PRESTIERI TENTA DI UCCIDERE UN IMPRESARIO MUSICALE

Loredana Monda

CASTELLO DI CISTERNA - Confermato l'indiscrezione dell'arresto del quarantenne Tommaso Prestieri. E' stato sottoposto, infatti, a fermo di indiziato di delitto dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Territoriale di Castello di Cisterna, agli ordini del Maggiore Fabio Cagnazzo e coordinati dal Tenente - Colonnello Antonio Jannece. A seguire le operazioni la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Contestualmente scattate le manette anche per il ventisettenne Vincenzo Esposito. Agli arrestati, stando a quanto affermano gli inquirenti, sono contestati i reati di tentato omicidio e di porto e di detenzione di arma, reati aggravati dall'aver commesso il fatto al fine di agevolare l'organizzazione camorristica all'epoca denominata clan "Di Lauro". Secondo la ricostruzione dei fatti operata dalle forze dell'ordine e dalla magistratura, i due uomini avrebbero tentato di uccidere l'impresario musicale Enrico Assente, che aveva "sgarrato" permettendo al cantante Carmelo Zappulla di esibirsi nella zona di "Sette Palazzi" a Secondigliano.

Era stato, in particolare, accolto un invito in tal senso formulato da Nancy Grandelli, figlia di Patrizio, detto "mostro" , senza ottenere, però, una preventiva autorizzazione di Tommaso Prestieri da sempre reggente (unitamente alla propria famiglia) della citata zona di Secondigliano. Il clan Prestieri ( retto dai fratelli Raffaele, Rosario, Maurizio e Tommaso) fu una delle più forti componenti del più noto clan "Di Lauro". Lo storico capoclan Raffaele Presieri, ucciso, a colpi di kalashnikov e bomba a mano, assieme al fratello Rosario, nel maggio del 1992, aveva un ruolo di primissimo piano nel direttorio del clan "Di Lauro".

All'inizio del 2006, a seguito del riassetto criminale della zona di Scampia, come conseguenza della cosiddetta "faida", il gruppo dei "Prestieri" è entrato a far parte, a pieno titolo, del gruppo degli "Scissionisti". Attualmente risulta far capo proprio a Tommaso Prestieri, definito dagli inquirenti personaggio controverso, impresario teatrale, manager di molti cantanti, nonché marito dell'artista neomelodica Rita Siani, discografico, ideatore di programmi televisivi, poeta e pittore. Il suo nome balzò agli onori della cronaca non solo locale, perché il suo primo libro di poesie "La vita, l'amore oltre il muro", scritto nel 1997, andò a ruba tra gli studenti di Secondigliano.

A consentire ai carabinieri di trovare elementi di prova, atti a confermare le indagini che si sono chiuse con l'arresto del boss, sono state le dichiarazioni rese da Maurizio e Antonio Prestieri, nonché di Antonio Pica, fratello e nipoti del capoclan. Sono stati loro a delineare i contorni del tentativo di omicidio, che la stessa persona offesa aveva fatto passare per un tentativo di rapina.

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