BISOGNA PAGARE LA TASSA AL CONSORZIO DI BONIFICA

Loredana Monda

Sono tanti i cittadini che si interrogano sul dover o non dover pagare la tassa al Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, che continua ad inviare cartelle esattoriali anche per anni pregressi. I dubbi scaturiscono dalla presa d'atto, in tempi passati, di una deliberazione del Consiglio Regionale della Campania, stando alla quale il pagamento non sarebbe stato dovuto, in verità solo per l'anno 2006.

Nella consapevolezza dell'esistenza di contenziosi in sede giudiziale amministrativa, la politica aveva probabilmente tentato di prendere tempo,congelando la questioni, in attesa di reperire soluzioni idonee a risolverla definitivamente. Ora, stando a quanto si apprende in Regione Campania, il pagamento della tassa sarebbe dovuto, giacché i Consorzi fornirebbero una pluralità di servizi, a parte quelli sul quale suole soffermarsi il cittadino. Concedere l'esenzione del pagamento sarebbe arduo per questioni di carattere finanziario.

La Regione Campania dovrebbe accollarsi le spese, ma i fondi attualmente a disposizione non lo consentirebbero. Esiste, comunque, una volontà di risoluzione dell'annosa e spinosa questione, tanto è vero che negli uffici regionali si continua a dibattere della medesima. L'argomento è stato più volte al centro delle discussioni delle adunanze della Commissione Permanente Regionale Agricoltura, Caccia, Pesca, Fondi Statali e Comunitari, presieduta dal consigliere Sebastiano Sorrentino (PD).

Proprio il presidente dell'Ottava Commissione Regionale ha presentato una proposta di legge in materia di esenzione dei contributi per la bonifica agli immobili abitativi ricadenti nel perimetro urbano. In sostanza, Sebastiano Sorrentino ha proposto la modifica del comma 1 dell'articolo 12 della Legge Regionale n. 4/2003, così come modificato dal comma 1 dell'articolo 23 della Legge Regionale n. 1/2008. Il componente dell'assise regionale ha proposto la modifica della precedente normativa con la dicitura "I proprietari dei beni immobili che conseguono benefici dalle opere pubbliche di bonifica, di cui all'articolo 2, contribuiscono alle spese di esercizio e di manutenzione delle predette opere, a norma del Regio Decreto 13 febbraio 1933 n. 215 e successive modifiche, nonché alle spese di funzionamento dei Consorzi. Sono esentati dal pagamento dei suddetti contributi gli immobili catastalmente classificati ad uso abitativo e rientranti nei perimetri urbani, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 13 per quanto attiene la particolare disciplina del regime degli scarichi dei canali consortili. Gli oneri contributivi, afferenti al beneficio per la difesa idraulica eventualmente conseguito dagli immobili ad uso abitativo, sono posti a carico della Regione".

In pratica, secondo detta proposta, gli immobili, che, dagli strumenti urbanistici vigenti, risulterebbero ricadenti in aree interne alle cinta urbana e aventi una destinazione ad uso abitativo senza godere dei benefici di opere di bonifica, godrebbero dell' esenzione dal pagamento dei tributi della bonifica, versati finora a favore dei Consorzi. Di particolare, rilievo la proposta del consigliere regionale Sebastiano Sorrentino, se si tiene conto delle questioni ancora pendenti, relative ai tributi della bonifica a favore dei Consorzi, che continuano ad esigerne il pagamento da parte degli utenti, finanche ai proprietari di immobili che risultano allocati in zone urbane, contro i quali l'unica possibilità riconosciuta ai cittadini è il ricorso alla giustizia amministrativa, con esiti non prevedibili.

Eppure, in alcune adunanze dell'Ottava Commissione Regionale, i rappresentanti dei Consorzi di Bonifica, così come delle associazioni di categoria, che hanno sottolineato come il vigente comma 1 dell'articolo 23 della legge regionale 1/2008 vada a penalizzare soprattutto gli esercenti e gli agricoltori, più che una modifica vedrebbero di buon occhio un'abrogazione del disposto normativo. Due le ragioni delle perplessità espresse rispetto alla modifica normativa: si teme un'ulteriore pressione tributaria a carico degli esercenti e degli agricoltori, già in forte crisi a causa dell'emergenza rifiuti, come si teme che non siano trovate coperture finanziarie affinché la Regione Campania, con proprio bilancio, possa farsi carico delle spese da sostenere in vista di un'esenzione dei privati dai pagamenti. Le difficoltà riscontrate e le perplessità espresse hanno allungato i tempi di una discussione tuttora in atto.

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