ACQUA: CONSIGLIO COMUNALE ESAUTORATO DEI SUOI POTERI?

Loredana Monda

Gestione del servizio idrico - integrato: consiglio comunale esautorato dei suoi poteri? La domanda sorge spontanea, viste le reiterate lamentale formulate dai residenti sul territorio di Marigliano, raccolte dal comitato cittadino di lotta per l'acqua pubblica, all'indomani della seduta di consiglio comunale, nel corso della quale è stata varata una delibera che mira, tra l'altro, anche ad un'immediata sospensione di tutte le attività da parte della Gori, nelle more di un riepilogo di quanto già fatto o ancora da fare, secondo gli accordi stipulati con il Comune tempo fa.

I cittadini continuerebbero a lamentare le visite e le telefonate indesiderate da parte di dipendenti della citata società con la pretese di pagamento delle bollette, di installazione dei contatori, ora anche della sottoscrizione di nuovi contratti. D'altra parte, nonostante il deliberato del consiglio comunale, pare che, fino ad ora (a detta di diversi pubblici amministratori) non sia stata convocata nessuna conferenza di servizi investendo formalmente l'Ato3 delle questioni sollevate in assise dai componenti del parlamentino locale.

Sul portale di ingresso interno al Palazzo Municipale si nota, anzi, un manifesto affisso, con il quale proprio la Gori informa la cittadinanza del prosieguo della sua campagna di installazione dei contatori presso le utenze dei privati. Il sospetto che non si tenga in debito conto l'operato del civico consesso sorge nel momento in cui si tiene a mente il contenuto dell'articolo 42 (Titolo III, Capo I) del Testo Unico degli Enti Locali. Detto articolo che si sofferma sulle attribuzioni dei consiglio comunali e provinciali recita:

  • "1. Il consiglio e' l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo.
  • 2. Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali: a) statuti dell'ente e delle aziende speciali, regolamenti salva l'ipotesi di cui all'articolo 48, comma 3, criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi; b) programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali e elenco annuale dei lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, piani territoriali ed urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, pareri da rendere per dette materie; c) convenzioni tra i comuni e quelle tra i comuni e provincia, costituzione e modificazione di forme associative; d) istituzione, compiti e norme sul funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione; e) assunzione diretta dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e aziende speciali, concessione dei pubblici servizi, partecipazione dell'ente locale a societa' di capitali, affidamento di attivita' o servizi mediante convenzione; f) istituzione e ordinamento dei tributi, con esclusione della determinazione delle relative aliquote; disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi; g) indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza; h) contrazione dei mutui non previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio comunale ed emissione dei prestiti obbligazionari; i) spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo; l) acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della giunta, del segretario o di altri funzionari; m) definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni, nonche' nomina dei rappresentanti del consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservata dalla legge.
  • 3. Il consiglio, nei modi disciplinati dallo statuto, partecipa altresi' alla definizione, all'adeguamento e alla verifica periodica dell'attuazione delle linee programmatiche da parte del sindaco o del presidente della provincia e dei singoli assessori.
  • 4. Le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere adottate in via d'urgenza da altri organi del comune o della provincia, salvo quelle attinenti alle variazioni di bilancio adottate dalla giunta da sottoporre a ratifica del consiglio nei sessanta giorni successivi, a pena di decadenza".


  • Dopo il pronunciamento dell'unico organo deputato a fornire indirizzi politico - amministrativi, che non possono, per legge, essere ignorati da altri soggetti senza incorrere nel rischio di un eccesso di potere, di abuso di potere e di omissioni in atti d'ufficio, in teoria dopo la deliberazione del consiglio comunale di Marigliano, si sarebbero dovute attivare tutte le procedure per fare chiarezza sui punti sui quali l'intera assise ha ritenuto di dover avere dei chiarimenti, finanche chiedendo, nelle more della risoluzione dell'intera vicenda, la momentanea sospensione di tutte le attività da parte della Gori, in verità non così presente e attiva nell'area da circa un anno. In realtà, il dubbio di un'esautorazione dei poteri del consiglio comunale in merito al cambio di gestione del servizio idrico - integrato era già sorto ai tempi del formulato affidamento alla Gori, per le modalità con le quali era stato operato (riportiamo sotto degli articoli precedentemente pubblicati dalla nostra testata che fanno riferimento ai passaggi portati avanti, senza riferimenti a quelli che sono stati gli scandali o presunti tali che hanno contornato la vicenda, che non interessano noi, ma eventualmente forze dell'ordine e magistratura, qualora ritenessero di dover intervenire ravvisando presunte ipotesi di reato).

    Se queste esautorazioni fossero reali, si potrebbe anche parlare di una mancanza di agibilità democratica, dell'assenza di un cambio di rotta rispetto ad un modo di operare che evidentemente non apparirebbe conforme a normative vigenti, a partire dai disposti del Testo Unico degli Enti Locali, che dovrebbe essere un vademecum di ciascun pubblico amministratore. Credo (assumendomi la responsabilità di quello che dico, nonché auspicando che non intervengano tentativi di smentita, visto che nell'asserire delle cose, contrariamente ad altri che procedono per illazioni, indico atti e norme) che sia arrivato il momento che nell'interesse collettivo sia chiarito, da chi di dovere, su questa questione ma anche su altre, cosa è consentito o cosa non è consentito, per legge, a Tizio, a Caio o a Sempronio.

    I cittadini giustamente chiedono chiarezza. E credo che sulla vicenda dell'affidamento della gestione del servizio idrico - integrato ci possa essere molto da dover chiarire, per capire se siano o non siano intervenute violazioni di legge. Il dubbio di un'esautorazione dei poteri del consiglio, come quello espresso dal comitato più volte di una presunta violazione della legge sulla privacy, non è l'unico rispetto all'intera vicenda. A tale proposito, descrivo quanto è stato raccontato a me, che induce anche ad ipotizzare un presunto trattamento, non autorizzato, di dati sensibili. Una sera (esattamente quella dell'ultima seduta di consiglio comunale celebrato) un cittadino, a parte l'aver affermato di non aver sottoscritto alcun contratto con la Gori (che ora, secondo le lamentele dei cittadini, dopo il deliberato del civico consesso, si starebbe attrezzando anche per questo), ha asserito che, a partire dal cambio di gestione, le bollette di pagamento non sono più arrivate intestate a sua moglie (che precedentemente aveva sottoscritto il contratto con il Comune), ma a lui. Se fosse vero (e che non si sarebbe di fronte ad un caso isolato), potrebbe significare che sono state tratte informazioni (non autorizzate dai diretti interessati) sulla composizione del nucleo familiare di quel cittadino.

    Dopo tutto quello che emerso nel corso degli ultimi due anni i dubbi sono comprensibili. E' lecito che i cittadini chiedano e ottengano che i dubbi siano definitivamente fugati. E' giusto che ottengano risposte dagli apparati dello Stato, con l'indicazione chiara di fatti, di atti e di leggi. Sono chiaramente stanchi di un balletto che si trascina da tempo, di vuote chiacchiere che si sprecano per ore e ore. Fare politica implica fare delle scelte, che possono essere a volte anche impopolari. Ma bisogna osare. La politica vive quotidianamente. Non è più astratta se si conforma, attraverso le scelte, alle leggi dello Stato. Credo che il dato più deprimente per il cittadino sia chiedere delle risposte certe allo Stato (centrale e decentrato), non riuscendo ad ottenerle.

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