CAMORRA: LATITANTE CATTURATO DAI CARABINIERI IN SPAGNA

Loredana Monda

CASTELLO DI CISTERNA - Gli uomini del Gruppo di Castello di Cisterna, al comando del Tenente - Colonnello Antonio Jannece, hanno localizzato e arrestato in Spagna un altro latitante. A coordinare l'operazione il Comando Provinciale dell'Arma di Napoli al comando del Colonnello Gaetano Maruccia. A finire in manette, il quarantaduenne Marco Assegnati, di Giugliano, considerato, dagli inquirenti, reggente del clan camorristico "Nino" operante nella provincia di Napoli ed inserito nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi a livello nazionale ed internazionale.

L'uomo, dopo l'arresto del capo clan Alfonso Nino e di numerosi altri affiliati, risalente al 9 luglio 2003, era diventato uno dei punti di riferimento intorno al quale ruotavano le attività dell'organizzazione. A lui era riconosciuta, secondo i carabinieri, la leadership da parte di altri soggetti, che non agivano senza un confronto con il boss, soprattutto sul terreno delle estorsioni in danno di numerosi imprenditori della porzione di agro - nolano, compresa tra i Comuni di Roccarainola, di Cimitile, di Camposano, di Saviano e di San Vitaliano.

Dopo attentati e fatti di sangue registrati nei confronti di alcuni soggetti, che, per gli inquirenti, "devono essere interpretati come tentativo di "riaffermazione di potere" di altri clan della zona" (il riferimento ai sodalizi Russo e Ruocco), storicamente insediati nella stessa area e messi in ombra dal clan Nino, gruppo emergente ma, al contempo, vincente, a rafforzare il potere dell'organizzazione serrando i rapporti con clan contigui, creando solide e vincenti alleanze, sarebbe stato, per i militari dell'Arma, proprio Marco Assegnati.

Il "boss", sorpreso insieme alla compagna spagnola e al figlio avuto dalla donna, in un appartamento di Escalona, in prossimità di Toledo (dove si era rifugiato per sottrarsi all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli, per associazione di tipo camorristico finalizzata all'estorsione ed altro, nel maggio del 2007) per sottrarsi ad accertamenti ha mostrato agli investigatori un documento con generalità false.

L'operazione del 18 dicembre, che segue di ventiquattro ore quella in cui ha trovato l'arresto il latitante Paolo Pesce, è frutto di un'attività di controllo del territorio che si avvale di raffinate tecniche investigative, che hanno consentito, di seguire le mosse dei due latitanti, anche in territorio iberico, anche attraverso la preziosa collaborazione del UCO (Unidad Central Operativa) della Guardia Civil Spagnola.

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