Marigliano, le interviste di Loredana: Giuseppe Sebastiano Esposito

Loredana Monda

Abbiamo avuto un colloquio informale, cordiale, amichevole, con il candidato sindaco Giuseppe Sebastiano Esposito. Il professionista ci ha aperto le porte del suo comitato elettorale. Al suo fianco c’erano alcuni aspiranti consiglieri comunali della civica “Una nuova generazione” (il docente universitario di biologia Danilo Ercolini, lo studente universitario Davide Pacilio, l’architetto Giovanni Franzese, il musicista Gigi Tufano, il maresciallo dell’aereonautica militare italiana Ivan Tedesco e il commerciante Angelo Vivolo). 

Abbiamo colto l’occasione per rivolgere alcune domande al candidato sindaco, l’unico di un intero gruppo, composto da soggetti con un’età che va, più o meno, dai 25 ai 45 anni, che abbia alle spalle un’esperienza di partito e un’esperienza in amministrazione.

Giuseppe Sebastiano Esposito, di professione commercialista, è tesserato del Partito Democratico, tra l’altro, componente di coordinamento cittadino. La scelta di dare vita ad una lista civica, di cui lei è il candidato sindaco, in una competizione elettorale che vede il suo partito sostenere un’altra persona, non le sembra un controsenso?

No. Non è un controsenso. Un partito politico è un gruppo sociale. I gruppi non sono prigioni. Si può decidere di avvicinarsi o di allontanarsi, di farne parte o di non farne parte. Per intenderci, farò un esempio. Se si appartiene ad una comitiva di amici, non è detto che si debbano sempre fare le stesse scelte. Si può decidere di uscire abitualmente con gli amici oppure di stare per conto proprio. Questo non significa che esistano contrasti o volontà di fare scelte definitive. Significa solo che, in un certo momento, si preferisce fare altro.

E’ vero, quindi, che lei non ha rinunciato alla tessera del Partito Democratico e non si è dimesso dal coordinamento locale?

Non ho rinunciato alla tessera e non mi sono dimesso. Non ho pensato di farlo. Nessuno, tra l’altro, l’ha preteso. Sono un democratico. La mia scelta di candidatura a sindaco non cambia le cose. Non ho fatto, d’altra parte, mistero di quello che stavo facendo.

Condivide, quindi, lo spirito che ha animato la costituzione del Partito Democratico?

Attualmente, posso dire di avere delle perplessità. Penso, tuttavia, che siano in molti ad averle. Mi riferisco, naturalmente, a considerazioni che non riguardano solo quello che accade in città, ma a tutti i livelli. Probabilmente, lo sconcerto generale è dovuto al fatto che anche i vertici sembrano ragionare bene, ma razzolare male.

Torniamo alla sua candidatura e alla costituzione di una lista civica. Può spiegare le ragioni che l’hanno spinta verso un percorso autonomo?

Siano tutti giovani. Siamo tutti animati dalla volontà di dare un contributo. Guardiamo al degrado della città e vorremmo che avesse un rilancio, fondato su un recupero delle tradizioni e dei valori, della cultura. Abbiamo cominciato a mettere su la lista tra mille difficoltà molto tempo prima degli altri. Non è mancato mai un confronto sereno e schietto con coloro che hanno manifestato una volontà di candidatura. All’inizio non siamo, forse, stati presi sul serio. Non è mancato qualche boicottaggio. Poco per volta, abbiamo dimostrato che eravamo capaci di fare fronte alle difficoltà e di procedere. Quando si doveva valutare l’ipotesi di un apparentamento era tardi. Fare altre scelte sarebbe stato come tradire le nostre idee, le nostre aspettative, tutto quello che si era detto con i candidati consiglieri.

Se doveste ritrovarvi nella condizione di scegliere, di fronte ad un ipotetico ballottaggio, come vi comportereste? In un’intervista filmata, rilasciata alla nostra testata, l’onorevole Paolo Russo si complimenta, tra l’altro, con i giovani che coraggiosamente hanno dato vita a liste civiche. Se si considera che sono due i candidati sindaco di giovane età, vale Giuseppe Sebastiano Esposito e Giovanni Salomone che ha spiccate ideologie di sinistra, viene da pensare che, in qualche modo, le stia strizzando l’occhio….

Non saprei. E’ prematuro parlarne. Non intendiamo ipotecare il futuro, ma affrontare una campagna elettorale evitando che si vada al massacro. Sicuramente, si deciderebbe tutti insieme. Insomma, ci sarebbe confronto con i candidati che mi sostengono. Non abbiamo avuto, infatti, contatti con nessuno. Non so che idee abbia l’onorevole Paolo Russo. E’ certo che il discorso non cambia. Ripeto non intendiamo ipotecare il futuro. Sicuramente, lo ringrazio per l’apprezzamento alle scelte, definite coraggiose, di giovani candidati. Avrei gradito qualche apprezzamento proveniente dalla mia parte politica, ma…

Dottore, lei è l’unico ad aver avuto un’esperienza amministrativa. E’ stato, per alcuni mesi, assessore alle finanze della giunta Esposito Corcione. Alcuni sostengono che essere un assessore tecnico o politico vale a fare una differenza. Secondo lei, meglio un assessore tecnico o un assessore politico?

L’ideale sarebbe un assessore tecnico che conosca i meccanismi complessi della pubblica amministrazione. Se dovessi scegliere, però, tra un tecnico e un politico, soprattutto di fronte ad un discorso di competenze e di meritocrazia, dovrei dare priorità al primo. Rispetto ad una specifica materia, una competenza specifica può essere d’aiuto.

Quale problematica pressante sul settore finanziario comunale?

Sicuramente, un problema serio è l’evasione. Non sono abituato a vantarmi da solo del mio operato e non intendo certo cominciare in questo momento, ma devo dire, con soddisfazione, con era stata avviata, proprio quando ero assessore alle finanze, un recupero dell’evasione fiscale che è proseguito nel tempo, vale a dire quando non ero più amministratore. Nessuno dice, inoltre, che è stato istituto un ufficio contenzioso, che ha garantito una costante costituzione in giudizio almeno di fronte al giudice di pace, che ha ridotto i ricorsi contro l’amministrazione fino a quel momento definiti facili da vincere anche a causa di una mancata costituzione e che l’ente ha risparmiato, così, almeno sui 300 o 400 mila euro all’anno. Nessuno dice che, il Comune ha un responsabile del settore finanziario, per anni nominato a scavalco.

Secondo la sua esperienza amministrativa, gli evasori fiscali risiedono solo nella 219 cittadina?

Sicuramente, no.

Spesso si parla di un apparato burocratico comunale inefficiente, che condiziona le scelte della politica. Quale è la sua opinione?

Non è giusto dire che tutti i dipendenti comunali sono incapaci o fannulloni. Non è così. Per esperienza, posso dire che esistono dipendenti competenti e volenterosi. La politica dovrebbe fare autocritica rispetto ad un cattivo funzionamento dell’apparato burocratico. Spesso i politici fanno pressioni sui funzionari. Questo non dovrebbe accadere. Con direttive chiare e con rispetto delle leggi, tutto sarebbe più semplice. Non a caso, noi riteniamo che abbiamo un ruolo centrare la trasparenza. Pensiamo che tutto debba essere informatizzato e adeguatamente veicolato verso l’esterno. Il cittadino deve avere, in sostanza, la possibilità dio avere un monitoraggio completo dell’azione della pubblica amministrazione. Devo anche dire che il cittadino non deve essere trattato, negli uffici comunali, come un ospite, spesso indesiderato, ma deve essere il padrone.

Quali sono le problematiche che richiedono, secondo lei, prioritariamente, una soluzione?

Credo che tutti siano concorso nel ritenere che debbano essere risolte questioni come la realizzazione dei sottotetti, la bonifica del territorio, la gestione del servizio idrico integrato. A mio avviso, ad esempio, l’acqua deve essere sotto gestione totalmente pubblica. Si tratta, però, d’argomenti così delicati che sfido chiunque a sostenere di avere una soluzione definitiva già pronta. Esistono, purtroppo, istituzioni costituite e normative. Molto meno demagogico sarebbe ammettere che è necessaria la costituzione di tavoli di concertazione che consentano alle istituzioni, non solo comunali, di operare un cambio di rotta.

Dicevamo che, durante la nostra lunga conversazione con il candidato sindaco Giuseppe Sebastiano Esposito, abbiamo avuto modo di conoscere anche alcuni candidati consiglieri, con cui abbia interloquito. Nella lista, alquanto eterogenea per ideologie politiche e per professione, troviamo tanti giovani che hanno esperienza di partito o amministrative. Coralmente spiegano che l’eterogeneità non sempre è una pecca: può favorire confronto più proficuo. Qualcuno ammette che la crisi della politica passa per la crisi dei partiti e che non ha, quindi, neanche la curiosità di far parte di organismi che hanno portato alla sfiducia e al disorientamento dell’elettorato. L’inesperienza spaventa, ma per chi come loro ha voglia di dare un contributo serio e costruttivo, può essere anche uno stimolo. Su alcune questioni i candidati hanno le idee chiare. Ammettono, ad esempio, che si può comprendere la posizione di chi concede il proprio voto perché ha problemi occupazionali e di sopravvivenza che gli è stato promesso che saranno risolti: quando si è in una condizione precaria ci si aggrappa a tutto. Meno comprensibile è la posizione di chi promette o concede, con disinvoltura e con evidenza, posti di lavoro in cambio di voti. All’elettorato andrebbe, quindi, dimostrato che posso essere creati, legalmente, senza compromessi, posti di lavoro portando avanti progetti culturali e sociali, di recupero dell’agricoltura, di rilancio di antichi mestieri e tradizioni, di realizzazione di musei e di teatri, di realizzazione di centri sportivi, di poli archeologici e produttivi, nonché sportivi. Insomma, per i candidati laddove ci sono cultura e progettazione, forte anche di finanziamenti sovra comunali, ci sono sviluppo, occupazione, benessere, vivibilità.Una domanda è stata rivolta ai candidati consiglieri.

Cosa sentite di rispondere a chi sostiene che il proliferare delle liste civiche corrisponda ad una morte della politica?

Il proliferare delle liste civiche è spia di una crisi della politica, meglio ancora di una crisi dei partiti. Non si può dire che la politica è morta solo perché nascono liste civiche,che rendono l’idea della sfiducia dei cittadini e della condanna dell’operato di precedenti amministrazioni. Chi si lancia in certe affermazioni, se ha governato la città, se è parte di un partito, dovrebbe riflettere e fare autocritica. Qualcosa potrebbe essere sbagliato, non condiviso, anche nel suo modo di pensare e di operare.


In conclusione, i candidati consiglieri ribadiscono alcuni concetti. Fondamentale rispetto ad un’azione di governo locale sono, a loro avviso, l’informatizzazione dei servizi e la comunicazione. Sono fortemente di supporto all’affermazione delle competenze e della meritocrazia, che sgombrano il campo da prevaricazione e utilizzo di canali preferenziali, non sempre leciti. Non a caso, sulle nuove opportunità offerte dalla tecnologia puntano anche per la campagna elettorale. E’ stato, infatti creato un gruppo sul social forum Facebook di sostegno alla lista “Una nuova generazione” che appoggia il candidato sindaco Giuseppe Sebastiano Esposito. Per lista è stato, inoltre, creato un apposito sito internet  unagenerazionenuova.it

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