non portino effetti collaterali. Purtroppo, come accade pure quando si testano i farmaci, esiste sempre un lieve margine di “effetti indesiderati”.

Tuttavia, tali effetti secondari potrebbero interessare soltanto una percentuale bassissima di coloro ai quali il vaccino o il farmaco viene somministrato. Prepararsi seguendo le indicazioni degli esperti, attrezzarsi in anticipo così come le linee-guida dell’OMS e del Ministero della Sanità consigliano: sono queste le azioni da intraprendere e che sono state al centro dei discorsi, delle raccomandazioni e dei consigli trasmessi nel convegno mariglianese.

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