Marigliano, il 29 luglio l’udienza di convalida dell’arresto di Tomacchio

Loredana Monda

MARIGLIANO - Nella giornata del 28 luglio, Filippo Tomacchio ha avuto un colloquio, il primo, con il suo legale di fiducia. Antonio Carpino ha raggiunto, infatti, il suo assistito in carcere, a Poggioreale. Il penalista, che era stato, precedentemente, contattato solo telefonicamente dai familiari del venticinquenne mariglianese, ha avuto così un confronto con l’uomo, che gli ha spiegato come è morto l’imprenditore sorano di trentacinque anni, Enio Tatangelo.

L’avvocato preferisce non entrare nel merito della questione, preferendo affrontarla nelle sede giudiziaria piuttosto che a mezzo stampa, ma spiega: “Ho trovato il mio assistito molto affranto. L’omicidio è frutto di una tragica fatalità. E’ dolente, anche perché aveva con la vittima una conoscenza di lunga data”. Antonio Carpino, in attesa degli esiti ufficiali degli accertamenti eseguiti, comincia ad approntare la linea difensiva, preparandosi, innanzitutto, ad affrontare l’udienza di convalida per l’arresto di Tomacchio, in programma per mercoledì 29 luglio 2009, alle ore 9, al Tribunale di Nola.

 Le accuse formulate per il venticinquenne sono omicidio volontario, porto e detenzione abusiva di arma da fuoco, ricettazione. A far propendere il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Nola, Francesca Sorvillo per la formulazione di un’accusa di omicidio volontario, anziché colposo, sarebbe stata, in particolar modo una circostanza emersa immediatamente dopo la costituzione del venticinquenne ai carabinieri e con la ricostruzione della dinamica dei fatti, anche sulla scorta delle dichiarazioni di colui che appare essere l’unico testimone oculare, l’amico e dipendente sorano di Enio Tatangelo.

Nel frattempo, sono diventati due i legali della famiglia della vittima: al fianco di Rosario Antonio Bongarzone, compare, infatti, il suo collega di studio, Nicola Ottaviani. Spuntano, intanto, prime indiscrezioni sull’esito dell’autopsia, eseguita sulla salma del trentacinquenne sorano nella giornata di lunedì scorso, i cui risultati ufficiali saranno depositati entro 30 giorni, anziché nei 60 ipotizzati nei giorni scorsi. L’esame sul cadavere, al quale ha assistito, tra l’altro, un medico legale, nominato dalla famiglia di Tatangelo, avrebbe consentito di rilevare l’assenza di segni che potessero far ipotizzare una pregressa colluttazione, nonché la presenza di un’unica ferita da arma da fuoco al torace, piuttosto vicina al cuore, che potrebbe aver provocato una morte quasi sul colpo.

A quanto pare, il proiettile potrebbe essere partito da una distanza non brevissima, collocabile anche tra uno e due metri tra Tatangelo e Tomacchio. Secondo le indiscrezioni, che troveranno conferma o smentita con gli esiti ufficiali, il colpo avrebbe avuto una traiettoria rettilinea, seppur leggermente dall’alto verso il basso. A parte quello provocato dal proiettile, nessun particolare danno neanche agli indumenti indossati dall’imprenditore di Sora: dato questo che ancora una volta indurrebbe ad escludere la possibilità di colluttazioni precedenti all’omicidio. Gli abiti di Tatangelo sono stati, comunque, sequestrati. Mentre dal napoletano sono emerse le predette novità, a Sora, in Provincia di Frosinone, alle 17 del 28 luglio, sono state celebrale le esequie della vittima.

Nel frattempo, è arrivata anche un’ulteriore smentita dell’inesistenza di una parentela, seppur alla larga, tra la vittima dell’omicidio e Anna Tatangelo. A chiarire tutto, con uno scritto affidato agli stessi avvocati dell’imprenditore per farla pervenire a qualche organo di informazione, è stato lo stesso padre della cantante, erroneamente destinatario di attestazioni di cordoglio provenienti anche dall’estero. "Con riferimento alla notizia battuta da alcune agenzie secondo il signor Enio Tatangelo, deceduto a Nola, a seguito di un colpo da arma da fuoco, in circostanze ancora al vaglio degli inquirenti, la famiglia della cantante Anna Tatangelo - si legge nella citata nota - intende precisare quanto segue: “Siamo addolorati dalla tragica vicenda umana che ha colpito una persona di Sora, ma è necessario precisare che non esiste alcun rapporto di parentela fra Anna Tatangelo ed il signor Enio Tatangelo, trattandosi esclusivamente di un fortuito caso di omonimia di un cognome, peraltro, diffusissimo in Sora. Invitiamo pertanto gli addetti alla stampa locale e nazionale ad astenersi dal fornire all’utenza notizie non corrette. Alla famiglia del sig. Enio Tatangelo formuliamo sincere  condoglianze..”

 

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