Marigliano, la vergogna della GORI

Loredana Monda

MARIGLIANO – “Il bel regalo dell’ultima amministrazione comunale ai cittadini è sotto gli occhi di tutti”. Dalla Camera del Lavoro della Cgil di Marigliano la denuncia di un’abolizione delle fasce sociali con la gestione del servizio idrico – integrato da parte della Gori. Nell’ultimo anno e mezzo, si assistito, infatti, al passaggio da 37 metri cubi di acqua procapite (quindi a persona), a 23 metri cubi per appartamento.

Questo significa, come si evince dal confronto delle bollette precedenti e successive, una riduzione drastica del consumo imposta ai cittadini, anche per le più semplici e quotidiane operazioni, legate al rispetto di minimi standard igienico – sanitari, ma a fronte di un vertiginoso incremento dei costi del servizio.

 La decretazione di un vistoso cambiamento di rotta, caratterizzato dall’imposizione di gravosissimi balzelli, parte dalla fine del 2007. La Gori aveva, infatti, concordato con l’amministrazione Esposito Corcione di lasciare invariati i costi fino alla fine del citato anno, scaduto il quale, la società ha cominciato ad inviare bollette esose ai cittadini.

Sono tantissimi gli utenti scontenti, finanche tra coloro che inizialmente non avevano preso posizione rispetto al cambio di gestione del servizio idrico – integrato. Quotidianamente, si assiste ad una vera e propria processione alla Camera del Lavoro della Cgil di Marigliano, che, oltre ad essersi schierata sin dall’inizio (come ha fatto pure la Curia di Nola) contro la privatizzazione dell’acqua, considerato un bene essenziale per la vita, ospita il Comitato Cittadino, che persegue come obiettivo la ripubblicizzazione del servizio idrico – integrato.

La bolletta più contenuta tra quelle solitamente esibite si aggira sui 400 euro. Ma le cifre riportate possono sfiorare anche gli ottocento o i novecento euro. Eclatante, però, un caso degli ultimi giorni. Ad una signora che vive, con il marito pensionato, in un abitazione in locazione alla periferia della città, per il solo uso domestico (per intenderci, senza irrigazione di giardini, senza piscine da gestire e via dicendo), per circa un anno e mezzo di servizio offerto, sono stati chiesti ben 4.099,00 euro (includendo, tra l’altro, una voce relativa ad un conguaglio che lascia presumere che la signora abbia già pagato altro precedentemente), evidenziando un passaggio di costi da 0,75 euro a 2,40 euro a metro cubo di acqua (in corrispondenza della V fascia).

Il tutto accade in barba alla reale composizione dei nuclei familiari ed alle condizioni economiche, giacché per la situazione che si è venuta a creare, che è costantemente monitorata e segnalata dagli utenti, risulta praticamente impossibile restare in una fascia agevolata o base di consumi. “I cittadini sono alla prese con problemi reali dettati da scelte nefaste. Siamo alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali, ma nessuno prende posizione.

 A giugno, dovranno essere eletti nuovo sindaco e nuovi consiglieri comunali, ma nessuno dei partiti di centrodestra e di centrosinistra – asseriscono alla Camera del Lavoro della Cgil di Marigliano – ad inclusione di quelli che avevano criticato l’operato dell’amministrazione uscente, tocca la questione del passaggio di gestione del servizio idrica. Nessuno, tra candidati e partiti in corsa, palesa la sua idea e propone la soluzione per il futuro, che sia di tutela dei cittadini anziché delle lobby di potere.

Si apprende, anzi, che, con buona pace dei cittadini vessati, proprio il massimo esponente dell’amministrazione uscente, vale a dire il sindaco Felice Esposito Corcione, potrebbe essere – concludono dall’organizzazione sindacale confederata – il candidato, al Consiglio Provinciale di Napoli di questo collegio, in quota al maggior partito di centrosinistra”.

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