CARABINIERI: ARRESTATO FINTO OMICIDA

Loredana Monda

Ha chiamato il 112, affermando di aver ucciso la madre. Era una bufala. All'arrivo dei carabinieri li ha aggrediti. E' finito, così, in manette il quarantunenne Antonio Esposito, di Cimitile, già noto alle forze dell'ordine.

Ad arrestarlo i carabinieri della stazione di Cimatile nell'ambito di attività coordinate dalla Compagnia di Nola al comando del tenente Pietro Calamusa. L'uomo è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa della celebrazione del rito direttissimo al Tribunale di Nola. A suo carico, infatti, formulate le accuse di lesioni personali, di minaccia e di resistenza a pubblico ufficiale. Tutto inizia con l'arrivo di una telefonata alla centrale operativa dell'Arma.

Il quarantunenne riferisce ad un operatore di aver ucciso la madre. La segnalazione è smistata ai carabinieri del territorio che tempestivamente intervengono, constatando l'infondatezza della notizia fornita dall'uomo, che di fronte alla realtà dei fatti, alla vista dei militari dell'Arma, non ha, tuttavia, esitato a prenderli a calci e pugni senza motivo.

Il suo contegno ha portato all'arresto, per l'appunto con le accuse di lesioni personali, di minaccia e di resistenza a pubblico ufficiale. Alcuni carabinieri sono ricorsi a cure mediche: hanno riportato varie lesioni giudicate guaribili in tre giorni.

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