CARO SINDACO, "UN MANIPOLO"?

Sebastiano Perrone

Mi spiace, non volevo intervenire più sull’argomento, ma anche se siamo in periodo natilizio, ed il Natale ispira i buoni sentimenti, stride alle mie orecchie quanto ho letto prima nei manifesti cittadini e poi qui. Innanzitutto, trovo caro Ing.Felice Esposito Corcione che l’hanno mal consigliata nel scrivere questo manifesto nel periodo natalizio, perché si addice agli auguri, che trovano spazio solo in un rigo di tante parole rabbiose, con le quali ha elencato una serie di opere realizzate e da realizzarsi, nel tentativo di dimostrare e convincere il lettore della bontà del suo operato.

Non entro nel merito delle cose fatte e da realizzarsi, ma trovo che la lettura dei fatti data da lei e da altri come lei, che vedono il dito e non la luna, è dal mio punto di vista faziosa, e mistificatrice della realtà. Infatti, non sono stati due o tre, o un manipolo come lo chiama lei, a mandarla a casa (partendo dall’asserto per il quale lei incarnava lo sviluppo e quindi il bene della città), ma una maggioranza che l’ha sfiduciata, una maggioranza che le piaccia o no, l’aveva prima votata e fatta votare, e poi sostenuta…

Per essere chiaro ed evitare fraintendimenti, a sfiduciarla sono stati in prima battuta i sei ex consiglieri UDEUR, poi MPA. Successivamente, l’hanno sfiduciata i quattro consiglieri socialisti ed uniti per Marigliano. Infine, i tre dissidenti degli indipendentisti dell’ex gruppo UDEUR, successivamente riconfluiti nello stesso gruppo, oltre quello che rimaneva della vecchia opposizione.

Francamente, lei che evoca la sede del Consiglio quale sede per derimere certe questioni e la correttezza istituzionale, lo trovo un pò grottesco, e se mi permette offensivo della memoria storica di questo paese. Infatti, è la prima volta nella nostra storia cittadina che assistiamo ad una crisi politica, con una assenza di una chiara maggioranza, ed un Sindaco che non prende atto di ciò, ma imperterrito continua per la sua strada facendo coincidere il proprio orgoglio con il bene cittadino. Pur di tenere a galla una nave che fa acqua da tutte le parti, in dispregio alle normali regole della democrazia, sigla accordi con l’opposizione e non poche peripezie linguistiche ed omissioni si son dovute fare nel tentativo disperato di giustificare l’ingiustificabile.

Ricordo i tentativi del povero Mariani ed amici UDC nel cercare di giustificare in Consiglio Comunale da prima la sua appartenza al centro destra e poi l’appoggio alla sua amministrazione, appoggio nato come i più sanno in altre sedi, diverse da quelle consiliari. Appoggio, o per meggio dire ingresso nella sua maggioranza, cercando di tenere tutto sotto silenzio, o renderlo meno evidente possibile.

Un governo di unità nazionale, un governo per il bene della patria, un governo a tutti costi, anche se questo significa mortificare quel poco di democrazia che ci resta, quel briciolo di istituzioni che ci rimane… Anche il Duce era convinto di operare per il bene della patria, e che il uso pensiero era il bene, ma non certamente era un sistemo democratico il suo…

Lasci stare la lista dei buoni (secondo lei) e dei cattivi, e prenda atto che il progetto politico al quale aveva aderito e guidato è terminato anzitempo, per tanti motivi e per tante colpe, comprese le sue. Prenda atto che una amministrazione non è il Sindaco, né il Sindaco e la sua giunta (e nel suo caso qualche onorevole o senatore…), ma un gruppo di persone con un programma ben preciso. Se viene meno una di queste condizioni, è meglio ridare la parola a chi gliel’ha data, cioè al Popolo.

Senza rancore, distinguendo tra giudizio politico e sfera personale, le auguro un sereno natale liberato da rancori e malesseri che ha con questo scritto evidenziato…

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