Marigliano, convegno sulla legalità

Loredana Monda

MARIGLIANO - Ancora la scuola eccellenza del territorio. La media statale inferiore statale “Alighieri - Pacinotti” affidata al dirigente scolastico Carla Iovane si è resa promotore di un incontro - invero alquanto articolato - sulla legalità. Gli alunni si sono confrontati con il Prefetto Vincenzo Panico e Padre Massimo Rastrelli sui temi della micro e della macro criminalità, della lotta all’usura e del rispetto delle regole e dell’altro come consapevole scelta di vita.
 
Ad introdurre i lavori sono proprio la preside Iovane che ha posto l’accento su come la scuola sia impegnata nella promozione del rispetto della legalità, senza retorica, attraverso le azioni. Ha illustrato la “Città Dante”, piccola realtà nata all’interno dell’istituto che - attraverso vere elezioni fatte sulla falsariga di quelle reali - si è dotato di un sindaco, di una giunta, di un consiglio comunale, di un comandante di polizia municipale e dei suoi agenti. Il dirigente ha tenuto a precisare che l’incontro sulla corruzione, sull’usura e sulla criminalità, ne seguiva un altro che si è tenuto all’interno della scuola con i comandanti del Gruppo e della Compagnia Carabinieri di Castello di Cisterna, il Tenente Colonnello Antonio Jannece e il Capitano Orazio Ianniello, nonché con il comandate della Stazione di Marigliano, il maresciallo Raffaele Di Donato. Dopo un breve saluto del comandante della Polizia Municipale Giuseppe Caliendo, la parola è passata proprio al maresciallo dei carabinieri Raffaele Di Donato - già ringraziato dalla presidente per il lavoro sinergico dell’Arma con la scuola - che con soddisfazione ha riferito nella notizia di due arresti in 48 ore di due persone considerate affiliate di camorra, fermate dopo attività d’indagine scattate per la denuncia delle vittime, che hanno scelto di non piegarsi e a cui deve andare un plauso.

Di Donato ha affermato: “Sono contento di conoscere e di avere rapporti con la gioventù di Marigliano. E’ seguito un breve intervento dell’assessore alla pubblica istruzione che asserito: “Dove viene violata la legalità trova più facilmente terreno fertile il disagio sociale. Il rispetto della legalità e disagio sociale sono due termini di un rapporto inversamente proporzionale: al decrescere dell’uno cresce l’altro. E’ necessario promuovere la cultura della legalità e la prima agenzia abilitata e qualificata è la scuola. Il sindaco Antonio Sodano ha colto, invece, l’occasione per invitare tutti a segnalare o denunciare le anomalie. Padre Massimo Rastrelli ha asserito di voler parlare con uno dei ragazzi in rappresentanza di tutti. Si è fatto avanti il sindaco della “Città Dante”. L’uno all’altro “Valgono più mamma e papà oppure tu” “Mamma e papà” “Chi è più importante tu oppure i tuoi compagni” “Loro”. “Come singoli o tutti insieme”. “Insieme”.

Allora Padre Massimo Rastrelli ha affermato: “Mi congratulo perché sto parlando con una persona di 14 anni che ha risposto in maniera adeguata“. Il sacerdote ha, quindi, aggiunto: “Quando ti fidanzerai avrai un rapporto con una ragazza. La ragazza sarà una persona, una che pulisce la casa o una partner sessuale? “Una persona da rispettare“. Padre Rastrelli rimarca l’esistenza - in Italia - d’assenza di rispetto. Allora, chiede se esiste disagio giovanile o responsabilità giovanile. Il ragazzo ha risposto la responsabilità. Il sacerdote ha detto che non si può valutare il disagio giovanile se non si valuta la responsabilità giovanile. Padre Rastrelli ha aggiunto: “Andate a casa dalle vostre mamma e dite: ti devo dire una cosa importante. Lei si preoccuperà. Aggiungete: si tratta di una cosa che t’ho mai detto. Si preoccuperà di più. Terminate dicendo: sei più importante di me. Mandatela via e fate la stessa cosa anche con papà. In casa vostra non ci sarà più disagio. Combattete sempre. Si vive in un altro modo quando la gente ha la gioia di vederti. Se pensate una cosa che è vera nel cuore, fatela. Non vi posso parlare dell’usura che non vi riguarda, ma di quella che vi riguarda. E questa vi riguarda”.
 
Evidente il riferimento ad un deterioramento dell’anima. L’intervento finale è stato del Prefetto Vincenzo Panico, che dichiarato con orgoglio di avere a cuore il futuro di chi vive nella sua terra d‘origine, a cui resta molto legato. Ha, quindi, aggiunto di essere molto curioso di vedere la rappresentazione delle evoluzione della camorra da parte dei ragazzi attraverso degli spettacoli. Ha affermato: “La criminalità esiste. Al sud è un problema dei problemi. Riguarda i cittadini, ne minacce il benessere. Lo Stato è chiamato ad intervenire. La Costituzione richiama non solo al rispetto di libertà e di valori, ma anche della sicurezza non solo territoriale. Spesso gli amministratori pensano che il problema della sicurezza sia legato alla repressione e che basti incrementare i controlli e potenziare l’impiego degli uomini. La repressione è importante, ma non basta. Le istruzioni devo dare gli esempi. Devono attivare la prevenzione. Sono necessarie politiche di sviluppo e di riqualificazione del territorio. Le forze dell’ordine fanno sempre più, ma nessuno se ne accorge.
 
Tutto è legato alla percezione di insicurezza che condiziona i comportamenti di tutti. Stato, Regioni, Province e Comuni e forze dell’ordine devono lavorare insieme, non solo a Roma ma anche sui vari territorio. Questo fa sistema. Tutte le iniziative che puntano sui ragazzi - quanto più piccoli siano - le seguo volentieri. Dalle istituzioni, noi dobbiamo garantire l’esempio. I cittadini devono imparare a chiedersi - non sempre lo fanno - se fanno veramente il possibile per essere espressione di una società civile. Tutti aspettiamo una rivoluzione culturale dalla illegalità diffusa alla legalità. Ci aspettiamo, però, che lo facciano gli altri. Queste cattive abitudini sono degli adulti. I ragazzi possono cambiare e trascinare anche i più restii. La legalità non deve essere predicata agli altri, ma praticata in prima persona. Anche le piccole regole di tutti giorni devo essere rispettate. Il rispetto della legalità parte da questo. Il sacrificio e il lavoro paga sempre. Ascoltate i vostri insegnanti. Il primo presidio di legalità è la scuola. Il loro lavoro deve essere valorizzato, è svolto con serietà a fronte di uno stipendio non altissimo“.

Spazio, dunque, alle domande degli alunni, che sono state delle più varie, frutto di ragionamento e di acume. Su loro spinta, Panico ha aggiunto :“Il confine tra gli atti di bullismo e la microcriminalità è labile. Merita attenzione. L’omertà rende il contrasto alla criminalità più difficoltoso. Una soluzione può arrivare dall’associazione perché l’unione fa la forza” mentre Padre Rastrelli ha aggiunto: “Chi guarda il rischio personale non ama se stesso più degli altri. La parola rischio non esiste nel mio vocabolario, perché non cade passero che Dio non sappia, quindi non posso cadere se non vuole e se dovessi cadere sarebbe stato lui a volerlo e non avrei paura”. Insomma, l’appuntamento si è rivelato ricco di spunti di riflessione sia per gli interventi degli illustri relatori intervenuti sia per il significato attribuito alla malavita organizzata assegnatale dagli alunni del gruppo folcloristico della Alighieri - Pacinotti, che ne hanno rappresentato le evoluzioni nel tempo attraverso balli, canti e drammatizzazioni.

Altrettanto ricco di spunti di riflessione era, d’altra parte, stato anche un precedente incontro che - come avevamo accennato - si era tenuto all’interno della scuola, durante il quale a dare risposte alle domande dei ragazzi su vari aspetti del crimine erano stati, in particolar modo - i comandanti del Gruppo e della Compagnia Carabinieri di Castello di Cisterna, il Tenente Colonnello Antonio Jannece e il Capitano Orazio Ianniello. I due ufficiali - che con molta disponibilità aveva accolto un invito della scuola che ha portato avanti un progetto alla legalità - in quell’occasione avevano ammesso che la corruzione esiste e che investe più settori istituzionali, pur precisando che tale dato di fatto non dovesse indurre, tuttavia, nell’errore di pensare che l’intero sistema politico, istituzionale, imprenditoriale sia corrotto. In particolare, il Colonnello Jannece aveva precisato che i corrotti esistono perché ci sono i corruttori e che l’attività di contrasto del crimine ha buon esito solo se le forze dell’ordine possono avvalersi della collaborazione dei cittadini.


Con particolare
riguardo all’usura, i carabinieri avevano precisato che la stessa potesse essere definita un cancro sociale, possibile da estirpare solo trovando il coraggio di denunciare, magari con il sostegno delle associazioni anti racket. La denuncia consente, infatti, di assicurare alla giustizia gli strozzini, ma anche di sostenere economicamente le vittime con l’accesso a contributi da parte dello Stato, che consentano ala persona caduta nella rete degli usurai di proseguire nella sua attività. I due ufficiali avevano precisato, inoltre, che l’attività criminale, in genere, prospera laddove esiste un degrado sociale. Secondo loro, la criminalità che vede protagonisti i minore era stata da loro definita frutto del bullismo.

Sull’argomento più preciso era stato il Capitano Ianniello affermando: “Lo studente che a scuola rompe il banco, si appropria indebitamente del panino del compagno è un potenziale delinquente, che fuori dalle aule scolastiche manifesta la sua indole con atti di violenza”. E proprio il comandante della Compagnia Carabinieri di Castello di Cisterna aveva chiuso quel primo incontro tenuto qualche mese fa, raccomandando agli alunni di diffidare degli sconosciuti, che solo per opportunità mostrano generosità perché anche sotto le vesti di una persona perbene può nascondersi uno spacciatore, un potenziale delinquente, che con furbizia adesca le sue le vittime.
 
Per chiudere, noi ribadiamo che questa volta attraverso la Alighieri - Pacinotti la scuola ha dimostrato nuovamente d’essere un’eccellenza della città di Marigliano. Le istituzioni scolastiche hanno dimostrato ampiamente l’importanza della loro azione educativa e formativa. Con piacere le sosteniamo, forti della consapevolezza - se ci è permesso aggiungerlo alle precisazione di tanti illustri relatori - che l’informazione e la comunicazione, la conoscenza dei doveri e dei diritti ne rendo più consapevole il soddisfacimento e la tutela.

 


 

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