BERLUSCONI TER

Loredana Monda

Per la terza volta, dal quel 1994, in cui decise di scendere in campo in prima persona, negando all'intero Paese anche il piacere di gridare, senza rimandi alla politica, "Forza Italia" per dare sfogo alla passione calcistica e sostenere la nazionale, Silvio Berlusconi è Presidente del Consiglio dei Ministri.

Nessuna denigrazione, come è giusto che sia, ad una carica istituzionale dello Stato, anche se lo stesso rispetto non è stato, negli ultimi anni, proprio dal centrodestra, riservato ad altre, finanche al Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, redatta e adottata dopo una periodo storico di grande travaglio del Paese, che aveva reagito alla dittatura e alla guerra, che mirava all'affermazione dei principi di democrazia e di libertà, come a quelli di solidarietà e di cooperazione. Solo un'analisi del voto. Silvio Berlusconi promette mari e monti, con al suo fianco gli stessi uomini e le stesse donne dei suoi due governi precedenti.

Le colpe di un'Italia al collasso sotto il profilo economico sono state riversate dagli italiani solo su Romano Prodi e sulla coalizione di governo. Avesse mai qualcuno provato a riflettere sul fatto che se l'Italia gli fosse stata consegnata in condizioni ottimali, se non splendide, dopo cinque anni di governo Berlusconi, per quanto male assortita o incapace, la coalizione di centrosinistra difficilmente sarebbe riuscita a fare tanti danni in solo un anno e mezzo? Ritengo che al governo di centrosinistra, che pure ha avuto le sue innegabili colpe, non sia stata data l'occasione di rimettere a posto le cose e di risanare i conti pubblici. Certo il centrosinistra non è stato sempre lungimirante, avrebbe potuto fare tanto altro per il recupero del sommerso in termini di occupazione, avrebbe potuto tentare di arrivare ad un cambiamento della legge elettorale che afferma non una democrazia ma un'oligarchia e via dicendo.

In fondo la legge elettorale "oligarchica" ha fatto comodo anche a chi voleva cacciare gli avversari, non solo nel centrodestra ma anche nel centrosinistra. E' stato sufficiente non candidare (o candidare in coda alle liste) coloro che non erano graditi, anche se avevano consensi. Non parliamo poi della discesa in campo (e lo dico da trentenne) di giovani inesperti della politica, a volte anche arroganti e presuntuosi, davvero difficili da tollerare! Sempre più spesso mi chiedo dove sono finite l'onestà, l'umiltà, la capacità di confronto e di dialogo, il carisma dei padri fondatori della Repubblica, sia di centro, sia di sinistra. E' evidente che manca quel carisma. Sono i giovani, più di altri, a sostenere il centrodestra, affascinati dalla figura d'uomo vincente e potente, ricco e invincibile.

E poco male, se l'uomo in questione governerà con l'appoggio della Lega Nord, che, nella migliore delle ipotesi mirerà al federalismo fiscale. Gli elettori del Meridione hanno capito cosa si intende per federalismo o per federalismo fiscale? Se passerà, le regioni più povere lo saranno sempre più, alla faccia della solidarietà e della cooperazione. Allora, a cosa servono le promesse di un bonus sui nuovi nati o di abolizione dell'Ici sulla prima casa? Chissà, secondo il modello del centrodestra, con tagli statali e mancate entrate tributarie come si reggeranno gli enti locali? Davvero gli elettori sono convinti che esistano Stati senza tasse da pagare? Il centrodestra all'estero, sul piano economico, non ha riscosso certo più successo del centrosinistra.

Ma poco conta anche questo! Berlusconi non si è insediato ancora, ma l'America gli strizza già l'occhio e lo costringerà (salvo cambiamenti di tendenza politica), come è già accaduto, a sostenere le sue decisioni sul versante della politica internazionale. Ma poco male se saranno nefaste! Il terrorismo già lancia minacce. A qualcuno importa se l'Italia corre rischi di attentati? A qualcuno importa se corre il rischio di conflitti internazionali o altro? Sembra di no! Ognuno, a cominciare dai quadri dirigenti dei partiti di centrosinistra, ha guardato solo a se stesso. Ha cercato di mantenere poltrone e privilegi. Ancora cerca di mantenere poltrone e privilegi. A poche ore dal risultato politico, già si parla di nuove elezioni e di nuove candidature anche in Campania. Tuttora non si fa ammenda. Si pretende a tutti livelli di imporre le scelte ad altri, si impongono future candidature. Ora veniamo alla Sinistra Arcobaleno. Per ben due volte i partiti che la compongono sono stati al governo, senza rendersi conto che non erano più all'opposizione. Si sono visti garantire cariche istituzionali anche tra le più alte dello Stato, ma la critica ad oltranza era d'obbligo.

Non è la presenza o l'assenza di un vecchio simbolo ad aver fatto la differenza, ad impedirne l'ingresso in Parlamento per i prossimi cinque anni. E' il modo di pensare, di agire, di operare, di rapportarsi agli altri, a priori chiuso al dialogo e al confronto sereno. Sul locale ci dispiace per l'assenza di riconferma per il senatore di Rifondazione Tommaso Sodano. Brutta fine anche per i socialisti, rinati dopo l'epoca "mani pulite". Ci dispiace. Scompare dalla scena nazionale una formazione che ha avuto un ruolo importante nell'affermazione di un sistema democratico. Il Partito Democratico nato pochi mesi fa è secondo in Italia, anche se all'opposizione. Poteva andare peggio. Anche se, con più umiltà generale, poteva andare anche meglio. Potevano essere convinti gli indecisi, almeno di area. Sul locale, orribile il contegno di fomentatori della protesta contro l'arrivo delle balle di rifiuti, che hanno consegnato le tessere elettorali per protesta, ma per ritirarle, in sordina, all'ultimo minuto, recandosi alle urne e tradendo gli uomini e le donne in buona fede che li avevano seguiti.

Il dato nazionale e locale delle politiche, a prescindere da se piaccia o non piaccia il risultato, ha messo in luce una grande verità: nessuno è parlamentare a vita. La politica è una fede, una passione, non un'occupazione. Il Parlamento non è un'agenzia di collocamento. Altre sedi istituzionali non sono agenzie di collocamento, attraverso le quali sistemare se stessi, i propri familiari e pochi eletti. Non l'hanno capito nel centrodestra, ma sicuramente non l'hanno capito neanche nel centrosinistra. A dimostrazione, qualcuno che avrebbe dovuto e dovrebbe preoccuparsi di premere per la reintroduzione delle preferenze, ma che non sa neanche cosa significhi candidarsi per far politica, continua ad accampare pretese, difendendo non la casta, ma le caste, iin barba a quanti non hanno lavoro, a quanti sbarcano il lunario, a quanti hanno famiglia ma non arrivano a fine mese, ai giovani e vecchi precari che non riescono a guardare al futuro perché li spaventa. Un messaggio passa forte e chiaro: di mattina, uomini di partito andare a lavorare come fanno i cittadini!

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