VOTA NO AL REFERENDUM

Antonio Toscano

Il 25 e 26 giugno 2006 gli italiani sono chiamati a votare per il Referendum costituzionale che dovrebbe introdurre la cd."devolution". Una riforma costituzionale ottenuta in Parlamento con una maggioranza minima che però,mancando un quorum di votanti da raggiungere,rischia di far decidere del destino della nostra Costituzione a Bergamo e provincia. Che cosa succede? Nessuno ne parla,eppure "la disciplina del Referendum è la stessa della campagna elettorale". Ma dov'è la campagna referendaria?

Gli italiani hanno votato per le elezioni Politiche e per quelle Amministrative. Si rischia che nessuno vada a votare, per stanchezza, per pigrizia, perchè i politici sono stanchi... o vogliono approfittare del silenzio. Eppure,non è roba da poco. Pochi sanno di cosa si tratta.

Ebbene,si tratta di una Costituzione,quella del 1948,un pò di tempo fa, è vero, ma scritta da uomini che avevano pagato con l'esilio o con il sangue, proprio o dei propri cari, la dittatura del fascismo,l'irresponsabilità di un re che era scappato lasciandoci gli alleati all'improvviso diventati nemici coi fucili contro. Quando il Paese era distrutto uomini eletti dal primo voto delle donne e da un popolo in ginocchio, ma che sperava di aver finalmente riconquistato la libertà, scrissero di comune accordo, nonostante le appartenenze politiche, un testo esemplare.

"L'Italia è una Repubblica democratica,fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo"... "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona umana senza distinzione di sesso,razza,lingua,religione,condizioni personali e sociali"... "L'Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti internazionali,acconsente a riduzioni di sovranità per un ordinamento che garantisca la giustizia e la pace... promuove le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo". E ora,questa cosiddetta "Costituzione Calderoni " ne vorrebbe modificare ben 52 (su 139, quasi i due quinti)della Costituzione, alla quale si aggiungono inoltre 5 disposizioni transitorie.

Rispetto a questa riforma la dottrina costituzionalistica ha assunto un atteggiamento in larghissima misura critico, evidenziato in documenti scritti, dibattiti pubblici e nelle audizioni svoltesi in Parlamento sul testo. Se i deputati del centro-destra rivendicano la riforma come utile, in quanto "diminuisce il numero dei deputati in Parlamento", di fatto questo non è che un aspetto assolutamente marginale di una riforma che prevede una modifica sostanziale del bicameralismo perfetto (attualmente ogni riforma passa prima per l'approvazione della Camera e poi per il Senato,che in questo modo rappresenta una sorta di "camera di riflessione"), e i nuovi i poteri del Presidente della Repubblica, "garante della Costituzione e dell'unità federale della Repubblica" escluso dal circuito corpo elettorale/Parlamento/Governo, vedendo ridotti o eliminati ambiti di sua scelta nella fase di nomina del Primo Ministro e del Governo ma non solo.

Al posto del Presidente del Consiglio dei Ministri il nuovo "Primo Ministro",si consentirebbe con "legge ordinaria" di decidere della modalità di candidatura e della formazione della sua maggioranza. Gli viene riconosciuta piena potestà sui Ministri,è lui a "determinare"(e non più solamente dirigere) la politica generale del Governo. Tra le innovazioni,inoltre,spetterebbe allo Stato la decisione circa l'"ordinamento della capitale"...

Un sovvertimento dello Stato che non si può lasciare all'arbitrio di pochi in cravatta verde che appendono in uffici e sezioni manifesti con l'Italia,verde fino alla Toscana,col sole dietro… brulla giù, come un deserto, come una parte che non gli appartiene,che non gli interessa. Tocca a noi difendere quest'Italia,questa Costituzione,da chi vorrebbe dividerla,vorrebbe ricreare i presupposti di un Governo di domani fortissimo,a danno delle minoranze e della democrazia,con un"Primo Ministro"onnipotente. Difendiamo la Costituzione. VOTIAMO "NO"IL 25/26 GIUGNO. E facciamo sapere a tutti di cosa si tratta. Anche un voto può decidere la partita. In meno vanno a votare,più sarà facile per loro.

Antonio Toscano

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


Leggi tutti gli articoli di >>




Articoli correlati



Altro da questo autore