Scambia i carabinieri per gli estorsori, e paga la tangente

Loredana Monda

ROCCARAINOLA – Non ha avuto il tempo di rendersi conto di quanto stava accadendo. Per un errore ha fatto finire in trappola il suo taglieggiatore che, in un paio di giorni, è stato identificato e arrestato. Ha, infatti, scambiato dei carabinieri in borghese per estorsori. Per sbaglio ha tirato fuori 2 mila euro in contanti e li ha consegnati ai militari dell’Arma. Dopo aver compiuto l’errore, messo sotto torchio dalle forze dell’ordine, non ha potuto negare un’evidenza dei fatti. Dal singolare episodio è partita un’articolata, ma serrata, indagine coordinata dalla Compagnia di Nola al comando del Capitano Gianluca Piasentin.

Ventiquattro ore di lavoro per i militari dell’Arma, senza interruzioni serali e notturne, che si è concluso con l’arrestato, nella mattinata del 9 maggio scorso, del quarantaquattrenne Sergio Malinconico, di Roccaraionola, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto affiliato e referente di zona del clan camorristico riconducibile a Nino Alfonso e Pianese Piero (attivo nel giuglianese e, in passato, anche in parte dell’agro Nolano). I carabinieri della aliquota radiomobile agli ordini del tenente Pietro Calamusa l’hanno sottoposto ad un fermo d’indiziato di delitto per tentata estorsione e per porto abusivo di arma da fuoco, aggravati dalle finalità mafiose.

 Tutto è iniziato quando, nella giornata di venerdì 8 maggio, i militari dell’Arma, dopo aver saputo che presso una ditta impegnata in lavori di consolidamento, di ampliamento e di rifacimento della sede stradale di Roccarainola si sarebbero presentate delle persone per chiedere il pizzo al titolare dell’impresa, consentendogli solo così di continuare le attività lavorative “regolarmente” ed “in tranquillità”, si sono recati sul cantiere. Giunti in loco, i carabinieri, in abiti civili, senza qualificarsi, hanno chiesto agli operai presenti dove fosse il titolare dell’impresa. I due operai avvicinati, che evidentemente non avevano riconosciuto i militari dell’Arma, hanno indicato un terzo uomo al quale rivolgersi.

 Quest’ultimo, in modo circospetto, ha riferito che “l’imbasciata per loro” l’aveva lui, estraendo dal giubbino una busta contenente la somma di 2.000 euro. A tal punto, i carabinieri si sono qualificati ed hanno invitato i tre operai a seguirli in caserma, insieme al titolare della ditta edile (reperito in secondo tempo), che, in sede di verbalizzazione, ha riferito che in effetti, nei giorni precedenti, era stato avvicinato da personaggi che gli avevano intimato, anche minacciandolo con una pistola di ”…interrompere i lavori fino a quando non si fosse messo a posto, perché nella zona c’erano loro…”.

 A conclusione di tutta la singolare vicenda, il denaro recuperato è stato riconsegnato alla ditta. L’estorsione è stato tradotto a Poggioreale. Sul fronte della Compagnia di Nola, non hanno, tuttavia, subito interruzioni, nelle ultime ventiquattro ore, le attività di natura ordinaria. Altri servizi si affiancano a quello di contrasto alla camorra. A Cimitile, la quarantanovenne Maria Mazilu di Scafati (Sa) e la ventitreenne Elena Nicoleta Ghiujan di Cava dei Tirreni (Sa), sono state arrestate per rapina impropria e lesioni personali. Le due donne, entrambe di origini rumene) sono state fermate dopo aver rubato merce dagli scaffali del supermercato Conad. Avevano nascosto la merce tra gli indumenti. Sono state, però, scoperte alla cassa.

Subito bloccate dagli addetti, per darsi alla fuga con la refurtiva, hanno aggredito un dipendente trentaduenne del supermercato, procurandogli lesioni guaribili in 7 giorni. Sebbene riuscite ad allontanarsi, le due signore sono state, poco dopo, rintracciate e bloccate dai carabinieri nei pressi della stazione della Circumvesuviana. Sono, quindi, finite a Pozzuoli. A San Gennaro Vesuviano, invece, per furto aggravato, sono finiti in manette Annibale e Aniello Ascolese, rispettivamente di 45 e di 29 anni. Il primo autotrasportatore (già noto alle forze dell’ordine) e il secondo operaio (incensurato) sono stati bloccati in Via Ragni, mentre rubavano dal cantiere di una casa in costruzione utensili e materiali edili di vario genere, che sono stati interamente recuperati e restituiti all’avente diritto. Per questo, entrambi sono stati trattenuti in una camera di sicurezza in attesa di essere giudicati con il rito direttissimo. 

 

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