L'ENNESIMO REFERENDUM

Antonio Toscano

Da sempre ho ascoltato discorsi sulla diversità del meridione rispetto al resto d'Italia in particolare il nord del nostro paese. Diversità sul tenore di vita,sull'assetto della società,sul funzionamento dei servizi,sul mondo del lavoro,sul rispetto verso la cosa pubblica e tanto altro ancora. Così come allora,oggi,che ho 21 anni sento ancora circolare le stesse argomentazioni tra noi giovani e non solo.

In età adolescenziale, però,terminava tutto lì,magari ci si congedava con le solite frasi fatte del tipo"non pensarci non è proprio come vogliono farci credere,tutto il mondo è paese ed i nostri problemi sono anche i loro". Poi si andava tutt'insieme a prendere a calci un pallone e come per magia dimenticavi tutto o almeno così sembrava. Adesso interrogandomi con più razionalità e più maturità da giovane mariglianese c'è più curiosità e voglia di analizzare i perché e i per come questa diversità resti nei fatti,penalizzando sempre più le ragioni del profondo sud. Non a caso questi interrogativi nascono poco prima della tornata elettorale sul referendum di domenica prossima sulla forma costituzionale dello Stato.

Si chiede ai cittadini di lasciare tutto inalterato così come lo è stato per i primi 60 anni repubblicani,ovvero dal 1945 ad oggi,oppure ammodernare in più parti la forma istituzionale della nazione che in 60 anni di vita si presenta certamente modificata. Restando validi i principi della prima parte della carta costituzionale si vuole modificare l'assetto delle istituzioni repubblicane che nel tempo si sono rivelate incerte ed inefficaci,dunque "piccoli accorgimenti per un grande futuro".

Il riavvicinamento del sud ai progressi del nord passa attraverso il "si" al referendum visto che il vecchio e sclerotico sistema statale si è mostrato inadeguato alle ragioni del meridione. Non sarà un caso che noi elettori di Marigliano voteremo in luoghi ed in strade che di certo non versano nelle migliori condizioni causa i cumuli di spazzatura che giacciono li oramai da giorni,manco fossero "fiori da raccogliere". Questo excursus sta proprio a dimostrare l'incapacità delle istituzioni a risolvere i problemi del territorio,che ben venga con un nostro "si" un mirato e concreto cambiamento.

Ferdinando Raia

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