MARIGLIANO: LA POLITICA AMORALE

Loredana Monda

A Marigliano, situazione politico - amministrativa da definire più compiutamente. Sono state tracciate, infatti, solo poche linee guida fondamentali. Il sindaco Felice Esposito Corcione si è presentato in consiglio comunale mercoledì sera.

Ha informato l'assise della sua decisione di revoca dei tre assessori espressione dell'Udeur, dopo un passaggio del massimo esponente locale dal centrosinistra al centrodestra con il Movimento per le Autonomie, nonché dopo forti dichiarazioni contro il capo dell'esecutivo cittadino che sono state lette come sinonimo di sfiducia politica.

Aspre le accuse mosse proprio al sindaco da parte dei consiglieri che hanno scelto di formalizzare l'adesione all'Mpa, comunque difeso da altri componenti del civico consesso. Felice Esposito Corcione dovrà riportare in consiglio con un nuovo documento programmatico da sottoporre ad un voto di fiducia per l'ufficializzazione della nascita di nuovi assetti di maggioranza. Nei fatti, sembra, tuttavia, poter dormire sogni tranquilli.

A giudicare da alcuni atti pervenuti alla Presidenza e pubblicamente letti, nonché dalle dichiarazioni di parecchi consiglieri, il sindaco pare che abbia i numeri necessari a proseguire nell'attività amministrativa, sperando di arrivare a fine mandato nel 2010. Una nota a firma del coordinatore cittadino del Movimento per le autonomie, Antonio Sullo, ufficializza l'adesione degli ex udeurrini Barbato, Lucerini, Appierto, Tufano, Napolitano, Guercia e Terracciano. Una scelta diversa hanno compiuto, invece, i loro ex compagni di partito Mautone, Monda, Giugliano e Molaro, Odore che quasi certamente resteranno tutti nel centrosinistra e accanto al sindaco.

A sostenere il capo dell'esecutivo, per espresse dichiarazioni, anche i sei componenti del gruppo del Pd, Ricciardi dell'Italia dei Valori, i componenti di Uniti per Marigliano Beneduce, Terracciano, Carpino e Oranges, i componenti del gruppo misto Monda e Palladino. Trenta i componenti del consiglio, con cinque già all'apposizione (Esposito Mocerino, Amato, Sapio di An, Mariani e D'Oto dell'Udc) e con altri sei che potrebbero confluirvi. A questo punto fare i conti non è difficile. Bastano sedici consiglieri in maggioranza perché il sindaco possa continuare ad essere a capo dell'amministrazione di Marigliano.

Dal prossimo consiglio, se tutto andrà bene, la parola d'ordine sarà procedere speditamente verso la realizzazioni di piccoli e di grandi progetti per la città. Palpabile, comunque, tra le accuse reciproche dei vari consiglieri, lo sconcerto, la delusione dei cittadini spesso lanciati in commenti non gradevoli. Mentre molti consiglieri hanno rivendicato la necessità di un nuovo primato della politica, riferendosi a ciò che può essere considerato morale o amorale, pensando ai cittadini un pensiero assale quasi spontaneo: il vero rispetto per loro sarebbe incassare l'elezioni con un partito e con uno schieramento e non cambiare casacca fino a fine mandato oppure dimettersi dal consiglio in caso di scelte diverse. I continui cambi di casacca con migrazioni continue dal centrodestra al centrosinistra e viceversa, lasciano, infatti, il dubbio della totale assenza di interessi ideologici.

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