BARACK OBAMA NUOVO PRESIDENTE U.S.A.

Caterina Stellato

Ce l'ha fatta. Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America. Le sue prime parole da neo-eletto, pronunciate a Chicago davanti ad una folla in delirio, sono state: "In America niente è impossibile"; una frase questa che sembra davvero corrispondere alla realtà.

Per la prima volta nella storia un afro-americano (di soli 47 e per giunta democratico) varcherà la soglia della casa bianca per governare il paese più potente del mondo, in un'atmosfera politica e sociale che vede gli States pronti ad un reale cambiamento, pronti a dare vita ad una nuova pagina epocale che vede spazzare via 8 anni di repubblicano dominio per fare spazio ad una ventata di freschezza.

Siamo di fronte alla incarnazione moderna del sogno americano per eccellenza, alla dimostrazione di come si possa raggiungere un obiettivo, seppur altissimo, se solo lo si vuole fortemente. E deve essere così se un ragazzo dal passato difficile, segnato da lutti e diatribe familiari riesce a frequentare Harvad, a diventare prima senatore dell'Illinois e poi candidato democratico per le elezioni presidenziali fino a battere la rivale Hillary Clinton prima e MCain dopo per arrivare trionfante al traguardo agognato.

In una notte quest'uomo è entrato nella storia e proprio perché le votazioni 2008 sono state decisive non solo per l'America ma per l'Europa e il mondo intero (vedi le borse) anche solo a guardare tutto da lontano, dall'Italia, si avvertiva il sentore di un radicale mutamento mentale e culturale. Deve averlo intuito anche il rivale sconfitto che, in un regime politico in cui il rispetto la fa da padrone e di cui nel nostro bel paese non siamo neanche lontanamente capaci, si è congratulato con il nuovo presidente, zittendo chi gli dimostrava dissenso e unendosi a lui in un accorato messaggio di unità nazionale.

In questa lunga campagna elettorale molti hanno riposto sogni e glorie nel candidato vittorioso; dagli immigrati, ai giovani desiderosi si novità, alle donne affascinate dalla bellezza di Obama fino a quanti intravedevano in lui l'aura di leggenda che accompagnava Kennedy. A molti è sembrato di assistere ad un film a lieto fine nel quale un giovane di colore vince sul vecchio e il suo mastino in gonnella, insomma una commedia americana in cui c'è tutto un trionfare di sorrisi, di balletti africani in onore di un nuovo leader, di complimenti a destra e a manca, di facce soddisfatte e speranzose; ma a breve chi nella storia ci è entrato dovrà anche cominciare a scriverla.

Anche visto da fuori è tutto bello, innovativo, emozionante, ma adesso che il "We Can" lo ha condotto alla vittoria, ora che gli è stata attribuita fiducia e stima, è il momento di passare dalle parole ai fatti perché tutti ma proprio tutti vogliono vedere sto benedetto "Changed".

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