SEQUESTRATA COCAINA PER UN VALORE DI UN MILIONE DI EURO

Loredana Monda

All'incirca alle ore 11 del 18 aprile 2008, a Casoria, in una traversa della Circumvallazione esterna, nel quadro di una più ampia attività investigativa, tesa al contrasto dei cartelli criminali operanti in Napoli e in Provincia, dediti al traffico internazionale di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Territoriale di Castello di Cisterna agli ordini del maggiore Fabio Cagnazzo e coordinati dal tenente - colonnello Antonio Jannece, a seguito di un prolungato sevizio di osservazione e di pedinamento, intercettavano due vetture (una Smart con due persone a bordo e una Y10 di colore grigio, non meglio individuata, che fungeva da staffetta, con a bordo una sola persona).

Mentre le due auto si accingevano ad immettersi sulla Circumvallazione, i carabinieri tentavano di bloccarle. La Smart speronava un'auto del Nucleo Investigativo, tentando di travolgere i militari, uno dei quali sparava tre colpi con la pistola di ordinanza, alla ruota posteriore destra dell'auto, determinandone la perdita del controllo e facendola andare a sbattere sul guard-rail. La Lancia Y riusciva, intanto, a dileguarsi. Raggiunti, dai militari, gli occupanti della Smart, davano inizio ad una violenta colluttazione, nel corso della quale veniva immobilizzato il conducente del mezzo, Marco Mariano, trentuno anni, del luogo, considerato già noto e reggente dell'omonimo sodalizio operante in Napoli (zona Quartieri Spagnoli).

Un carabiniere rimaneva ferito nella medesima circostanza. Il passeggero tentava di dileguarsi attraverso le campagne circostanti, mentre i carabinieri lo inseguivano. Durante l'inseguimento a piedi, il fuggitivo si volgeva verso i militari verosimilmente con un'arma in pugno. Un carabiniere esplodeva, quindi, un colpo con la pistola d'ordinanza, ferendo alla gamba destra il malvivente, che, dopo un centinaio di metri (durante i quali il ferito si liberava dell'arma, lanciandola in una vicina scarpata), veniva definitivamente bloccato all'interno di un capannone industriale. A finire in manette, quindi, anche il quarantacinquenne Vincenzo Mauro, residente a Napoli, considerato già noto e affiliato al clan Mariano.

Una perquisizione della Smart permetteva di rinvenire al suo interno e da sottoporre a sequestro venti panetti di cocaina per un peso di Kg. 25 e per un valore complessivo di oltre un milione di euro. I due uomini erano tratti in arresto per traffico di sostanze stupefacenti, per tentato omicidio e per danneggiamento. Espletate le formalità di rito, Mariano era associato alla casa circondariale di Poggioreale. Mauro, immediatamente trasportato al pronto soccorso dell'ospedale "San Giovanni Bosco" di Napoli, veniva trasferito all'ospedale "Cardarelli", dove rimaneva piantonato da personale della Polizia Penitenziaria (di trenta giorni, salvo complicazioni, la prognosi dei medici per la ferita da arma da fuoco alla coscia destra riportata).

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