Nola, sgombrato un capannone da 53 immigrati

Loredana Monda

NOLA - Erano cinquantatre. Occupavano abusivamente un capannone di proprietà delle Ferrovie dello Stato. Vivevano in pessime condizioni igienico sanitarie, alla buona, circondati anche da ratti ed immondizia. Nel disordine e nel degrado ambientale e culturale, erano costretti a stare, con le famiglie, anche tanti bambini. Alla situazione insostenibile che si era venuta a creare hanno posto fine, nella mattinata del 23 novembre, una quindicina di carabinieri della Compagnia di Nola, al comando del Capitano Andrea Massari.

In prima linea, soprattutto gli uomini del nucleo operativo e radiomobile, intervenuti di concerto con una decina di agenti della Polizia Municipale, che hanno pure arrestato 10 persone per furto di energia elettrica. Teatro delle operazioni dello sgombero, un’area delle FF.SS, nelle prossimità di una scalo ferroviario, dove c’era un capannone in disuso. Nella costruzione, da tempo occupata da numerosi stranieri, i militari dell’Arma hanno trovato, per l’appunto, 53 immigrati (10 uomini, 18 donne, 20 bambini di meno di dieci e 5 ragazzi minorenni).

 In alcuni locali dove erano accuditi i minori e’ stata riscontrata persino la presenza di escrementi, negli stessi ambienti in cui era custodito anche il cibo. Muovendosi in uno scenario di inaudita invivibilità, vomitevole nel vero senso della parola, gli uomini della Benemerita hanno riscontrato anche furti di energia elettrica, perpetrati, mediante rottura dei sigilli e manomissione dei contatori dell’Enel, intestati alle Ferrovie dello Stato, con l’allaccio abusivo di cavi elettrici. L’allaccio abusivo era stato operato con numerosi fili elettrici scoperti, pertanto pericolosi. I rischi a cui si erano esposti gli stranieri, erano, tra l’altro, rafforzati dalla presenza di piccole stufe a gas accese.

Proprio per aggravato di furto di energia elettrica, sono stati arrestati, come accennato 10 stranieri senza fissa dimora: il quarantaseienne tunisino Mohamed Kadri, il trentanovenne rumeno Jlian Denut Angel, il ventenne rumeno Beghean Danut, il ventiseienne rumeno Begean Petru, il ventisettenne rumeni Farcas Stefan, il trentunenne rumeno Mailat Zobar, il ventiseienne rumeno Mezei Eugen, il ventiduenne rumeno Rizan Toader Vasile, il trentunenne rumeno Begean Costel Ionel e il cinquantaquattrenne rumeno Begean Bombel (per tutti si attende il rito direttissimo).

Sulla scorta di una querela presentata dalle FF.SS., sono stati, inoltre, denunciati in stato di libertà, per invasione di terreni o di edifici, 28 degli stranieri sgomberati. Le 53 persone costrette forzosamente ad abbandonare la loro “casa di fortuna” sono state assistite dai servizi sociali di Nola e dalla Caritas Diocesana, preventivamente coinvolte, dopo l’emanazione di un’ordinanza di sgombero del sindaco di Nola, Geremia Biancardi, molto soddisfatto dall‘esito delle operazioni: agli sfrattati è stato offerto un pranzo caldo e una cena a sacco.

 Dei 53 occupanti, 18 donne e 25 minorenni, a conclusione delle operazioni di sgombero e di assistenza terminate alle 16 del pomeriggio, sono stati ospitati da parenti residenti in diversi comuni della Provincia di Napoli. Operai del Comune e personale delle Ferrovie dello Stato hanno provveduto, nello stesso pomeriggio del 23 novembre, a murare gli accessi alla struttura che era stata abusivamente occupata, per evitare future “invasioni“.

Ora resta al vaglio degli inquirenti la posizione di un uomo, con piccoli precedenti penali e con problemi di tossicodipendenza, che frequentava la zona oggetto dei controlli e che, secondo quando emerso dalle dichiarazioni degli stranieri, si era spacciato per proprietario dell’area e della struttura pretendendo soldi. Insomma, a prescindere dalle mancanze degli stranieri, l’avrebbe truffati. Proprio con l’accusa di truffa, in avanti, potrebbe essere denunciato, quindi, alla magistratura.

Per i carabinieri, gli immigrati maschi potrebbero essere stati solitamente dediti alla raccolta e allo smaltimento illecito di rifiuti nell’ambito dell’intera Campania, le donne e i bambini al di sotto dei 10 anni all’accattonaggio, ad esempio, fuori alle Chiese, agli impianti semaforici e sulle autostrade, i ragazzi tra i 15 e i 17 anni ai furti in abitazione. D’altra parte, in certe realtà, vige la regola che tutti devono in qualche modo collaborare, a prescindere dal sesso e dall’età, portando soldi a casa. Sicuramente, fortissima risulta la sottomissione dei bambini e delle donne.

 

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