Marigliano, Caino ed Abele, fratello accoltella fratello

Loredana Monda

MARIGLIANO – Dramma familiare nella 219, un uomo ha accoltellato il fratello. E’ accaduto nel pomeriggio di ieri. L’aggressore quarantanovenne ha sferrato due fendenti alla vittima quarantaduenne. L’aggredito ha riportato lesioni all’addome e ad una gamba: le sue condizioni non sono gravi. Soccorso, è stato trasportato in ambulanza in ospedale. Ancora sconosciuti i motivi che hanno indotto il quarantanovenne ad afferrare un’arma da taglio e a scagliarsi contro il suo germano. Non si esclude, però, che all’origine dell’ennesima lite tra i fratelli vi siano vecchi dissidi familiari. A quanto pare, i due uomini avevano frequenti ed accese discussioni.

L’ultima è degenerata. I toni sono diventati sempre più concitati. Dall’aggressione verbale alla fisica il passo è stato breve. Avere nelle vede lo stesso sangue non ha fatto la differenza. Il quarantanovenne e il quarantaduenne, entrambi con piccoli precedenti alle spalle, si sono affrontati come Caino e Abele. Quanto si è verificato non è passato inosservato. Le urla, come era accaduto durante altre liti, sono state percepite dai residenti dello stabile 01 di Pontecitra. Dopo l’accoltellamento, però, il caos. Sono intervenuti i carabinieri della caserma cittadina agli ordini del maresciallo Raffaele Di Donato, ora alle prese con le indagini volte a chiarire l’intera vicenda, che sono coordinate dalla Compagnia di Castello di Cisterna al comando del Capitano Orazio Ianniello.

Particolare il contesto in cui è maturata l’aggressione. Siamo nella 219, separata dal resto della città da un muro invisibile. Siamo in una zona, che dopo il terremoto del 1980, si sperava potesse divenire l’emblema della rinascita e dello sviluppo, ma che, di fatto, è diventato il simbolo dell’illegalità e del degrado sociale. Siamo in un’area, che ha le caratteristiche del ghetto, di cui si è soliti ricordarsi solo nei periodi elettorali. Siamo in una terra di nessuno, dove abitano persone che si sento rifiutate e che rifiutano, dove si arrangia, si sbarca il lunario.

Diventata una roccaforte delle organizzazioni camorristiche che affamano per comprare le coscienze e per sottomettere, dove non sono mancate le sparatorie, altre aggressioni e persino morti avvolte nel mistero. Alcune istituzioni come la Chiesa e la Scuola si adoperano per allontanare i minori dalla strada, quindi dalla devianza, dall’evasione o dalla dispersione. Quando il tessuto sociale non è compatto, quando vigono la cultura dell’illegalità e modelli negativi cambiare lo stato di cose diventa difficile.
 

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