Marigliano, Il Comitato per l'Acqua Pubblica contrario all'accordo

Loredana Monda

MARIGLIANO - La posizione del Comitato per l’acqua pubblica, che si è mosso per nome e per conto dei cittadini, oltre ad essere stata più volte espressa, nella seduta monotematica di consiglio comunale di martedì sera, dal coordinatore Sebastiano Monda, è stata stigmatizzata in nota che è stata acquisita agli atti, di cui abbiamo recuperato una copia e che vi proponiamo integralmente.

Ci permettiamo, però, di riportare un passaggio importante di uno degli interventi del coordinatore del Comitato in consiglio comunale. “L’acqua non è solo un bene indispensabile. E’ un bene di sviluppo. Questo significa che gestire un servizio idrico integrato, fissando le tariffazioni in un certo modo o investendo una cifra invece che un’altra, favorendo, ad esempio, la Costiera Amalfitana, piuttosto che l’Area Nolana, implica, gioco forza, il sostenere e promuovere ancora lo sviluppo di un’area  della Regione Campania, a discapito di un’altra, sempre più deprivata”.

 

CONSIGLIO COMUNALE DEL 3 NOVEMBRE 2009
Relazione del Coordinatore
Comitato di Lotta per L’Acqua Pubblica

In data 3 Luglio 2008 il Consiglio comunale deliberò, all’unanimità, la sospensione dell’attività GORI S.p.A. sull’intero territorio comunale, avendo ravvisato nell’attività della società di gestione del servizio idrico integrato l’inapplicabilità degli impegni assunti all’atto del trasferimento di gestione.
A quella delibera non è stata data esecutività; l’Amministrazione all’epoca in carica prima, il Commissario di Governo poi, a quanto c’è dato di sapere, non hanno mai provveduto a notificare alla GORI le decisioni assunte dall’assise elettiva.
La GORI ha continuato ad operare con la riconosciuta protervia pretendendo somme, per altro già versate dagli utenti del servizio idrico, recapitando loro lettere intimidatorie per presunte morosità, per altro contestate con dovuta documentazione.
L’azione di recupero dei presunti crediti, affidata a società terza, è stata intrapresa nonostante la sentenza di condanna della GORI, emessa dal Giudice di Pace del Comune di Nocera Inferiore, alla restituzione delle somme da essa indebitamente riscosse dall’utente ricorrente, atteso l’assenza di contratto.
L’azione vessatoria, in danno dei cittadini ha assunto proporzioni insostenibili con la emissione di fatture di importo esoso, determinato su presunti consumi, tra l’altro riferiti ad anni precedenti. Le fatture, tra l’altro tutte anomale, addebitano agli utenti una non meglio specificata “quota fissa”, che rapportata all’intero anno, ammonta a € 24,00. Probabilmente essa sostituisce la quota fissa per il “nolo contatore” che in passato era di appena € 5,16.
Le argomentazioni, fin qui addotte, costituiscono premessa per entrare nel merito del tema proposto all’esame del Consiglio comunale e per ribadire la posizione, più volte espressa dai cittadini, e per essi dal Comitato, che è quella di riportare la gestione del servizio idrico sotto diretto controllo dell’Ente locale.
I cittadini hanno sottoscritto con il Comune di Marigliano un regolare contratto, mai disdetto, che è l’atto giuridico che regola il rapporto tra cittadino e amministrazione in relazione ad un servizio erogato, nella fattispecie il servizio di erogazione idrica, che gli utenti contitolari intendono onorare, perché è loro espressa volontà quella di avere come unico, ed esclusivo, interlocutore l’Amministrazione comunale.
Le condizioni perché il Comune possa operare la scelta di ricondurre la gestione del servizio idrico sotto controllo diretto dell’Ente locale esistono e sono concrete. In deroga alle disposizioni del’art. 23 bis del Decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, le amministrazioni comunali possono adottare una modifica della Statuto comunale nel senso di definire i servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica e, pertanto, non soggetti a privatizzazione.
Ha operato in tal senso il Comune di Roccapiemonte, uno dei 76 comuni ricadenti nell’ambito dell’ATO3, che con propria delibera, dell’8 settembre 2009, ha inteso apportare modifica allo Statuto comunale per definire il “Servizio Idrico Integrato privo di rilevanza economica”. Provvedimenti analoghi sono stati adottati dai Comuni di Napoli e Caserta
La Giunta della Regione Puglia, su proposta dell’assessore Fabiano Amati, facendo riferimento all’art.2 della nostra Costituzione e a pronunciamenti in materia del Parlamento Europeo, ha approvato e fatto propri i principi basilari della concezione dell’acqua quale bene comune, deliberando di impugnare presso la Corte Costituzionale l’art. 15 del D.L. n. 135 del 2009, al fine di ottenere il riconoscimento della propria competenza esclusiva in una materia che non può essere regolata come se fosse un ordinario servizio pubblico di rilevanza economica.
La stessa Regione Lombardia, in accoglimento dell’esito dei quesiti referendari promossi dai comuni lombardi, ha apportato modifiche alla legge regionale, determinando in tal modo le condizioni necessarie per affermare la piena autonomia di scelta dei Comuni sulle modalità della gestione del servizio idrico.
A riconoscere il potere decisionale dei Comuni in materia di gestione del servizio idrico è il Consiglio di Stato che, con sentenza del n.5501/2009 del 15 Settembre 2009, ha accolto il ricorso proposto in appello dal Comune di Aprilia, riconoscendo piena autonomia all’ente di non approvare la convenzione di gestione con Acqualatina S.p.A. stipulata dall’ambito territoriale ottimale.
Per concludere, va detto che sono diversi i comuni dell’Ambito Territoriale Vesuviano Sarnese che, resosi conto degli effetti negativi dovuti alla privatizzazione della gestione del servizio idrico, in accoglimento delle giustificate lamentele dei cittadini, sono tra loro in trattativa per far emergere, in sede di Consiglio di Amministrazione di ATO3, le contraddizioni di una gestione rivelatasi improduttiva e per nulla rispondente ai bisogni della collettività. L’intento è quello di esplorare soluzioni praticabili per riportare l’acqua sotto controllo interamente pubblico, anche in vista della scadenza contrattuale fissata per il 31 dicembre 2010 delle convenzioni stipulate per trattativa privata.
Il Comitato, nel ringraziare il Presidente del Consiglio per l’invito ricevuto a partecipare alla discussione su un argomento di rilevanza generale, rinnova la propria disponibile a fornire ogni altra utile collaborazione, eventualmente richiesta, sempre che emerga la volontà dell’Amministrazione di riportare la gestione del servizio idrico sotto controllo pubblico.


Marigliano, 3 novembre 2009
Per il Comitato
di Lotta Per L’acqua Pubblica
Sebastiano Monda


 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


Leggi tutti gli articoli di >>




Articoli correlati



Altro da questo autore