UN SUICIDIO A NOLA E ALTRI ARRESTI NEL COMPRENSORIO

Loredana Monda

Macabra scoperta nel tardo pomeriggio di domenica a Nola. Un passante, la cui attenzione era stata particolarmente attirata da un insopportabile cattivo odore, ha notato, all'interno di un fabbricato abbandonato, un cadavere penzoloni. E' scattato l'allarme.

A decidere di farla finita impiccandosi ad una trave, in questo caso, il trentasettenne Gennaro Iovino, che, reduce da un passato burrascoso, trascorreva le sue giornate "svolgendo" l'attività di posteggiatore abusivo in Via Fonseca, in prossimità del cinema "Savoia".

Proprio non distante, uno stabile in disuso tra Via Merliano e Via Fonseca, l'uomo ha deciso di porre fine alla sua esistenza. Era scomparso una decisa di giorni fa. La sua prolungata assenza era stata segnalata alle forze dell'ordine, ma le ricerche che ne erano scaturite non avevano dato esito. Poi, la scoperta di domenica sera. Sulle cause del decesso sembrerebbero non esserci dubbi, ma il magistrato di turno alla Procura della Repubblica di Nola, ha comunque disposto l'esame autoptico sulla salma.

Non si arrestano, intanto, le attività di controllo del territorio da parte dei carabinieri, che hanno operato nuovi arresti e nuove denuncie all'interno dell'intero comprensorio. Nel corso di servizi per il contrasto all'abusivismo edilizio, i militari dell'Arma della Compagnia di Nola, al comando del tenente Pietro Calamusa, hanno denunciato in stato di libertà, nel comune di Carbonara un cinquantacinquenne e un trentacinquenne, per violazione delle leggi in materia urbanistica, per aver costruito un capannone industriale in difformità ai titoli autorizzativi.

L'immobile, del valore di 200mila euro e' stato sequestrato. Gli stessi carabinieri, nel comune di Visciano hanno, invece, deferito alla magistratura, per inosservanza delle norme di prevenzione degli infortuni e per violazione delle leggi igienico - sanitarie sui luoghi di lavoro, un trentatreenne, un quarantottenne e un ventitreenne, tutti titolari di ditte del territorio. Dette violazioni sono state accertate nel corso dei controlli nei cantieri. A Brusciano, i carabinieri della locale stazione agli ordini del maresciallo Raffaele Di Donato, nell'ambito di attività coordinate dalla Compagnia di Castello di Cisterna, al comando del tenente Angelo Basile, hanno eseguito un ordine di carcerazione del Tribunale di Nola, rintracciando e arrestando Raffaele Ganino, 34 anni, del luogo, già noto alle forze dell'ordine, che deve scontare tre anni e due mesi di reclusione per detenzione e per porto abusivo di armi da fuoco e che è finito a Poggioreale.

A Castello di Cisterna, invece, nel quadro di una più ampia attività di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti riconducibile all'azione dei clan camorristici operanti nell'hinterland napoletano, personale del nucleo investigativo del Reparto Territoriale di Castello di Cisterna, agli ordini del maggiore Fabio Cagnazzo e coordinato dal tenente - colonnello Antonio Jannece, ha arrestato, in flagranza di reato, il trentenne G. D. A., di 30 anni, residente a Brusciano, ma di fatto domiciliato a Castello di Cisterna, poiché ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. L'uomo, già "attenzionato" da qualche giorno, al termine di due perquisizioni, la prima personale e la seconda domiciliare, è stato trovato in possesso di una bambolina della propria figlia. L'attenta analisi del giocattolo, ha consentito ai carabinieri di scoprire che all'interno del medesimo erano stati occultati degli involucri di cellophane, contenenti circa dieci dosi di cocaina che di li a poco, sicuramente, sarebbero state vendute a terze persone. L'arrestato,dopo l'espletamento delle formalità di rito, è stato associato al carcere di Poggioreale, a disposizione del sostituto procuratore di Nola, Valentina Sincero.

Ad Acerra , i carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno, infine, arrestato, per evasione dai domiciliari (ai quali era sottoposto per violenza e per resistenza a pubblico ufficiale) il quarantaquattrenne Nunzio Bianco, considerato già noto alle forze dell'ordine. Dopo le formalità di rito, l'uomo è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa della celebrazione del rirto direttissimo al Tribunale di Nola.

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