LA CADUTA DELL'AMMINISTRAZIONE: UNA DOCCIA FREDDA!

Loredana Monda

MARIGLIANO - Una doccia fredda per il sindaco Felice Esposito Corcione. Negli Stati Uniti per motivi professionali, si è dovuto piegare alla volontà dei consiglieri comunali. In diciassette hanno sottoscritto un atto di dimissioni, che è stato protocollato, poco prima delle 18 del 4 novembre 2008, presso il Palazzo Municipale.

A sfiduciare nei fatti il primo cittadino (pur senza presentare una mozione che avrebbe richiesto dei tempi più lunghi) sono stati i componenti del gruppo "Uniti per Marigliano" (Celestino Beneduce, Luigi Terracciano Sr), Antonio Carpino e Massimo Oranges) due del gruppo Udeur, senza l'avvallo del segretario cittadino Pasquale Mautone (Pasquale Monda detto Alen e Giacomo Giuliano), i tre del gruppo di AN (Michelangelo Esposito Mocerino, Alberto Sapio, Luigi Amato), sette del Movimento per le Autonomie (Anna Appierto, Antonio Barbato, Carmine Napolitano, Francesco Guercia, Raffaele Lucerini, Sebastiano Molaro, Francesco Tufano) e Agostino Ricciardi dell'Italia dei Valori.

Motivazioni? Sarebbero varie, tra quelle personali e politiche. Nel secondo caso, si parla di assenza di un programma politico condiviso o condivisibile, scenari di maggioranza e di opposizione troppo mutati, assenza di vere e proprie forze politiche nella compagine di governo locale. Ora cosa accadrà? Semplice, i cittadini saranno chiamati nuovamente alle urne. Quando? Con buona probabilità nella primavera del 2009, in concomitanza con le elezioni provinciali. Fino ad allora, un altro commissario prefettizio traghetterà il Comune verso le consultazioni.

Finisce, quindi, il balletto dell'amministrazione guidata dal sindaco Felice Esposito Corcione. Si tratta dell'ennesima colpita da caduta anticipata nell'arco degli ultimi quindici anni. La media di sopravvivenza delle amministrazioni cittadine è stata di due anni e mezzo a fronte di cinque di mandato. Piccola eccezione solo per l'amministrazione di centrosinistra guidata dal commercialista Rocco Roberto Caccavale (vincitrice alle elezioni del novembre 1997 e sfiduciata nel giugno 2001) a pochi mesi dalla scadenza naturale. Sono stati, poi, tanti i commissari straordinari che si sono avvicendati.

Ora viene da chiedersi perché tanta precarietà di equilibrio? In fondo, i personaggi che affollano la scena politica locale sono sempre gli stessi, a volte immobili negli schieramenti d'origine, talvolta alle prese con cambi di casacca con salti dal centrodestra al centrosinistra e viceversa. L'amministrazione, guidata dal sindaco Felice Esposito Corcione, non è nata sotto una buona stella. Per il centrosinistra avrebbe dovuto correre per fascia tricolore l'avvocato Francesco Paolo Picca. Improvvisamente, quella candidatura è stata accantonata, dopo tante altre bruciate negli interpartitici che si sono susseguiti senza produrre risultati apprezzabili. La candidatura dell'ingegnere Felice Esposito Corcione è venuta fuori, quasi come un coniglio dal cilindro, in una fredda serata di primavera del 2005.

Mancava pochissimo alla presentazione delle liste e delle candidature a primo cittadino. Il professionista non amava essere etichettato, definito di questo o di quel partito. Nessuno dei leader dello schieramento da lui rappresentato aveva il coraggio di farsi avanti e di chiarire di aver voluto la sua discesa in campo. Si sussurravano condivisioni e non condivisioni. Alla fine, il candidato Felice Esposito Corcione ha vinto le elezioni, con un buon 64%, al primo turno. Merito, va detto, dei partiti. I numeri parlano, infatti, di voti di lista più che personali. La competizione (con le esclusioni per vizi di forma delle liste dei Democratici di Sinistra e di Forza Italia) decreta l'esistenza di una maggioranza bulgara, per buona parte Udeur.

Con la costituzione della prima giunta, i primi mal di pancia. In pochi mesi, si arriva alla frattura in maggioranza con i partiti minori come quello dei Comunisti Italiani (interni alla lista "Uniti per Marigliano"). Rifondazione e Verdi avevano già corso autonomamente. Resta nell'esecutivo Margherita, Democratici di Sinistra, Sdi (parte integrante di "Uniti per Marigliano"), e Udeur. Il cammino è stato, però, sempre tortuoso. A fasi alterne, i dissenti di Margherita e Udeur.. Non sono mancate le prese di posizione dello Sdi, fino al passaggio all'opposizione negli ultimi mesi. Gli assessori cambiano più volte, per varie ragioni.

A dare un altro colpo al cuore, le ultime politiche: a consultazioni archiviate, buona parte dei consiglieri dell'Udeur si dichiara del Movimento per le Autonomie. I restanti consiglieri, per un periodo indipendenti, decido, infine, di restare con il Partito del Campanile. Dalla maggioranza all'opposizione passano, quindi, alcuni consiglieri. Altri fatto il percorso inverso: basta guardare Agostino Ricciardi (che aderisce all'Italia dei Valori), nonché Michelangelo Mariani e Oto D'Oto dell'Udc, che approda addirittura in Giunta Municipale. Margherita e Democratici di Sinistra, in linea con gli scenari nazionali, diventato, intanto, Partito Democratico. Con assetti sensibilmente modificate, si è andati avanti ancora un po'. Ora, tutto finisce. Si dice che ad ore si insedierà un vice prefetto, con le funzioni di commissario straordinario.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright MARIGLIANO.net


Leggi tutti gli articoli di >>




Articoli correlati



Altro da questo autore



MM_Mariano
test 300x250
In Evidenza
test 300x250