Mostra di Peppe Capasso

Loredana Monda

NAPOLI - “L’uomo nell’uomo 1969 - 2009”. E’ la mostra dell’artista Peppe Capasso, che sarà inaugurata, sabato 14 novembre, alle ore 18, a Castel dell'Ovo. La personale resterà in allestimento, al Borgo Marinari di Via Caracciolo, fino al 12 dicembre. A curare la mostra l’esperto d’arte Pasquale Lettieri.

Previsti gli interventi critici di Amnon Barzel, Paolino Cantalupo, Luigi Caramiello, Giovanna Cassese, Enrico Crispolti, Mario Franco, Francesco Gallo. Tante le persone che hanno lavorato anche dietro le quinte, per la riuscita della personale che gode del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Campania, della Provincia e del Comune di Napoli e che è organizzata in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, l’Agenzia di Sviluppo dell’Area Nolana e l’associazione “Museopossibile Artecontemporanea”: per l’allestimento Tonino di Ronza, per le referenze fotografiche Fabio Donato, per le referenze grafiche Vladimiro Capasso, per l’ufficio stampa Pasquale Napolitano, per il marketing e pubbliche relazioni Mariano Candela, per il catalogo bilingue (italiano-inglese). A parlare della mostra con dovizia di particolari e con indiscussa competenza è proprio Pasquale Lettieri, di cui riportiamo integralmente un intervento.

Peppe Capasso - “L’uomo nell’uomo 1969-2009”, - a cura di Pasquale Lettieri.

Dopo il grande successo per l’esposizione del 2005, organizzata nella Sede di Rappresentanza Campana di New York, apre a Castel dell’Ovo la mostra retrospettiva dedicata a Peppe Capasso. Una importante presenza dell'artista nella città di Napoli, dove il Maestro è impegnato ad insegnare all’Accademia di Belle Arti. Piu' di 200 opere, tra cui un gruppo di inediti, descrivono un vasto viaggio nel magma vivo del fare artistico e il continuo travaglio di Capasso nella sua quarantennale ricerca de “L’uomo nell’uomo” attraverso una poetica che, senza rifiutare i vantaggi del modernismo, viene vissuta come opera continua di sondaggio, riflessione e recupero.

Come una pena correzionale. Il curatore, Pasquale Lettieri, ha voluto indicare nel titolo la chiave interpretativa dell'esposizione a Castel dell’Ovo, ossia il riferimento alla metafora dello scrittore Fëdor Michajloviè Dostoevskij nel capolavoro Memorie dal sottosuolo. Il percorso artistico di Capasso dal 1969 al 2009 è infatti associato a una ricerca di scavo, di cui le opere presentate sono i frammenti, i reperti. Al centro dei suoi lavori ci sono le profondità e le metamorfosi dell’uomo.

 L’asceta e' l'artista stesso che fruga nelle memorie, alla ricerca di una mistica della forma, attraverso il teatro contemporaneo del mondo. Un contrasto interiore che - viene a galla - osservando la traiettoria di Capasso, nei continui riferimenti ai miti e ai riti dell’umanità, all’alchimia, alla filosofia antica, alla simbologia, alla terra d’origine, ma anche alla pratica religiosa, nelle immagini arcane, nelle forme di forte senso dark, nelle figure straziate.

 Materie e materiali diventano prestanza organica. L’Artista presenta la sua importante sperimentazione tecnico-stilistica che parte dall’uso dei media tradizionali (olio, acquerello, sbalzo di bronzo, calco, fusione), per giungere alle più avanzate e sofisticate tecniche (laser, gomme siliconiche, materiali poliuretanici).

Una sezione speciale, creata in occasione della mostra, raccoglie alcuni lavori nuovi e inediti datati 2009, con cui il Maestro ha voluto omaggiare la città di Napoli. Questo gruppo di opere illustra il rapporto dell’Artista con i riferimenti iconografici della nostra cultura mediterranea. Un viaggio di inequivocabile sussulto nella storia dell’arte dell’ultimo cinquantennio e nella traiettoria espressiva di Peppe Capasso.

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